Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

lunedì 14 novembre 2016

Ranghi e titoli regali e no in Thailandia.

Il sistema dei ranghi e dei titoli in Thailandia al giorno d’oggi dalle Loro Maestà il Re e la Regina giù attraverso la nobiltà fino alle persone comuni è abbastanza complesso e ha una storia interessante.
Il sistema attuale è derivato in modo abbastanza simile da un sistema molto antico, risalente ai primi tempi  del regno ed introdotto da Re U-tang o Ramathibodi I (1314-1369) che è stato il fondatore e primo re del regno di Ayutthaya (regno 1350-1369), con il Decreto Reale conosciuto come kotmonthianban o “per la preservazione della famiglia del re” altrimenti conoscuta come Legge Palatina o delle Regole di Palazzo. A parte il definire la dignità e l’onore del re, dei figli, dei governanti e le regole concernenti i dipartimenti di questi ultimi per assicurarsi che essi non commettessero offesa verso il re. La legge divideva i figli del re in quattro ranghi in accordo allo status della madre. Gli appartenenti ai primi due dei quattro ranghi principeschi avevano il titolo per governare città provinciali, il loro rango era conosciuto col titolo di Chao Fa. Lo stesso titolo è usato per i figli del re al giorno d’oggi.
Ciascun rango doveva riverire quello superiore, il che voleva dire anche camminare dietro e salutare per primi. Inoltre il set da betel e la sputacchiera, entrambi simboli di rango erano in oro smaltato in blu per un Chao Fa mentre per gli altri principi era solo d’oro. Quando un Chao Fa morivauna donna a lutto cantava gemendo una canzone funebre e la pira era costruita al centro della città.
Chao Fa letteralmente significa “Signore del Paradiso”. La Legge Palatina dice che egli doveva essere consacrato con acqua dallo stesso vaso usato per consacrare il sovrano alla sua incoronazione. Subito dopo la nascita di un Chao Fa speciali ninne nanne erano cantate con parole come : “Tu sei venuto a governare il Paese a proteggere la Famiglia Reale e la popolazione”. Anche le balie del Chao Fa avevano un titolo speciale.
Come il bambino cresceva si tenevano speciali riti, di cui il taglio del ciuffo era forse il più elaborato di tutti.
Il sistema cambio’ un poco con re Trailokanat (regnato 1448-1488) che lego’ il titolo nobiliare alla terra. Un Chao Fa ha una dignità o uno status più alto di quello degli altri principi. Questa dignità è conosciuta in thai come sakdina che si puo’ tradurre “il potere dei campi”.
La societa’ di Ayutthaya era divisa fra chi aveva, gli amministratori, e chi non aveva niente, i comuni e gli schiavi. Il clero era considerato come un’istituzione a parte. Re Trailok penso’ di controllare i signori feudali ponendoli uno contro l’altro., in una pacifica competizione per ottenere vantaggi dal re. Il Re può conferire qualsiasi titolo a chiunque. Questo avviene ancora oggi, un esempio fra altri è Charoen Sirivadhanabhakdi self man, magnate e investitore thailandese, il 2⁰ più ricco thailandese e il 94⁰ a livello mondiale, con un patrimonio netto stimato di US $ 14,7 miliardi di dollari (2016). E' presidente di Thai Beverage, che produce la birra Chang. Il suo nome di nascita era Khun Charoen, nel 1988 il re di Thailandia ha concesso alla famiglia il titolo "Sirivadhanabhakdi". Quelli che ottengono questi titoli cessato di essere conosciuto con i loro nomi di persone, e assumono come nome il titolo loro conferito. 
Cosi, al tempo di re re Trailokanat la quantità di terra posseduta dipendeva dal rango alla nascita ma anche dal rango conferito in seguito dal re. Si direbbe che le corti d’Europa hanno fatto scuola da queste parti. Ma al contrario dell’Europa un titolo conferito non può essere limitato all'inizio o alla fine del nome, ma deve essere frazionato in tutto il nome. E' in qualche modo simile al sistema nobiliare, ma più complicata e oscuro persino alla maggior parte dei thailandesi.
Riconosciuto che la terra che un uomo contolla e’ la chiave della ricchezza e dello status ed e’ spesso la causa di conflitti, re Trailok razionalizzo’ il sistema del possesso individuale della terra. Sotto questo aspetto appellativi del re erano “Il Signore della terra” o “Egli che governa la terra”. Questa legge fece in modo che ogni uomo potesse incrementare i suoi possessi e il suo potere attraverso il patronato reale.
