Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

sabato 30 aprile 2011

Le notizie 30/04/2011

Thailandia:visita premier a sud, ordigni uccidono 2 soldati (da Blitz Quotidiano 30/04/2011).
YALA (THAILANDIA), 30 APR – Due soldati sono morti ed altri nove sono rimasti feriti in due esplosioni in un distretto del sud della Thailandia, roccaforte della guerriglia separatista musulmana, qualche ora prima ... (Per la notizia completa vedi Blitz Quotidiano).

Thailandia e Cambogia verso la guerra (da GuerrenelMondo 30/04/2011).
La Thailandia e la Cambiogia Martedi hanno fortificato le loro posizioni al confine dopo quattro giorni di battaglia con artiglieria e mortai che hanno ... (Per la notizia completa vedi "GuerrenelMondo").

Thailandia e Cambogia, accordo per cessate il fuoco (da YahooNotizie 30/04/2011).
Gli eserciti di Thailandia e Cambogia hanno raggiunto un accordo per mettere fine a sette giorni di scontri sanguinosi lungo il loro confine conteso, ... (Per la notizia completa vedi "YahooNotizie").

Per la prima volta saranno ad Assisi buddisti thailandesi di alto rango (da AsiaNews 30/11/2011).
Bangkok (AsiaNews) – Nei giorni scorsi il nuovo nunzio in Thailandia, l'arcivescovo Giovanni D'Aniello ha compiuto una visita al tempio reale di Sakate, accompagnato da rappresentanti della Conferenza episcopale thailandese. Lo ha accolto Somdej Phra ... (Per la notizia completa vedi "AsiaNews"). 

Thailandia: incontro storico tra il nuovo nunzio e i rappresentanti buddisti (da Radio Vaticana 30/04/2011).
Un incontro storico che getta il seme per una futura amicizia, è stato quello avvenuto nei giorni scorsi tra il nuovo nunzio apostolico di Thailandia, mons. Giovanni D'Aniello, e Somdej Phra Buddha Jarn, presidente del Comitato speciale dei monaci ... (Per la notizia completa vedi "Radio Vaticana").

NISSAN: Produzione, vendite ed export (Marzo 2011, (da Autoruote4x4 30/11/2011).
La produzione nelle altre regioni è stata molto più alta, con un incremento su base annua dell'80,5% che ha portato a 46.645 il numero di unità prodotte, risultato ottenuto con il consistente apporto di Thailandia, India e Indonesia, ... (Per la notizia completa vedi "Autoruote4x4").

Tuttofood: a Milano i professionisti del food e della nutrition (da Alternativa Sostenibile 30/04/2011).
... Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Russia, Repubblica Ceca, Polonia e Scandinavia), dal Sud America (Brasile, Argentina, Messico, Venezuela e Cuba) dal Medio Oriente (Turchia ed Emirati Arabi) e dall'Estremo Oriente (Thailandia e Cina). ... (Per la notizia completa vedi "Alternativa Sostenibile").

Intervista a Bradley Cooper: il “bono”, il brutto e il cattivo (da Best Movie 30/04/2011).
La sceneggiatura è migliore, e le possibilità sono più ampie: siamo a Bangkok, in Thailandia, al di là dell'oceano, a cinque ore di volo da casa, è diverso da Las Vegas. Rispetto alla prima volta è stato tutto più spontaneo. ... (Per la notizia completa vedi Best Movie).


Dario Argento ospite del GLBT 2011 (da RB Casting 30/04/2011).
Ieri sera è stato proiettato “Cheun” (Slice) di Kongkiat Komesiri (Thailandia 2009). Questa sera, sempre a mezzanotte e mezza in Sala Uno, sarà la volta di “All About Evil” di Joshua Grannell (USA 2010), mentre l'ultima proiezione dei Midnight Madness (Per la notizia completa vedi "RB Casting")


Far East XIII: partenza D.O.C. con Park Chan-wook (da CVG 30/04/2011).
Porto ormai 'datato e sicuro' a tutto tondo sull'estremo oriente, la kermesse si conferma ricca di pellicole (ben 60 in concorso ed in anteprima nazionale) provenienti da Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Indonesia, Malesia, ... (Per la notizia completa vedi "CVG").

Paesi vicini: 
LAOS: TRE MILIONI AL VOTO PER ELEGGERE PARLAMENTO (da AGI - Agenzia Giornalistica Italia 30/04/2011).
Piu' di tre milioni di persone sono chiamate al voto per eleggere i 132 deputati del nuovo Parlamento del Laos. La scelta e' tra i candidati del Partito rivoluzionario popolare, l'unico riconosciuto nel Paese, opposti ad alcuni ... (Per la notizia completa vedi "AGI - Agenzia Giornalistica Italia"). 


Tavolette votive.

Quando gli archeologi cominciarono a scavare l'antica capitale di Sukhothai furono trovate nascoste un gran numero di tavolette votive, lo stesso doveva accadere con Wat Ratburana in Ayutthaya dove ne furono trovate 100,000, in entrambi i casi molte erano in terracotta, altre in argento, altre in oro. Tutte avevano una caratteristica in comune tutte riproducevano immagini di Buddha. Erano tutte icone portabili di Buddha e Sukhothau e Ayutthaya non furono i soli posti dove vennero trovate, tavolette votive furono trovate seppellite nelle parti sacre di molti complessi templari e nelle grotte usate per le meditazioni e all’interno di stupa.
Uno degli aspetti piu’ interessanti delle tavolette votive e’ come esse si siano trasformate da iniziali oggetti devozionali buddhisti nei moderni amuleti, la distinzione fra i due non e’ perfettamente chiara anche se molti dichiarano che molti amuleti venduti sui mercati ai giorni nostri non sono altro che le antiche tavolette votive. Tuttavia non e’ perfettamente chiaro a che uso servissero queste tavolette. Si sa che erano un piu’ di oggetti souvenir portarsi a casa da parte dei primi pellegrini che si recavano a visitare luoghi santi. Quali souvenir di luoghi religiosi le tavolette votive venivano e vengono considerati oggetti sacri. Una pratica che veniva seguita, specie nel sud Thailandia era quella di mescolare le ceneri dalle cremazioni di monaci anziani e riveriti maestri religiosi all’argilla usata per lo stampo. Questo naturalmente contribui’ al recente culto degli amuleti e alimento’ la credenza che tali tavolette votive hanno speciali poteri.

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I mudra.

