Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

martedì 19 giugno 2012

Abulfatah Agung (1631–1695. Sultano. Indonesiano).

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Abulfatah Agung (1631-1695), noto anche come Tirtayasa e Ageng, è stato il sultano del potente sultanato di Banten, in Giava nella moderna Indonesia. durante l'età d'oro del regno. Costrui' una forte flotta di navi su modelli europei, che svolsero un commercio considerevole all'interno dell'arcipelago indonesiano, e, con l'aiuto degli inglesi, danesi, e cinesi furono in grado di commerciare con Persia, India, Siam, Vietnam, Cina, Filippine e Giappone. In quel momento molte erano le navi che si trovavano nel suo porto, per la maggior parte navi cinesi, generalmernte esse operavano commerci usando il pepe come principale mezzo di scambio. Il pepe rappresento' quindi la ricchezza del sultanato. Una parte di questo pepe era coltivata nell'area di Banten, altro proveniva da Sumatra, piu' di 1500 tonnellate di pepe lasciavano Banten ogni anno. La fama di Banten divenne cosi' grande che su molte mappe del periodo a coprire l'arcipelago neppure appare il nome Indonesia, sostituito da quello del sultanato.
L'unica potenza esclusa da questi commerci in un primo momento fu l'Olanda. Anche se gli olandesi erano stati i primi a mettere piede nell'arcipelago, questo era accaduto il 22 giugno 1596 con quattro navi, al comando di Cornelis de Houtman.
Questo commercio diede una notevole ricchezza a Banten e il piu' grande periodo del sultanato fu con questo sultano che nel 1661 estese il suo regno fino a Landak nella parte occidentale del Borneo. Nel 1670 egli acquisi' anche un'area di Cirebon dopo la guerra civile in Mataram. Ageng inizio' i commerci con la spagnola Manila per l'argento e costrui' canali per sviluppare piantagioni di palme di cocco e zucchero
Fu un forte avversario della Compagnia delle Indie orientali olandesi e, entro' in conflitto con la sede di Batavia, la moderna Jakarta. Entro' in conflitto anche con il figlio, il principe ereditario e più tardi sultano Haji. Haji deteneva un potere notevole a Banten, e godeva del sostegno della compagnia olandese, mentre l'élite più militante del mondo islamico sosteneva il padre. La corte era in pratica divisa in due fazioni, una che sosteneva il padre, l'altra il figlio.
Nel 1656, il fragile trattato del 1645 tra gli olandesi e Banten fu rotto, con le navi da guerra di Banten che razziavano i distretti di Batavia e le navi olandesi che bloccavano il porto di Banten. Un accordo di pace fu raggiunto nel 1659, ma gli olandesi volevano una soluzione più forte, e furono in grado di sfruttare la divisione interna nella politica del sultanato per raggiungerla.
Ageng si ritirò in una residenza fuori Banten qualche tempo prima del 1671, al fine di prevenire un colpo di palazzo organizzato da suo figlio. Sostenne la ribellione di Trunajaya nel Sultanato Mataram, e fu molto critico verso Amangkurat II e sui suoi rapporti con gli olandesi. Fu in grado di ottenere il controllo di Cirebon e degli altipiani Priangan, Mataram cadde nel caos, egli ormai circondava Batavia con le sue truppe. Tuttavia, egli non dichiaro' guerra agli olandesi fino al 1680, il pretesto furono alcuni mercanti di Bantan maltrattati da parte della Compagnia olandese delle indie orientali. Gli olandesi, dopo la vittoria nel Kediri sui ribelli Mataram erano i piu' forti. Nel maggio del 1680 iniziarono le ostilità, Haji organizzo' un colpo di stato e confino' Ageng nella sua residenza. I suoi sostenitori presero il sopravvento nel 1682, ma una forza olandese arrivo' a sostenere Haji, gli olandesi fecero fuggire Ageng dalla sua residenza alle Highlands, dove si arrese nel marzo 1683. Catturato venne prima tenuto in Banten e più tardi trasferito a Batavia, dove morì nel 1695.
Fu a partire dal secolo successivo, il XVIII che in Banten cominciarono a manifestarsi sentimenti di discontento dovuti al modo in cui gli olandesi trattavano col sultanato. Come conseguenza guerriglieri e combattenti posero la loro base nelle aree della foresta nella parte meridionale di Banten. Da qui essi tendevano imboscate delle truppe olandesi che andavano a Batavia per il trasporto di spezie e prodotti commerciali diversi ottenuti in Banten. Da questo momento si puo' dire che uno stato principesco che per 400 anni aveva conosciito grande ricchezza e splendore cominciava a veder svanire la sua gloria. Alla fine del XIX secolo ben poco era rimasto del fasto passato. La città attuale di Banten, lungi dall'essere una splendida città, è poco più di un insieme di pittoresche rovine, con piantagioni di noci di cocco e piccoli villaggi allineati lungo torrenti e canali. 


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