A ciascun uomo era dato un numero che corrispondeva all’ammontare di terra posseduta. I massimi ufficiali i chao phaya avevano una saktina di 10,000 e con questa saktina era loro permesso possedere 1.616,7 ettari di terra. Per aumentare questa quota essi dovevano distinguersi in battaglie, cio’ dato che nell’espansione territoriale di Ayutthaya le nuove terre conquistate erano date ai nobili in accordo al loro coinvolgimento nella campagna. I comuni d’altra, a meno che non avessero meriti speciali, avevano una saktina di 20 che corrispondeva a a 4 ettari. Una saktina di 8 era sufficiente a sostenere una famiglia di 4/6 persone comodamente. Comunque tutti potevano aumentare. Le donne non erano escluse da questo sistema: una mia luang o moglie maggiore aveva meta’ della saktina del marito, una mia noi, moglie minore, ne aveva un quarto, una schiava non ne aveva per niente ma diventava mia noi se partoriva un figlio col proprietario. Le dispute erano sedate con riferimento al grado di sanktina. Se un uomo era multato l’ammontare della multa era relato al suo grado. Se un uomo doveva essere compensato il compenso era sempre relato alla sua saktina. Se due persone con differente saktina si incontravano per strada chi ne aveva meno doveva salutare per primo, il sistema era efficace e semplice in per se stesso ma adatto per quel tempo ma non al mondo commerciale di oggi e fu abolito nel 1905.
Altra, fra le numerose innovazioni,di re Trailok fu l’istituzione della posizione di uparaja che si puo’ tradurre come “vicere”, questa posizione fu istituita per regolarizzare la successione al trono, particolarmente difficile dato che vigeva la poligamia. In linea generale uparaja era il fratello o un figlio del re. Fino a quel momento l’egemonia del re di Ayutthaya era sempre stata basata sul carisma per quanto riguarda eta’ e sostenitori. Senza sostenitori si avevano frequenti colpi di stato e come al solito, le piu’ potenti figure erano i generali che li organizzavano. Questa legge comunque risolse poco o niente dato che nell’ultimo secolo prima della fine di Ayutthaya sanguinose lotte fra principi e generali infestarono la corte.
Prima del 1905 i comuni erano chiamati “phrai”. Nei tempi di Ayutthaya sia i comuni che gli schiavi erano sotto il sistema delle corvè, del tutto simile a quella che, anche in Europa, nel periodo del feudalesimo un vassallo doveva al suo signore in piu’ o in sostituzione delle tasse. Essi erano utilizzati dall’elite e dovevano fornire manodopera per benefici politici ed economici. Il sistema fu istituito da Ramathibodi II (r.1491–1529). C’erano precise regole che definivano e governavano le obligazioni dei phrai esse stabilivano che ogni uomo libero doveva registrarsi come phrai con il signore locale Chao Nai. In caso di guerra i maschi phrai erano immediatamente arruolati. Gli schiavi erano un riconosciuto gruppo di civili, c’erano 7 categorie di schiavi, cio’ dipendeva dal metodo o dalla ragione della loro condizione: tutti i prigionieri di guerra diventavano schiavi, debitori e bancarottieri diventavano schiavi per pagare i loro debiti, non solo i genitori potevano per lo stesso scopo vendere i figli, alcuni erano tali perche’ avevano venduto se stessi, altri erano nati in questa condizione. Il concetto di schiavitu’ era, e ancora e’ molto diffuso in Asia, come in altre parti del mondo. 
Ricchezza, status e influenza politica erano correlate. Il re concedeva campi di riso a ufficiali di corte, governatori provinciali, comandanti militari per i servizi che rendevano alla corona, sulla base del sistema della sakdina. La dimensione totale dei terreni assegnati ad un ufficiale era in base al numero di persone comuni che egli poteva far lavorare. L’ammontare di questa manodopera determinava lo status della persona e la sua ricchezza riguardo a tutti gli altri. 
Le riforme di re Trailok posero il re alla cima di una societa’ altamente stratificata sia in senso politico che sociale. A dispetto di mancanza di prove si crede che l’unita’ base dell’organizzazione del regno di Ayutthaya sia stato il villaggio composto da case dove vivevano famiglie estese. I titoli per le terre erano presi in consegna dai capi villaggio, che li tenevano in nome della collettivita’ e i proprietari godevano dell’uso dell’uso della terra fino a che la coltivavano. Questi capi villaggio diventavano poi cortigiani e governatori tributari. Con un’ampio numero di terre da coltivare il regno dipendeva dall’acquisizione di un’adeguata manodopera che lavorasse nelle fattorie e si prodigasse nella difesa. Lo sviluppo di Ayutthaya creo’ un costante stato di guerra e dato che nessuna delle parti nella regione possedeva tecnologie piu’ avanzate la vittoria nelle battaglie era spesso determinata dalle dimensioni degli eserciti. Essendo allora il problema contrario a quello di oggi, dopo ogni vittoria Ayutthaya portava via alla popolazione conquistata un certo numero di persone obligandole a migrare nel proprio territorio, dove erano assimiltate ed aggiunte alla forza lavoro. 