Di particolare significato in tutta la statuaria sul Buddha che esiste in Thailandia sono i gesti delle sue mani chiamati dal sanscrito mudra. In verita’ la parola mudra non ha un significato eclusivo riferito alle mani delle sculture del Buddha ma nel buddhiamo e nell’induismo si intende per mudra un gesto simbolico delle mani e delle dita usato in cerimonie, danze, sculture e dipinti. Centinaia di mudra sono usati in cerimonie e danze, spesso in combinazione con movimenti delle braccia, dei gomiti e delle spalle. Nelle cerimonie specialmente nel buddhismo il mudra agisce come una specie di sigillo, affermando un mistico o magico voto, come puo’ farlo un’espressione vocale, come una preghera per allontanare i demoni. Un mudra e’ spesso accompagnato da un mantra. Essi furono originariamente usati dai monaci in meditazione o durante altri esercizi spirituali come mezzo per creare energia spirituale. Di centinai di mudra circa una mezza dozzina sono i piu' usati in Thailandia e tutti si riferiscono a un episodio della vita del Buddha. Nonostante quanto detto oggi i mudra sono ristretti alle immagini di Buddha e due di questi si possono vedere molto piu’ spesso degli altri. Essi sono l’abhaya mudra per disperdere la paura e il bhumisparsa mudra che e’ il chiamare la terra a testimone. 
Mudra della meditazione.
E’ il Buddha seduto con entrambe le mani piegate in grembo e le gambe strettamente incrociate nella posizione del loto. Diverse vicende storiche sono incluse in questa posizione compreso l’ultimo periodo di meditazione e il momento dell’illuminazione del Buddha, seduto sotto il sacro albero bodhi. Questa posizione somma nettamente l’estatico traguardo dell’antico yoga che trattiene tutti i dispiaceri e le infelicita’ per concentrarsi sulla verita’.
Mudra del chiamare la Terra a testimone.
E’ il bhumisparsa mudra E’ una delle piu’ comuni posizioni, rappresenta il Buddha con la mano destra estesa, il palmo della mano girato verso l’interno e le dita che si estendono giu’ a toccare la terra. L’immagine e’ seduta in una mezza posizione del loto o piu’ raramente in una posizione piena, con entrambi i piedi elevati sopra le ginocchia.
Il mudra rappresenta la vittoria del Buddha sul demonio personificato dal demone Mara in accordo alla leggenda che narra di quando il Buddha, vicino a ottenere l’illumiazione, fu attaccato dal demone Mara che domando’ che egli dimostrasse i suoi poteri. Il Buddha allora tocco’ la terra e chiamo’ la dea della terra, Torani, che facendo sgorgare acqua dai suoi capelli spazzo' via le orde demoniache.
Mudra del girare la ruota della legge.
In questa posizione entrambe le mani sono sollevate al petto, mostrando la posizione in cui il Buddha predico’ il suo primo sermone nel parco dei cervi di Sarnath. Il pollice e l’indice della mano destra sono uniti a formare un cerchio che rappresenta la Ruota buddhista della legge. Questo vuole simbolizzare l’entrata in movimento della legge buddhista, la fine del ciclo delle nascite e rinascite e i principi del karma e del nirvana. 
Mudra del trionfo sul demonio.
E’ l’abhaya mudra. In questo mudra il Buddha e’ generalmemnte rappresentato nella posizione in piedi. Mostra il Buddha con la sua mano destra, sinistra o entrambe sollevata a livello delle spalle, palma volta verso l’esterno e le dita tese verso l’alto. La leggenda si riferisce a quando un cugino del Buddha, Devadatta, pieno di invidia per la grandezza e il successo dell’Illuminato, mando’ un feroce elefante, famoso uccisore di uomini, ad attaccarlo. Tutti i discepoli del Buddha scapparono, rimase con lui solo Ananda, il Buddha alzo’ la sua mano e con la forza della compassione calmo’ l’animale e gli accarezzo’ la proboscide. 
Mudra del dispensare favori.
Simbolizza il Buddha voto di assistenza e regalo di verita’. il mudra e’ quasi simile a quello del trionfo sul demonio. Eccetto che il palmo della mano e’ esposto, aperto e vuoto.
Mudra dell’adorazione.
Questo mudra riguarda i boddhisattva che rendono omaggio al Buddha. Il gesto delle mani e’ lo stesso del saluto tradizionale thai, mani aperte, premute insieme ad altezza del petto a mo’ di preghiera. 
Mudra del chiamare la pioggia.
E’ un mudra non canonico che si trova nelle immagini di Buddha del Nord Thailandia. specie nelle provincie di Chiang Mai, Nan e Phrae. Le braccia delle immagini in piedi cadono giu’ ai lati del corpo con le palme che guardano le cosce. Questo mudra indica la chiamata della pioggia che porta nutrimento ai campi di riso.

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Le immagini di Buddha.

L’arte thai origina nelle sculture di Buddha del periodo di Sukhothai e da questo momento il buddhismo domino’ l’arte thai fino al secolo scorso solitamente sotto il patronato della corte. Tuttavia senza mai riuscire a superare in questo lungo periodo le immagini di Sukhothai che sono considerate l’apice della scultura thai.
Aspetti della vita e della cultura quotidiana, le immagini di Buddha giocano un ruolo importante e complesso. Ognuno dei circa 30,000 monasteri che ci sono nel paese ha un’immagine di Buddha principale, spesso di considerevole altezza, e molte hanno a contorno un buon numero du immagini secondarie, piu’ piccole. Anche ogni casa mantiene un altare con almeno una statua di Buddha e se il proprietaro ha un qualche mezzo ci puo’ essere un’intera stanza dedicata al Buddha ed e’ ovvio che in questo caso le statue diventano piu’ di una, come in una cappella privata.
Tutte queste immagini di Buddha non si possono considerare idoli, esse non rappresentano nessun dio e sono viste solo come un mezzo per aiutare gli uomini a ottenere la natura di Buddhha. Tuttavia la differenza fra adorare la natura e adorare l’immagine attuale e’ solo una sottigliezza che non cambia la natura sacra dell’immagine.
Le immagini di Buddha sono di varie dimensioni su va quelle gigantesce come il Buddha seduto di Wat Si chum in Sukhothai che e’ alta 14.7 metri a quelle minuscole, come possono essere le immagini personali che misurano solo pochi centimetri.
Ogni immagine e’ considerata un sostituto del Buddha, si crede percio’ che abbia vita. I thai rendono omaggio alle state di Buddha chinando tre volte la testa al suolo: una per il Buddha, una per la dottrina e una per l’ordine dei monaci, la cosidetta Triplice Gemma.
Una delle ragioni del proliferare di immagini di Buddha e che il donarne o acquistarne una e’ considerato un atto meritorio. In accordo col buddhismo ogni azione ha un risultato cosi’ le buone azioni incrementano i meriti.
Le immagini di Buddha sono fatte in molti differenti materiali e stili. Orgoglio della nazione e’ la fusione in bronzo, arte per cui la Thailandia e’ famosa dal XIV secolo. Tuttavia vengono usati molti materiali, comprese gemme e oro. Le immagini di Buddha coprono una notevole varieta’ di stili, influenzati nel corso dei secoli dalle nazioni buddhiste circostanti. Spesso le idee arrivavano da Sri Lanka, che quando la religione fu un declino nella nativa India divento’ il rifugio e il luogo di rifioritura dei canoni. Per apprezzare l'arte legata a queste immagini e’ necessaria la conoscenza di un insieme di regole, specialmente per quanto riguarda l’iconografia con cui e’ rappresentato il Buddha. Ci sono inoltre 32 regole maggiori e 80 minori che caratterizzano il Buddha e lo pongono da una parte rispetto alle persone normali. Alcune sono alquanto strane se non anatonicamente impossibili, fra cui: naso simile al becco di un pappagallo, mento simile a un mango di pietra, braccia come il naso di un elefante, calcagni protundenti mani e piedi palmati. I manoscritti thai descrivevani molte altre caratteristiche. In uno si legge cheil naso non deve essere allineato con il petto ma con le palme, oppue che nell’immagine del Buddha in pirdi il corpo deve avere sette volte la lunghezza della faccia. Queste e molte altre erano tutte prescrizioni per un’immagine che doveva apparire calma e bella.
L’apice dell’arte buddhista fu durante il periodo di Sukhothai, nel XIV/XV secolo, fu in questo periodi che artisti e scultori thai diedero il meglio di loro.
Le immagini di Buddha sono in genere in quattro posizioni: seduto, in piedi, in cammino e reclinato. La posizione in cammino, raramente impiegata, eccetto che dalla scuola di Sukhothai, rapresenta il Buddha che torna dal paradiso sulla terra. La posizione inclinata, anche rara, e’ sopratutto impiegata in grandi immagini per mostrare il Buddha nell’esatto momento di entrata nel Nirvana. Le posizioni in piedi e seduta sono spesso determinaste dai mudra. Per esempio la posizione in piedi puo’ mostrare il Buddha benedicente o mentre sottomette forze maligne. La posizione seduta puo’ mostrare quasi ogni importante evento nella vita di Buddha, come nei casi precedenti, indicato dalla posizione delle mani.
Non c’e’ nisogno di dire che queste immagini devono essere trattate col massimo rispetto. Nel passato severe pene erano comminate a chiunque dissacrasse un’immagine o rubasse le foglie d’oro dalla sua superficie. Oggi, in dispetto alla restrizione di non portare immagini di Buddha fuori del paese, esse sono tranquillamente vendute nei negozi per turisti e anche, senza mostrare alcun rispetto, agli angoli della strada. Molte immagini di valore sono scomparse dal paese e sono tornate alla luce nei musei dell’occidente. Queste immagini sono state rubate dai thai, che se non possono trasportare l’intera immagine ne recidono la testa che e’ la parte piu’ importante e di valore per il compratore, qualche volta questi thai agiscono in aperta connivenza con rispettabili musei e universita’ stranieri. Il modo di comportarsi di questi thai e’ in netto contrasto con quello della maggior parte della popolazione thai. 
Un’immagine di Buddha non deve essere oggetto di mercato e non e’ neppure visto come prima cosa come un’opera d’arte. Nel parlare di queste immagini i thai usano un particolare linguaggio di rispetto. I termini ordinari non sono mai usati per esse e le parti del corpo dell’immagine sono indicate con gli stessi termini utilizzati per riferirsi alle braccia, alla testa, ecc... del re. 
Un'immagine di Buddha e’ un oggetto di venerazione, non di decorazione. Maltrattare un’immagine di Buddha in Thailandia e’ del tutto simile che entrare in una chiesa cattolica appropriarsi di un crocefisso e calpestarlo. Contro le immagini di Buddha ci sono vari gradi di abusi. Nessun thai trovera’ da obbiettare se un non thai pone in’immagine di Buddha nella propria casa come decorazione, questo fintanto che la porra’ in un posto in alto, non certo al livello dei piedi. Ma un thai probabilmente si sentira’ offeso nei propri sentimenti se un non thai, ospite nella sua casa, prendera’ l’immagine e dira’: “Bellissima, dove posso trovarne una?”. Un thai deve rivolgere un wai all’immagine prima di muoverla o di pulirla. Severe pene sono previste anche per i turisti se essi tentano di scalare una delle molte gigantesche immagini che sono sparse per il paese, cio’ per il fatto che la parte piu’ umile di una persona, i piedi, sono posti sopra una delle icone piu’ alte del paese, il Buddha.

