Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

giovedì 14 aprile 2011

Periodo di Sukhothai.

Nel frattempo i thai erano migrati a sud dal sud della Cina e avevano fondato propri principati nel Nord. Dal XIII secolo i thai erano diventati una forza con cui occorreva fare i conti con principi thai che governavano sul Lan Na, Suphanburi, Nakhon Sawan e Sulhothai a nord e Nakhon Sri Thammaraja a sud.
Fra gli altri insediamenti fondati dai thai nella loro migrazione dalla Cina, c’era Sukhothai “Alba della felicita’” fondata nel XIII secolo. A quanto sembra verso il 1220 due principi thai, Phor Khun Bang Kkang Thao e Phor Khun Pha Muang e i loro seguaci, apptofittando di un periodo di debolezza khmer si allearono per rovesciate il governatore khmer di Phitsanulok. Liberarono alcune aree e una di queste fu Sukhodaya o Sukhothai, come la citta sarebbe stata conosciuta piu’ tardi. Ci sono diverse storie e leggende sulla fondazione e liberazione di Sukhothai. La causa immediata di questa ribellione fu l’acqua, elemento importante oggi come allora. Ma allora non si trattava del venir meno di questo elemento fondamentale per la vita dell’uomo, allora l’aniente era incontamitato, non inquinato, come e’ ora e di acqua ce n’era molta di piu’ del fabbisogno. Si trattava dell’Acqua della Fedelta’, speciale acqua benedetta che i vassalli dovevamo portare in contenitori di argilla su carri che viaggiavano su carri provenienti da tutte le strade dell’impero e che si dirigevamo verso la capitale khmer e i principi dovevano bere come dichiarazione di lealta’ al re. I due principi thai migliorarono la procedura non caricando la loro acqua in vasi di argilla che spesso si rompevano lungo la strada ma in botti di legno rese piu’ resistenti con resina. Come questo salto’ fuori il re khmer non si dimostro’ fiero per niente dell’intraprendenza dei due vassalli. Forse penso’ che tanta indipendenza di pensiero poteva nuocere. Cosi’ diede ordine al suo governatore di rapire e uccudere i due principi dopo il loro ritorno a nord. Essi ebbero notizia di questo intrigo reale, si ribellarono e guidarono una rivolta che termino’ con la cacciata dei khmer.
Un’altra storia miticizza tutta la questione. Kongrao fu il governatore fu il governatore della citta’ di Lawo, l’odierna Lopburi, fra i suoi compiti c’era anche quello della spedizsione di acqua benedetta alla capitale khmer, egli aveva un figlio chiamato Ruang. Alla morte del padre egli eredito’ la posizione di governatore. Si diceva che Ruang possedeva un potere sovrannaturale, datogli da una parola sacra. Cosi’ qualsiasi cosa desiderava bastava pronunciasse tale parola. Un giorno prima di mandare l’acqua alla capitale capi’ la difficolta’ di mandarla con le giare in terra, cosi uso’ giare in bambu’, che sigillo’ col potere della parola sacra.
Avendo visto la situazione con i propri occhi l’ufficiale khmer di nome Nakkun fu impressionato dallo straordinario potere di Ruang. Cosi’ prese un canestro d’acqua e corse a presentalo a Re Phanthimsuryaqing, che governava il regno Khmer. L’ufficiale informo’ il re che un re di grande virtu’ era nato nella citta’ di Lawo. Il re penso’ che l’uomo poteva essere pericoloso per la sicurezza del suo regno. Cosi’ mando’ ad arrestare Ruang, vivo o morto, poco importava. Dopo aver ricevuto l’ordine del re l’uomo nuoto’ sotto terra, cosi’ che fu chiamato khom dan din o “l’uomo che si immerse sotto il terreno”.
Avendo udito della volonta’ di arrestarlo Ruang tento’ di fuggire a questo destino facendosi ordinare monaco buddhista in un monastero vicino a Sukhothai, ub giorno mentre ruang stava scopando il pavimento , da questo emerse di fronte a lui il khmer. Il khmer vide il monaco ma non lo riconobbe , cosi’ gli chiese se conosceva Ruang che era scappato dalla citta’ di Lawo. Il monaco capi’ che era in pericolo e disse al khmer di aspettarlo che sarebbe andato a trovare Ruang per lui. Con il potere della parola magica il khmer fu trasformato in una statua chw sta’ nell’area del wat da allora.