Fuori da questo sistema c’erano i monaci buddhisti, la sangha, a cui potevano unirsi uomini cinesi e siamesi di qualsiasi classe. I monasteri buddhisti divennero centri educativi e di cultura. In accordo con gli annali portoghesi nel 1511 i cinesi erano gia’ fortemente presenti nell’economia. Essi avevano il monopolio del riso, delle pelli, dello stagno, del pepe, dell’ebano, del rosewood. Fu in questo periodo che i cinesi cominciarono ad entrare nel paese e cominciarono a controllarne la vita economica creando problemi sociali. I cinesi non erano obligati a registrarsi per la corvẻe, cosi’ erano liberi di muoversi in tutto il regno dedicandosi ai commerci. Dal XVI secolo i traffici in Ayutthaya furono controllati completamente dai cinesi e questi ricoprivano importanti cariche sia nell’esercito che nell’amministrazione civile. Molti di questi cinesi si recarono in Thailandia da soli, senza esser seguiti dalle famiglie e presero in seguito mogli thai. 
Nonostante la mancanza di serenita’ e di toni idilliaci il regno di Ayutthaya fu piu’ colorato di quello di Sukhothai: la sua storia e’ piena di intrighi e segna il primo contatto con gli europei. A Ramathibodi I si dovette la compilazione dei Dharmashastra, un codice legale basato su fonti indiane e costumi tradizionali thai, questo codice rimase in vigore fino al tardo XIX secolo. 
La complessità del sistema spiega perchè per secoli sia stato capito solo da poche persone ed occorre arrivare a Re Chulalongkorn che scrisse il saggio “Ranghi e titoli thailandesi, inclusa un traslitterazione del liniaggio tradizionale in Siam da Re Chulalongkorn” perchè
Per un periodo di  300 anni che va dal tardo Ayutthaya ai giorni della Bangkok di re Chulalongkorn sette classi di persone erano qualificate per ottenere il titolo di Chao Fa.
Al giorno d’oggi basta sapere che le Loro Maestà il Re e la Regina sono di fatto alla testa della nobiltà e dell’aristocrazia di Thailandia e che i loro figli sono chiamati Chao Fa nel linguaggio normale, Chao Fa Chai se il figlio è maschio e Chao Fa Ying se femmina.
Siccome Nai Luang è un epiteto per un re, i figli di un re sono chiamati anche Luk Luang "bambini reali, l’quivalte di principe o principessa in italiano. Un linguaggio speciale deve essere adoprato quando si vuole parlare con loro, anche se questo linguaggio è meno elaborato del rachasap con cui si parla al re o alla regina.
Un maschio Luk Luang che non sale al trono al trono assume un nuovo cognome reale, che di solito riflette il suo nome di nascit. il cognome può essere utilizzato da sua moglie se lei è una cittadina comune di nascita, possibilmente con Na Ayudhya aggiunto se lei non ha alcun titolo nobiliare.
I  figli di un Chao Fa Chai sono conosciuti al giorno d’oggi come Phraong Chao, Sua Altezza Reale. Se una femmina Phraong Chao sposa un comune perde il rango e il titolo ufficiale.
Il figlio di un Phraong Chao maschio è Mom Chao, Sua Serena Altezza. Se sposa un comune perde il titolo nobiliare e viene conosciuta come Than Ying, seguito dal suo nome personale.
Questi tre ranghi Chao Fa, Phraong Chao e Mom Chao costituiscono la nobiltà. Occorre parlare loro in rachasap, il linguaggio reale, cio’ sia fra di loro che da parte dei comuni.
Titoli ereditari sotto quello di Mom Chao sono oggi considerati comuni. Il figlio di un Mom Chao maschio è un Mom Rachawongse, se è femmina è conosciuta come Chunying. Nome che è simile ma non deve essere confuso con quello conferito in riconoscimento del buon lavoro fatto per lo stato. Se una Mom Rachawongse sposa un comune mantiene il suo titolo ma prende il cognomen del marito.
Il figlio/a di un Mom Rachawongse è un Mom Luang.
Il figlio maschio o femmina di un Mom Luang non ha titolo ma mette Na Ayutthaya dopo il suo nome. Se maschio anche la moglie ha diritto al suffisso. La figlia di un Mom Luang perde Na Ayutthaya quando si sposa e prende il cognome del marito.


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