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La scultura.

La scultura thailandese si puo’ far risalire a molto prima dei tempi del Buddha, alla cultura del bronzo di Bang Chiang, in questa zona, nella provincia di Udon Thani, sono stati ritrovati tentativi di scultura che risalgono a 4,000 anni fa.
In altre zone tavolette votive, insieme a incisioni in argilla e terracotta sono state trovate in grotte e risalgono al VI secolo.
In seguito il discorso dell’arte thai si incentro principamente sulla scultura e in modo particolare sulla sua manifestazione principale: le immagini del Buddha e in modo minore sulle divinita’ indu’.
Questa venerazione di immagini potrebbe far pensare all’idolatria e sarebbe un concetto sbagliato. Il buddhista devoto vede nell’immagine il richiamo a una serie di precetti e non la rappresentazione materiale del dio. La tradizione ci racconta che il Buddha prima di morire scaccio’ le incertezze su un futuro senza il loro Maestro ricordando che dovevano conservare non la sua memoria ma la sua dottrina. Agli inizi i suoi discepoli cominciarono a erigere un cumulo di terriccio seppellendovi come reliquia un capello, un dente, le ceneri del suo corpo cremato. Col passare del tempo i cumuli divennero gli stupa, sempre piu’ alti e sempre piu’ sottili. Questo tuttavia non basto’ ai discepoli che vennero in seguito, i quali chiedevano un rapporto piu’ concreto attraverso il quale chi era abituato a venerare le immagini indu’ e gli spiriti degli alberi e delle pietre potesse stabilire una situazione di maggiore intimita’.
Da tale necessita’ si e’ sviluppata l’iconografia della scultura religiosa. L’immagine rappresenta un astratto ideologico e il Buddha non e’ visto come rappresentazione di un upmo ma come dottrina in forma umana. Osservando l’immagine si percepiscono i principi del comportamento incarnati e predicati dal fondatore della dottrina stessa.
Le piu’ antiche immagini di Buddha furono create 2,000 anni orsono ed erano importanti ai fini del proselitismo. Torna, come per l’architettura, quel concetto di arte che non e’ fine a se stessa e quindi al puro ruolo estetico ma arte che realizza un oggetto sacro e da venerare. Chi fa dono di una scultura acquisisce dei meriti ma non pone su di essa il proprio nome, ne’ viene in alcun modo identificato con essa. Analogamente si comporta l’artista che l’ha eseguita. L’immagine deve essere benedetta dai monaci e va benedetta di nuovo se viene spostata in un ambiente diverso.
Come poteva avere l’artista punti di riferimento rispetto alle caratteristiche fisiche da attribuire alla sua opera?
Stando alle leggende, l’unica statua di Buddha ancora in vita venne scolpita quando questi ando’ da sua madre a predicare in paradiso. Il re di Kusala, per sopperire alla mancanza del Maestro, incarico’ i suoi scultori di eseguire un’immagine, scolpendo legno di sandalo e affidandosi soltanto alla propria memoria per riprodurne le fattezze. Al ritorno’ del Buddha la statua si animo’ e venne avanti rendendogli onore. Ma il Budha le ordino’ di non muoversi onde potesse fungere da modello agli scultori futuri.
Evidentemente piu’ attendibile e’ l’ipotesi dell’ispirazione da parte degli artisti sulla base dei testi antichi che descrivevano i lakshana, vale a dire segni di riconoscimento utili a perpetuare un’omogeinata’ somatica delle immagini sacre. Un elenco di tali segni prende in prestito le descrizioni fortemente evocative adoperati come attributi di rigore delle divinita’ nella poesia sanscrita: gambe come quelle del cervo, cosce come il tronco del banano, braccia liscie e rotonde come il tronco dell’elefante, mani come i fiori di loto appena sbocciati e punte delle dita rivolte in su come petali, testa a forma di uovo, mento come il nocciolo del mango, naso come il becco del pappagallo, ciglia come archi tesi, capelli come i pungiglioni degli scorpioni. La fonte piu’ comune era una serie di 31 lakshana, tratti dai testi religiosi pali: piedi con 108 segni di buon auspicio, che servirono da modello a numerose impronte del piede del Buddha, custodite quali reliuie in vari tempi: talloni a forma di cuneo, dita delle mani lunghe, dita dei piedi di uguale lunghezza, gambe come quelle dell’antilope, braccia lunghe quanto basta per poter toccare le due ginocchia senza dover incurvare il busto, pelle liscia al punto che ad essa non possa aderire la polvere, ciglia lunghe quanto quelle di una mucca, 40 denti, un neo peloso, urna, fra le sopracciglie, una protuberanza, ushnisha, sulla sommita’ del capo, che puo’ essere un turbante, un ciuffo di capelli o un benoccolo; occhi blu scuro. A tutto questo gli scultori aggiunsero i lobi degli orecchi allungati dai massicci orecchini che il Buddha soleva portare in gioventu’, allusione all’origine regale come pure la fiamma sull’ushnisha, che simboleggia l’energia ardente dell’intelletto del Maestro.
La dimensione dell’immagine del Buddha puo’ variare da pochi centimetri a decine di metri. Il Buddha coricato che si trova a Wat Pho, a Bangkok, misura 45 metri di lunghezza.
Quattro sono le poisizioni stabilite dalla tradizione: seduta, eretta, deambulante appoggiata a un fianco con la mano destra a reggere il capo. Nella posizione seduta la postura dei piedi prende il nome di
adamantina, vajrasena, con le due piante rivolte verso l’allto,
eroica con una gamba appoggiata alla pianta dell’altro piede,
europea, sul trono con i due piedi appoggiati a terra.
Le mani sono rappresentate in vari gesti, mudra, che stanno ad indicare altrettanti avvenimenti nell vita del Buddha
Il corpo viene avvolto in un lungo pezzo di stoffa, il sari, che passa sulla spalla sinistra e avvolge entrambe le spalle. .
Il Buddha siede direttamente sulla terra o su uno zoccolo a forma di fior di loto, talvolta decorato con i segni zodiacali o con un unico segno che indica l’anno di fusione della statua.