Dopo la morte del re di Sukhothai non c’erano eredi a succederlo. La reputazione del monaco che aveva trasformato il khmer in una statua intanto si era diffusa in lungo e in largo. I cittadini di Sukhothai capirono la grande virti’ di Ruang, gli chiesero di abbandonare l’abito e lo invitarono a governare Sukhothai.
Ed e’ cosi’ che la storia si trasforma in fantastico.
Questo fu nel XIII secolo circa nel periodo delle Crociate in Europa.
Uno dei due principi di cui abbiamo parlato in precedenza, Phor Khun Bang Kkang Thao, o Ruang, venne consacrato re nel 1238 con con il nome di Indrahit. Sukhothai divenne cosi’ il primo regno thai indipendente e il centro del tentativo di unificazione della nazione sotto l’aspetto religioso e politico; sotto i due primi sovrani, pero’, resto’ un piccolo potere locale, limitato alla citta’ e ai dintorni, ma si ingrandi’ notevolmente sotto Ram Khamheng (1279-1317) esercitando il proprio predominio su un territorio equivalente alla Thailandia attuale, egli estese il suo potere a sud, all’interno della Malesia e a nordest all’interno del moderno Laos. Alcuni storici pensano che in questo periodo l’espansione arrivo’ a sud fino a Singapore. Ram Khamheng fu anche l’iniziatore di una monarchia paternalistica alla quale resta fedele l’attuale dinastia. Fu un’era d’oro dove regnatono giustizia e prosperita’, pieta’ ed arte. Intensi furono i rapporti con il regno di Sri Lanka. Essi si concretizzarono con l’architettura dei wat e nella scultura di immgini di Buddha che seguivano i dettagli della dottrina Theravada di cui lo Sri Lanka era il centro motore. A questo re si attribuisce l’invenzione dell’alfabeto thai, in realta’ piu’ che a una nuova invenzione egli presiedette a una rielaborazione dei caratteri khmer in modo che meglio potessero adattarsi al linguaggio thai. Il primo scritto storico nel nuovo alfabeto thai fu la stele di Ramkamhaeng, del 1292, conservata al Museo Nazionale di bamgkok, in essa si legge:
“Nel tempo di re Ramkamhaeng, la terra di Sukhothai e’ prospera; ci sono pesci nelle acque e riso nei campi”.
Ramkamhaeng impose pochi balzelli e tasse, fu accesibile al suo popolo tramite un campanello che si trovava all’entrata del palazzo reale che qualsiasi cittadino poteva suonare per chiedere giustizia. Sukhothai fu anche testimone dei primi traffici internazionali della nuova nazione thai. Iniziarono quando il re invito’ i cinesi a Sukhothai perche’ insegnassero la loro arte. Il risultato furono i famosi vasi Sangkhalok, di cui ne sono stati ritrovati nelle Filippine e in Indonesia. Sukhotha stabili’ altre relazioni commerciali con la Cina e il re fu contento di accettare la sovranita’ cinese in ritorno di diritti commerciali.
Il suo successore re Lithai, 1347-1368, invito’ monaci di Ceylon a visitare Sukhothai e purifico’ la religione. Gradualmente lo stile architettonico ceylonese comincio’ ad invadere la citta’ e lo stupa a forma di campana soppianto’ il modello quadrato khmer. Il suo regno vide la massima fioritura artistica nella creazione di immagini di Buddha.
Ma il sorgere di un forte stato thai porto’ a un lento declino e nel 1378 Sukhothai divenne vassalla di Ayutthaya. Sukhothai vide avvicendarsi otto sovrani in tutto, l’ultimo fu Maha Tammaraja II che si arrese alla forza di un altro regno thai. Sukhothai e’ celebre sopratutto per la sua archiettura e le sue raffinate espressioni di arte buddhista.

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