Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

domenica 8 maggio 2011

I Karen.

Qualsiasi membro di una varieta’ di popolazioni tribali del sud del Myanmar, essi costituiscono il secondo piu’ grande gruppo minoritario della nazione.
I karen non sono un gruppo unitario in nessun senso etnico e le differenze fra loro sono linguistiche, religiose e economiche. Essi si definiscono piuttosto dalla comune diffidenza verso la politica dominazione del Myanmar, che continua da quando il paese ha ottenuto l’indipenza nel 1948,
i thai li chiamano Yang o Kariang. In Thailandia ci sono 250,000 persone karen distribuite in 2,106 villaggi, disseminati sul confine ovest e costruiti a bassa quota. Mentre le altre tribu’ delle colline si trovano nelle provincie di Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son i Karen si sono spinti piu’ a sud e si trovano anche nelle provincie Kanchanaburi e Tak, a ovest di Bangkok.
Si sudividono in piu’ piccoli gruppi che comprendono: gli Sgaw in Mae Hong Son, i Pwo a sud di Mae Sariang, i Kayahs nel Myanmar. Una divisione piu’ ovvia si basa sul colore dei loro vestiti: Karen Bianchi, Karen Neri e Karen Rossi.
Agricoltori molto abili, coltivano dopo aver disboscato tramite incendi. Si dedicano principalmente alle culture del riso, dei cereali, ad allevamenti.
Come gli Hmong e gli Yao, anche i Karen costruiscono le loro case su palafitte e la loro architetture sono imparentate con quelle tai.
Praticano l’animismo, anche se in molti si sono convertiti al cristianesimo o al buddhismo. Molti culti millenari sopravvivono fra di loro: promettono felicita’ e liberta’ in un regno futuro. Queste risposte spirituali ai problemi individuali riflettono le frustrazioni e il senso di oppressione avvertito dai karen, partiolarmente fra coloro che, essendo vissuti in Birmania, furono coinvolti per decenni negli scontri armati contro il governo.
Le donne sono note per essere abilissime tessitrici e i capi da loro prodotti prediligono l’abbinamento del rosso con l’arancione, gli uomini sono noti per i loro tatuaggi. Le ragazze nubili vestono di bianco. L’ornamento piu’ diffuso e’ una collana in argento che corre con diversi giri intorno al collo. I braccialetti, spesso in metallo povero, come l’alluminio, vengono portati in gran numero, cosi’ da ricoprire per intero gli avanbracci. 

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