L’uso di dipingere le immagini non era molto diffuso, pur se qualche traccia di colore e’ reperibile nelle opere piu’ antiche.
Uno studio serio e approfondito delle delle diverse scuole thai di scultura e’ reso difficile dalla mancanza di chiarezza sulla definizione di ciascuna scuola e di ciascun periodo. Tutti gli schemi proposti dagli storici dell’arte risentono di qualche imperfezione. Uno schema, ad esempio, puo’ fornire una cronologia adeguata ma questa va a scapito delle differenze geografiche. La differenza a livello regionale o di scuola non tiene conto delle influenze che hanno condizionato questo o quel momento, ne’ del sovrapporsi di stili dettati dal singolo contesto estetico.
I cosidetti “Buddha ornati” continuano ad essere oggetto di discussione fra gli esperti. In auge a partire dal XV secolo, queste immagini raffigurano il Buddha incoronato e ingioiellato, in aperto contrasto con la sua tradizione di asceta, avverso allo sfarzo. Esistono diverse spiegazioni a proposito di questa aberrazione stilistica. Alcuni la considerano simbolo del potere della dottrina, altri un’allusione alla discendenza regale del Maestro. Si tratterebbe di un’allusione trasversale alla scelta che egli fece prima della nascita fra il divenire Buddha o “Monarca universale”, Chakravartin, altra via che gli avrebbe consentito di condurre l’umanita’ alla pace.
Oltre al Budddha gli altri soggetti preferiti dagli scultori il Dhammachakra, la ruota della legge e il Buddhapada, l’impronta del piede.
La ruota rappresenta la dottrina elaborata dal sovrano buddhista Asoka, III secolo a.C., che fu scelta dagli artisti mon come tema base scultoreo. Il piede godeva di una vasta popolarita’ in quanto frutto di una leggenda secondo cui fu lo stesso Buddha a volare verso la Thailandia, lasciando sulla cima di una montagna un’impronta del piede, recante fra linee rette e concentriche, tutti i 108 segni di buon auspicio.
Fino al XVI secolo e in misura minore fino al XIX gli scultori lavorarono anche sulle immagini della Trimurti indiana: Brahma, il creatore, Visnu il preservatore e Shiva, il distruttore. Vushnu incontrava molto i favori del popolo perche’ il suo avatar Rama rappresentava l’eroe per antonomasia della letteratura mitica. Tutti i re dell’attuale dinastia portano il nome di Rama. Le statue di Shiva si incontrano piu’ raramente. Il dio viene normalmente rappresentato in posizione eretta, il corpo liscio e provvisto di molte paia di braccia. Non ha decorazioni salvo un chignon, alto e con ornamenti, al nposto della mitra portata da Vishnu.
Nella produzione artistica sono da includere gli intagli, o sigilli incisi e le tavolette votive chiamate Phra Pim. Sono queste ultime a costruire oggetto di interesse particolare per chi voglia approcciare la religione buddhista nella sua globalita’. Le tavolette votive rappresentano la possibilita’ di tramandare ai posteri la dottrina dopo che, stando alle credenze, il buddhismo scomparira’ con l'avvento del Maitreya, l’ultimo Buddha, nel 4457 della nostra era. Le tavolette sono in genere ricavate da metallo, argilla o terracotta.
Un capitolo che puo’ apparire minore ma che invece riveste notevole importanza nella commistione costante fra buddhismo ortodosso e animismo e’ quello degli amuleti.
I m,ateriali preferiti dalla scultura furono pietra, legno, oro, argento, avorio, pietre preziose e semipreziose, stucco, terracotta e ceramica ma sopratutti spicca il bronzo ricoperto in tempi passati da una doratura che dava alla statua una parvenza di maggior ricchezza e preziosita’. Questi materiali richiesero l’impiego di teniche diverse che andavono dalla scultura vera e propria all’incisione, dalla modellatura alla costruzione, alla fusione.
La scultura moderna puo’ essere divisa in due parti: una che imita stili occidentali o giapponesi e un’altra che fa rivivere temi thai ma li interpreta in modo nuovo. Un rappresentante della seconda scuola e’ l’artista Sakarin Kreu-On e la sua realizzazione di una grande testa di Buddha vuota fatta con un misto di argilla, fango, carta mache’, colla e turmetici intitolata Trance Gialla fu un lavoro che fece un tour mondiale di straordinario successo.
Sempre fra i moderni lo scultore Manop Suwanpinta modella l’anatomia del corpo umano in fantastiche forme spesso mista a caratteristiche tecnologiche come una faccia con cardini che aprendosi rivelano un contenuto inanimato. 

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venerdì 29 aprile 2011

Notizie 29/04/2011

Muore soldato thailandese mentre vacilla tregua con Cambogia (da Reuters 29/04/2011).
SURIN, Thailandia (Reuters) - Un soldato thailandese è morto e quattro sono rimasti feriti in nuovi scontri nella notte su una zona di confine contesa tra Thailandia e Cambogia. Lo ha riferito oggi un portavoce militare, mentre vacilla la tregua tra i ... (Per la notizia completa vedi "Reuters").

Thailandia-Cambogia: scontri, un morto (da ANSA 29/04/2011).
BANGKOK, 29 APR - Un soldato thailandese è stato ucciso e quattro sono rimasti feriti oggi in nuovi scontri al confine conteso fra Cambogia e Thailandia , malgrado l'annuncio ieri di una tregua. Lo ha reso noto un portavoce dell'esercito ... (Per la notizia completa vedi ANSA). 

Ripresi gli scontri al confine tra Thailandia e Cambogia (da Limes, rivista italia di geopolitica 29/04/2011).
Negli scorsi giorni le tensioni fra Thailandia e Cambogia sono tornate a farsi sentire, dopo una situazione di relativa quiete che durava da febbraio di quest'anno. All'epoca vi furono dei brevi scontri armati nei pressi dell'antico tempio di Preah ... (Per la notizia completa vedi Limes, rivista italia di geopolitica). 

THAILANDIA-CAMBOGIA: NUOVO ACCORDO SU CESSATE IL FUOCO DOPO SCONTRI (da Agenzia di Stampa Asca 29/04/2011).
Phnom Penh, 29 apr - Tailandia e Cambogia hanno raggiunto un nuovo accordo per un cessate il fuoco. Lo ha reso noto il ministero della Difesa ... (Per la notizia completa vedi Agenzia di Stampa Asca).

