Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

mercoledì 8 marzo 2017

Thailandia e tasso di disoccupazione (di Tiziano Matteucci)

Il tasso di disoccupazione in Thailandia è aumentato all’1,20% nel mese di gennaio 2017, dallo 0,80% di dicembre 2016.
In Thailandia, dal 2001 al 2017, il tasso di disoccupazione medio è stato dell’1,46% ed ha avuto, in questo arco di tempo, il massimo del 5,73% a gennaio 2001 ed un minimo dello 0,39% nel novembre del 2012.
http://www.tradingeconomics.com/thailand/unemployment-rate
L’1,20% è il tasso di disoccupazione ufficiale della Thailandia ad inizio 2017 ed è tra i più bassi al mondo.
Perché è così basso?
Chirathep Senivongs, portavoce della Banca di Thailandia, sostiene che: "Il tasso di disoccupazione è basso non a causa di una definizione diversa da altri paesi, ma a causa di problemi strutturali.”
Coloro che perdono il lavoro, non essendoci sostegni alla disoccupazione, entrano nel cosiddetto settore informale o cercano un lavoro part-time e quindi vengono conteggiati come occupati.
Più del 40% della popolazione thailandese è impegnata in agricoltura, dove c'è un alto grado di disoccupazione e sottoccupazione. I sottoccupati sono conteggiati tra gli occupati e costituiscono circa il 0,5% del totale. Se, ad esempio, si perde il lavoro come impiegato di banca e si torna a casa per dare una mano nella fattoria dei genitori per almeno un'ora alla settimana, si è considerati come occupati.

Il settore informale dell'economia tailandese rappresentava oltre il 64% del totale dei lavoratori, questo settore comprende ambulanti, driver di taxi-moto, lavoratori autonomi. Tutti in gran parte sono conteggiati come occupati.

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