Cambogia e Thailandia continuano a litigare (da Il Post 29/04/2011).
Il corrispondente di Al Jazeera Wayne Hay, che si trova a Ta Mieng in Thailandia, al confine con la Cambogia, ha detto che sia i tailandesi che i cambogiani ... (Per la notizia completa vedi "Il Post").

I gesti memorabili di Wojtyla nel dialogo con le altre religioni (da Corriere della Sera 29/04/2011).
Gli approcci alle religioni mondiali hanno avuto altri momenti creativi: il 9 agosto 1985 in Togo parla agli «animisti» e compie qualche gesto rituale di «ospite» delle religioni tradizionali; in Thailandia l'11 maggio 1984 aveva reso omaggio - in un ... (Per la notizia completa vedi "Il Corriere della Sera").

Nucleare? L'Asia ha poca scelta (da La Stampa 29/04/2011).Il Vietnam aveva in programma otto centrali nei prossimi dieci anni, l'Indonesia quattro, la Thailandia altre cinque. La Cina, che già ne ha una decina in funzione, ne sta costruendo 25 e ne programma altre 55. Fukushima ha prodotto un parziale ... (Per la notizia completa vedi "La Stampa").

SONDAGGIO TURCHIA: RECORD DONNE DIRIGENTI, SONO IL 25% (da Clandestinoweb 29/04/2011).
A livello globale invece il primo posto e' occupato dalla Thailandia con il 40% delle donne che occupano ruoli dirigenziali, seguita dalla Georgia e la Russia (36%), Hong Kong e Filippine (35%). Ultimi in classifica, Giappone e Arabia Saudita con l'8%. (Per la notizia completa vedi Clandestinoweb).

Il cinema gay è splatter ma anche commedia (da La Republica 29/04/2011).
Uno spietato serial killer, un ex poliziotto finito in galera per omicidio e un "cattivo tenente" omofobo a caccia di assassini; il tutto nei bassifondi di Bangkok. Arriva il maestro Dario Argento a battezzare stasera, anzi stanotte (alle 0.30), ... (Per la notizia completa vedi "La Republica"). 

Far East Film Festival, al via la kermesse dei film orientali (da Best Movie 29/04/2011).
Attesi i remake di What Women Want (nella foto) e Paranormal Activity, i noir coreani, l'horror di Park Chan Wook (I'ma Cyborg, But That's OK) girato con l'IPhone 4, il cinema erotico giapponese e le perle di Thailandia e Singapore. ... (Per la notizia completa vedi "Best Movie).

Malesia e Thailandia, binomio vincente (da GuidaViaggi 29/04/2011).
Tappa conclusiva ieri a Milano per il roadshow congiunto organizzato dagli enti del Turismo della Malesia e della Thailandia, in collaborazione con Hotelplan, un evento “che ha avuto successo come nelle aspettative”, ha dichiarato Wiyada Srirangkul, ... (Per la notizia completa vedi GuidaViaggi).

PHUKET LE NATURALI SUGGESTIONI DI VILLA AMANZI DI SUPPOSE DESIGN (da Edilportale 29/04/2011).
Immersa nel verde della Thailandia e sospesa sul meraviglioso azzurro dell’Andaman Sea, Villa Amanzi è stata progettata da Original Vision. (Per la notizia completa vedi "Edilportale"). 


I parchi storici.

Il patrimonio culturale della Thaillandia e’ un’invidiabile risorsa spiritusale della nazione che rappresenta i grandi traguardi culturali nell’evoluzione sociale attraverso la sua storia. Attraverso ricerche si puo’ arrivare ad avere un sentore dei pensieri, degli ideali e dello stile di vita degli antenati. Dall’abbondante numero di tesori culturali in forma di manufatti e monumenti trovati in tutte le regioni possiamo ricostruire la continua prosperita’ che ha continuato a fiorire fin dagli antichi tempi in Thailandia come nelle altre parti del mondo.
L’;idea di conservare i resti archeologici per l’economia della nazione e per altri benefici sociali inizio’ a materializzarsi in Thailandia nel 1976. Fu in quell’anno che il governo incluse il progetto di conservazione dell’arte e della cuktura nel Quarto Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale, 1977-1981. Il primo progetto del piano fu il Parco storico di Sukhothai. Poi nel susseguente Quinto Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale, 1982-1986, furono inclusi diversi altri siti storici in accordo con l’importanza archeologica dei luoghi. Attualmente il Dipartimento di Belle Arti, sotto la supervisione del Ministero per l’educazione ha 10 progetti di Parchi Storici:
Parco storico di Sukhothai, nella provincia di Sulhothai.
Parco storico di Phra Nakhon Si Ayutthaya, nella provincia di Ayutthaya.
Parco stotico di Phanom Rung, nella provincia di Buriram.
Parco storico di Sri Thep, nella provincia di Phetchabun.
Parco storico di Phra Nakhon Khiri, nella ptovincia di Petchaburi.
Parco storico di Sri Satchanalai, nella provincia di Sukhothai.
Parco storico di Phimai, n ella provincia di Nakhon Ratchasima.
Parco nstorico di Muang Singh, nella provincia di Kanchanaburi.
Parco storico di Kamphaeng Phet nella provincia di Kamphaeng Phet
Parco storico di Phu Phra Bat, nella provincia di Udon Thani.
Questi parchi sono sotto l’amministrazione del Dipartimento di Belle Arti, che sorveglia anche contro firti e vandalismi. L’UNESCO ha dichiarato le rovine di Sukhothai, Ayutthaya, Kamphaeng Phet e si Satchanalai Patrimonio dell’Umanita’, il che le rende eleggili per fondi e/o contributi per futuri progetti di restauro.

Nota: UNESCO, anche in pieno United Nation Educational, Scientifi and Cultural Organization. E’ un ‘agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata nel 1946 per aiutare la pace attraverso la promozione della cooperazione internazionale nell’educazione, nelle scienze e nella cultura. Essa agisce come un faro per lo scambio di idee e conoscenza. Nel 1972 essa sponsorizo’ con accordi internazionali l’affermarsi di una lista di Patrimoni dell’Umanita’, siti culturale e aree naturali che devono godere della protezione legale dei governi in cui esso e’ situato . Ciascun sito che rientra nella lista ha diritto cooperazione internazionale per quanto riguarda protezione, conservazione e restauro.

Parco storico di Sukhothai.
( Nella provincia di Sulhothai).
Dell’importanza storica e culturale di questo sito abbiamo gia’ ampiamente parlato nelle pagine precedenti. Qui possiamo aggiungere che l’antica capitale e’ composta fal palazzo e da importanti monumenti religiosi, tutti circondati da mura e fossati. L’antica porta della citta’si trovanche fuori delle mura sono stati trovati monumenti in rovina, distribuiti all’intorno. L’importanza storica di Sukhothai e’ stata deteriorata da cause naturali e accellerata da scavi illegali di cacciatori di tesori e dall’espansdione delle attivita’ agricole da parte degli abitanti. Il parco storico di Sukhothai fu designato Patrimonio dell’Unmanita’ dall’UNESCO nel 1990.
Parco storico di Phra Nakhon Si Ayutthaya.
(Nella provincia di Ayutthaya).
Vale quanto detto sopra. La citta’ di Phra Nakhon Si Ayutthaya fu designato Patrimonio dell’Unmanita’ dall’UNESCO nel 1994.

Parco storico di Phanom Rung.
(Nella provincia di Buriram).
Si trova nella regione Nordest della Thailandia e il monumeno in stle khmer chiamato Phanom Rung e’ la struttura principale. Nel Nordest ci sono molti siti archeologici e monumenti storici che testimoniano una lunga tradizione culturale da tempi preistorici. I mnumenti storici sono strutture religiose costruite in mattoni o pietra e si trovano in tutta la regione. Essi furono costruiti per ospitare oggetti di adorazione sia del buddhismo mahayana che dell’induino. Costruiti in materiali forti essi conservano molte evidenze culturali e storiche da cui si puo’ ricostruire la storia della regione. Fra questi Phrasat Hin Phanom Rung e’ uno dei piu’ antichi monumenti nel nordest e uno dei piu’ bei siti storici in Thailandia. Il monumento si erge maestosamente sulla cima della montagna Phanom Rung nel sub-distretto di Ta Pek, distretto di Nang Rong, provincia di Buriram. La sua torre princvipale, circondata da gallerie che la chiudono a un ben sviluppato piano di sviluppo. Nei domini dell’antica civilizzazione khmer Phanom Rung e’ il solo monumento religioso costruito su una montagna naturale. L’architetto fu estremamente abile nell’ottenere il mreglio dalla situazione geografica. Fra quelli costruiti in Thailandia il monumento e’ il piu’ grande e il piu’ avanzato per quanto riguarda lo sviluppo dell’architettura khmer. E’ anche il meglio conservato.
Il monumento ha un lungo approccio fatto lungo il crinale della montagna che e’ punteggiato da ponti naga di differente livello da uno strato all’altro. Alla fine della sclinata di pietra si raggiunge l’entrata della torre principale chiamata Gopura, posta nel mezzo della galleria a est del muro di chiusura. Al centro della tyorre principale si trovava il luogo dove porre depositi di fondazione e l’immagine di adorazione principale sulla cima, probabilmente uno Shiva lingam, fallo, o la stessa immagine di Shiva. Il centro solitario diritto dal primo appoggio alla parte centrale della torre principale determina il layout di tutti gli edifici del monumento che guardano a est. L’allineamento degli edifici e’ assolutamente dritto, caratteristica che si trova raramente nei monumenti in stile khmer.
Nell’area di Prasat Hin Phanom Rung si trovano varie strutture, tutte costruite dal X agli inizi del XIII. Agli inizi del X secolo il sito doveva avere una struttura semplice ed era util;izzato per semplici riti religiosi degli abitanti della piccola citta’ originale. Piu’ tardi quando la societa’ locale divenne potente politicamente e le fu data un’importante posizione dall’amministrazione centrale di Angkor il sito fu allargato e fu costruita una grande torre.
Interessante e; la storia del lintello Nara scomparso da Phanom Rung fra il 1961 e il 1965 e finito all’Arts Institute di Chicago. Indagini fecero scoprire che un benefattore d’arte statunitense, James Alsdorf, lo aveva donato. Non fu prima del ndicembre 1988, sei mesi prima di completare il restauro di Phanom Rung, e dopo forti proteste del governo thailandese e altre organizzazioni che l’Alsford Institute decise di restituire il lintello a un costo di 250,000 $, donati dai statunitensi. In quel periodo un grppo rock thai, gli Ad Carabao portarono al successo una canzone di protesta che includeva le parole:
“Prendetevi indietro il vostro Michel Jackson e dateci indiero il nostro Phra Narai”.
Voci dicono che sei dei sette thai coinvolti nel furto originalesono morti di morti innaturali.

Parco storico di Sri Thep.
(Nella provincia di Phetchabun).
La parte centrale della Thailandia e’ uno dei piu’ importabti centri di antica civilizzazione. Gli scavi archeologici condotti nei bacini dei fiumi Pasak e Lopburi civilta’ altamente sviluppate in tempi preistorici con un grado avanzato di tecnologia non riscontrabile in nessun’altro luogo dei dintorni. L’area di Sri Thep continuo’ a fiorire fino ai primi tempi storici.
La larga antica citta’ di Sri Thep, nel bacino del fiume Pasak doveva essere il crocevia di comunicazione fra le citta’ della parte centrale e quelle del nord e del nordest.
Data questa posizione deve essere stato naturale per la citta’ fiorire. L’asserzione e’ supportata dai resti archeologici trovati nell’area.
L’antica citta’di Sri Thep fu scoperta nel 1946 dal principe Damrong. Le rovine trovate da lui comprendevano la citta’ antica circondata da due strati di mura e canali che formavano due circoli concentrici. Probabilmente quello interno era piu’ antico e piu’ tardi come la citta’ divenne piu’ grande i suoi confini si espansero al secondo strato.
Dalla densita’ dei siti archeologici, non solo all’interno delle mura, ma anche di quelli all’esterno e’ possibile immaginare il tasso di crescita della popolazione dal primo periodo Dvaravati nel VII fino al XIII secolo quando ;la citta’ divenne deserta.
Sfortunatamente un gran numero di prove archeologiche fu distrutto o preso dal sito. Tuttavia l’antica citta’ di Sri Thep mantiene ancora il lay-out generale composto da larghe mura e fossati, insieme con molti restiarcheologi di varie dimnsioni dicono cher si trattava di un’importante citta’.
L’antica citta’ di Sri Thep si trova nel distretto di Sri Thep, provincia di Phetchabun.

Parco storico di Phra Nakhon Khiri.
(Nella provincia di Petchaburi).
Il parco di Phra Nakhon Khiri si trova nella provincia do Petchaburi, che si trova lungo la costa supriore occidentale del Golfo di Thailandia. Dalle cronache locali, come da siti archeologici nell’area, tipo Wat Kamphang Laeng, costruito nel XIII secolo, e’ ovvio che la provincia era una volta un’importante area.
L’area continuo’ ad essere importante nel periodo di Ayutthaya, si dice che U-Thong, il fondatore di Ayutthaya era nato qui. La lunga tradizione di opere d’arte in stucco continua ancora al presente. Phetchaburi fu anche luogo di residenza di Somdet Chao Taeng Mo, monaco insegnante di re Chao Sua nel periodo di Ayutthaya, qui egli passo’ molti anni. In accordo con questo resti archeologici e oggetti d’arte del periodo si trovano abbondanti nella provincia.
Nel periodo di Bangkok fu costruito un importante gruppo di edifici l’insieme dei quali fu chiamato Phra Nakhon Khiri, comunemente Khao Wang, che significa palaszzo sulla montagna. Phra Nakhon Khiri fu costruito sulla cima della montagna Samana nel 1858, come palazzo estivo di re Mongkut, Rama IV. Questo inusuale punto di riferimento e’ ora nel sottodistretto di Khlong Kraseng, distretto Muang, provincia di Petchaburi. Durante il regno di re Chulalongkorn il palazzo fu utilizzato come residenza per ospiti di stato.
Phra Nakhon Khiri si compone di varie sale del trono e di un tempio reale, e’ il primo palazzo costruito sulla cima di una montagna. Esso e’ anche un eccellente esempio di architettura ibrida, un misto fra la tradizione thai e gli stili occidentali.

Parco storico di Sri Satchanalai.
(Nella provincia di Sukhothai).
Si Satchanali fu la capitale gemella del regno di Sukhothai. Piu’ tardi essa divenne meno importante e quando l’area fu invasa da Ayutthaya, da sud, fu abbandonata.
La parte originale di Sri Satchanali fu la parte sud della citta’, conosciuta come Chaliang nell’XI secolo. Quando il regno di Sukhothai si era fermamente affermato nel XIII secolo, il centro della citta’ fu mosso a nord, sulle rive del fiume Yom. L’antica citta’ aveva tre file di mura, quello interno e’ costruito in laterite, quello in mezzo e quello esterno erano in pietra.
Prima dei restauri l’intera area era fitta di vegetazione e molti monumenti erano syati visitati da cercatori di tesori.

Parco storico di Phimai.
(Nella provincia di Nakhon Ratchasima).
Da periodi preistorici la regione, specialmente la zona dell’altopiano di Korat uso’ pietra come materiale grezzo per fare oggetti e altri impieghi utilitari. Nel primo periodo storico le popolazioni dell’area impiegavano anmcora pietra ma per fare prasat.
Il piu’ grande fra questi monumenti in pietra nel nordest e’ Prasat Hin Phimai. La zona era l’entrata nel bacino del fiume Mun che conduceva a Angkor, la capitale dell’antica Kamphuchea. Questo fatto precede la fondazione degli stati del Bacino del Chao Phraya che avvenne nell’XI secolo. I resti dell’antica citta’ di Phimai erano circondati da mura e canali. Le nura avevano quattro porte ai punti cardinali. Al presente rimane solo quella a sud, che era la porta principale della citta’ costruita di fronte alla strada che connetteva gli antichi posti khmer nella regione con la capitale di Angkor.
Ne centro della citta’ si ergeva Prasat Hin Phimai eretto in onore del buddhismo mahayana nel XII secolo. Questo particolare monumento divenne il prototipo di Angkor Wat, il piu’ importante monumento khmer. Nel successivo nperiodo Bayon l’ultimo grande re di Angkor, Jayavarman VII, aggiunse due strutture in laterite nella galleria chiusa di Prasat Hin Phimai.
I resti archeologi di Phimai sono stati ritrovati non solo all’interno della citta’ recintata da mura, ma anche all;’esterno di esse.

Parco storico di Muang Singh.
(Nella provincia di Kanchanaburi).
Un’antica civilta;’ preistorica fiori’ nella parte occidentale della Thailandia circa 10,000 anni fa. Dalla provincia di Kanchanaburi, specialmente nel bacino dei due rami del fiume Khwae, Yai e Noi, sono stati trovati molti resti archeologici.Uno dei piu’ importanti siti travati nel bacino del fiume Khwae Noi e; l’antica citta’ di Muang Singh. Le importanti scoperte fatte vicino a cio’ che rimane dell’antica citta’ comprendonoscheletri umani preistorici , utensili in metallo, vasellame, ornamenti, mattoni di base del periodo dell’architettura Dvaravati e rovine in laterite del XIII secolo.
Muang Singh deve essere stayo un importante avamposto khmer ed e’ mensionato nell’iscrizione di Prasat Phra Khan fatta durante il regno di Jayavarman VII.
Al presente Muang Singh si trova nel sub-distretto di Muang Singh, distretto di Sai Yok, provincia di Kanchanaburi.
Le vestigia dell’antico monumento comprenmdono diversi strati di mura rettangolari e fossati con Prasat Muang Singh nel mezzo. Sono stati trovati anche altri tre monumkenti piu’ piccoli in roviana. Nel nmonumento principale sono state scoperte un certo numero di immagini del buddhismo mayana.
Anche i tre monumenti minori possono essere stati costruiti nel XIII secolo .
L’area deve essere stata un’importante rotta di comunicazione che connetteva il centro della Thailandia con la bassa Birmania.

Parco storico di Kamphaeng Phet.
(Nella provincia di Kamphaeng Phet).
Kamphaeng Phet e’ stata un’importante citta’ del regno di Sdukhothai e fiori’ fra il XIII e XV secolo. Le prime menzioni della citta’ appaiono in iscrizioni in pietra di Wat Mahathat e Wat Phra Sri in Kamphaeng Phet. Gli abbuali di Ayutthaya dicono che la citta’ conosciuta come Muang Chakangran o Chadongrand Kamphaeng Phet fu governata da un principe di Sukhothai.
Oggi in Kamphaeng Phet possono esstere viste le antiche mura della citta’ e molti monumenti archeologici all’internodelle mura ma ci sono molti monumenti in rovina esterni a queste. Particolarmente nell’area che e’ ora inclusa nel presente centro provinciale.

Parco storico di Phu Phra Bat.
(Nella provincia di Udon Thani).
Phu Phra Bat si trova a ban Tew, -sotto-distretto di Nuabg Phan, Distretto di Ban Phue, provincia di Udon Thani. Il patrco storico puo’ essere raggiunto usando la Mitraphap Road da Udon Thani e girando sulla strada 2021, tenendola per 43 km., fino ad arrivare al distretto di Ban Phue, girando poi a sinistra vsi e’ di fronte si puo’ vedere il segnale per il parco storico. Il parco si incontra dopo 12 km.
Il parco storico di Phu Phra Bat si trova sulla collina Phu Phra Bat, che fa parte della catena montuosa del Phu Phan. Il parco si estende in una bella e piacevole zona.
Ci sono 62 siti archeologici e culturali nell’area che e’ piena di alberi e colline in pietra. Questi siti archeologici che contengono anche pitture su pietra appartengono al periodo preistorico che [uo’ essere datato approssimativamente fra 4,000-2,000 anni fa.
A parte le evidenze preistoriche ci sono anche manufatti storici come pietre di confine, immagini di Buddha in pietra, rifugi abitativi in rocciae alcuni luoghi per compiere cerimonie rituali del periodo Dvaravati e Khmer, XI-XIII secolo. Si possono anche vedere manufatti del periodo Lan Chang, XV-XX secolo.
La struttura princopale e’ lo stupa dell’impronta di Buddha, chiamato Phra Buddha Bat Bok, costruito nel 1927.
Questi siti archeologici sono strettamente collegati ad alcune delle leggende che sono conosciute nell’Isan. 


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Le case tradizionali thai.

La casa tradizionale in legno thai gode ora di una rinascita fra l’elite di Bangkok, essa trae le sue origini da umili tradizioni contadine.
L’architettura domestica thai evolse dall’architettura dei templi, sebbene necessariamente meno grandiosa. Lo stile delle pianure centrali e’ la miglior dimostrazxione di questo: tetti inclinati a punta, pedimenti ornati, decorative passerelle su assi per unire differenti parti della struttura e pareti leggermente inclinate verso l’interno, stagni e giardini aggiunti per dare un senso di grazia ed eleganza. La casa di Jim Thompson ne e’ il piu’ fine esempio.
Nel periodo di Ayutthaya l’uso di materiali per qualsiasi struttura non religiosa era proibito per legge. In quel periodo che e’ precedente alla deforestazione il legno di teak era abbobdante nelle foreste della Thailandia, tuttavia per le colonne veniva utilizzato lrgno piu’ forte, inoltre case tradizionali potevano essere formate da semplici strutture di bambu’ sopraelevate, e coperte da un tetto di paglia. Il disegno originale fu dato dalla necessita’ di comptere con il clima thailandese , che e’ costantemente caldo e dalle regolari inondazioni durante la stagione delle piogge. I thai infatti hanno sempre preferito stanziarsi in pianura e in modo particolare vicino ai fiumi, qui la copstruzione su palafitte divenne comune e rimase comune anche per i thai che si stanziarono in seguito in aree dove non ci sono inondazioni e cio’ fu probabilmente dovuto al fatto che trovarono comodo avere sotto casa un’area dove cuocere, allevare animali, parcheggiare auto, il tutto al riparo dal sole. La casa si trovava su questa piattaforma superiore sostenuta da pali di fondazione, con una scala che scendeva al terreno o al canale.
Un’ariosa veranda con tetto pensile serviva di protezione contro il sole e la pioggiara su questa veranda che veniva svolta gran parte della vita domestica. La linea fortemente a punta dei tetti permise la costruzione di pedimenti e gli angoli e questi erano spesso decorati coi motivi del naga, un mitico serpente.
L’interno era generalmente composto da una o due stanze, l’altezza di queste stanze alte e numerose finestre lasciavano entrare il fresco. Con l’andar del tempo questa struttura ha subito un’evoluzione, con variazioni architettoniche e decorative, a seconda delle regioni, ma le case in legno hanno generalmente conservato l’originaria semplicita’.
Al sud, dove bambu’ e palme erano piu’ comuni del legno di teak furono utilizzati questi materiali e anche oggi queste piante rimangono importanti come elementi costruttivi. qui si possono vedere case recintate costruite con mattoni stuccati, un tipo di architettura introdotto da cinesi, portoghesi francesi e britannici nei loro insediamenti nel paese. Nel sud non e’ neppure difficile trovare case in stile malese in cui un’alta base o fondazioni, piuttosto che le palafitte sollevano la casa dal livello del terreno. I tetti sono con piastrelle e tendono ad essere meno appuntiti e i pedimenti sono completamenti diversi da quelli che si ritrovano piu’ a nord.
Rituali accompagnano la costruzione di una casa. L’esatto mese per la costruzione doveva essere divinizzato da un astrologo, una cerimonia doveva placare gli spiriti della terra e naturalmente una casa degli spiriti doveva essere consacrata. Anche la direzione verso cui gardava la casa era di grande importanza: l’entrata doveva essere a sud e la camera da letto a norde la cucina doveva essere a ovest. Questa lecozione dipendeva da diversi fattori, per ricordare solo il piu’ noto i morti riposamo con la testa rivolta a sud quindi le persone vive devono dormire con la testa voltsa verso l’opposto.
Case galleggianti dell’antica Bangkok. In queste case su palafitta il locale che si affaccia sul khlong e’ adibito molto spesso ad attivita’ commerciali, Le assi del pavimento non sono fissate. In modo da poter seguire i movimenti dell’acqua. Fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento queste case tradizionali erano la norma per Bangkok. Una generazione dopo sono tutte scomparse dalas capitale sotto l’influenza dell’architettura occidentale. Oggi sono tornate di gran moda, insieme a quelle del centro e del nord, che vengono portate as Bangkok dalla ricca borghesia e trasformate da architetti che incorporano altri motivi thai nella struttura originale.
Case delle pianure centrali, sono anche erette su palafitte. Hanno tetti molto sappuntiti e pareti a psannelli inclinati verso l’interno. Tutti gli elementi sono prefabbricati e si possono montare e rismontare a facilmente. La casa piu’ semplice e’ formata da un solo padiglione con veranda, mentre per le famiglie numerose vengono costruite case formate da piu’ moduli di questo tipo disposti intorno a una piattaforma. Le pareti a pannelli, fabbricati con scarti di legname, sono state introdotte abbastanza recentemente nell’architettura thai. Queste case sono caratterizzate da decorazione curvilinee che sottolineano gli spioventi dei tetti. Questi ngao, derivati dall’architettura khmer, si trovano anche sui tetti dei monumenti religiosi e dei palazzi in forma pero’ piu’ elaborata. La piattaforma centrale delle case dei benestanti e’ generalmente chiusa da un portale sormontato da un tettuccio di stile thai. All’inizio della scala d’accesso viene collocato un orcio con l’acqua per tutta la casa. Pitture murali del periodo di Ayutthaya rivelano che le case thai che si vedono nei villaggi della regione centrale sono cambiate di poco da quei lontani giorni.
Case del Nord, differiscono per parecchi aspetti da quelle delle pianure centrali. Le pareti sono inclinate verso l’esterno, cosa che conferisce loro un aspetto piu’ robusto e le finestre sono spesso piu’ piccole. Nella provincia di Chiang Mai i tetti sono sovrasdtati da una decorazione a V, detta kalae, che si vuole rappresenti un paio di corna di bufalo., simbolo di abbondanza. La maggior parte di queste case possiede un granaio da riso. Una robusta costruzione su palafitta munita di piccole finestre. Tramite una scala si accede al deposito in cui il riso viene immagazzinato.
Il Tamnak Daeng, il “Padiglione rosso all’interno del Museo Nazionale di Bangkok, mostra come le case dei nobili corrispondano allo stesso modello delle case comuni, pur essendo meno elevati da terra e piu’ riccamente decorate. Il Tamnak Daeng e’ uno dei piu’ begli esempi di dimore nobiliari, appartenti al primo periodo di Bangkok.
Nei recinti dei musei, ai bordi delle strade e dei canali ma anche all’interno di residenze si trovano i sala, un padiglione aperto, coperto da un tetto di struttura semplice, sostenuto da colonne.

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Chor fa.

Se c’e’ una singola caratteristca che caratterizza tutta l’architettura thai e’ l’elevato, ampio tetto a piu’ livelli dei monasteri. Energia architettonica e immaginazione furono per lo piu’ investite nelle strutture religiose del paese. La cima del tetto e’ il curioso sempre enigmattico chor fa. Gli edifici dei monasteri thai sono notevolmente abbelliti ma caratteristiche come questa parte finale non sono ornamenti aggiunti ma fanno parte del disegno. C’e’ un ordine stabilito nella decorazione con una ricca iconografia, ogni elemento ha una funzione spirituale. Alcuni di questi proteggono l’edificio, altri delimitano lo spazio sacro, altri onorano particolari divinita’, dato che la pratica del buddhismo thailandese e’ abbastanza sincretica. Queste parti finali sono comunque un enigma dato che non si sa cosa rapresentino e neanche a cosa il nome si riferisce specificamente. Nel termine chor fa, spesso scritto anche chofa, ci sono due parole fa significa cielo, e chor o cho significa mazzo o tassello, che non e’. Non e’ daltro canto neppure possibile che la forma odierna sia l’evoluzione di una forma precedente a tassello, dato che il chor fa e’ conosciuto da secoli ed e’ sempre rimasto uguale, tutte le prove storiche dimostrano che la forma non e’ cambiata nel corso di secoli. Queste prove comprendono antichi bassorilievi rappresentanti edifici, alcuni dei quali l’Angkor del XIII secolo, dove e’ mostrata l’influenza del disegno khmer su qyello thai molto chiaramente.
Cio’ che il chor fa rappresenta e’ un’altro problema, sembrerebbe l’astrazione di un uccello mkitico. Alcuni chor fa sono altamente figurativi, fra questi molti rappresentano sicuramente un garuda, krut in thai, , la figura mitologica ripresa dal pantheon induista , meta’ uomo e meta’ uccello che e’ la cavalcatura del dio Vishnu e il mortale nemico del naga, il serp[ente mitologico. Il garuda qualche volta appare in altri luoghi degli edifuci dei monasteri come nei pedimenti. La rappresentazione del garuda sulla cima del pedimento e’ abbastanza logica perche’ l’asse della barca che decora l’angolo del pedimento e protegge la fine della trave, e’ spesso nella forma di serpente.
D’altra parte il chor fa puo’ rappresentare il cigno mitologico. Il mitico hongse, che ha una lunga storia nell’iconografia thailandese che risale al periodo mon Dvaravati e in altri casi l’sadiling una bizzarra combinazione di elefante e pavone.
In assenza di qualsiasi scritto storuco roguardante il simbolismo architettonico e’ chiaro che i ; mistero delle origini e del simbolismo del chor fa non sara’ mai risolto. Di fronte a questo il problema e’ apertyo a una grande varieta’ di interpretazioni molte delle quali coinvolgono stilizzazioni. In se stessa questa riduzione a una purezza di forme e’ assai insolita in Thailandia dove molti disegni tendono verso elaborazioni. E’ cio’ che rende il chor fa speciale.

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