Ovunque
andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non
si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le
vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo
(Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).
Il Buddha di Smeraldo e’ l’esempio piu’ significativo dei palladia, statue investite di poteri soprannaturali e protrettici di una citta’, di un re o di una dinastia.
Contrariamente a quanto indica il suo nome questa statua del Buddha alta 66 cm., dalla base alla cima, e larga 48,3, al grembo, e’ scolpita in un blocco di nefrite. L’immagine e’ seduta nel mantra della meditazione e giudicando dal suo stile si puo’ dire che fu fatta nel nord della Thailandia, non molto prima del XV secolo e appartiene alla scuola tardo Chiang Saen.
In accordo con le cronache del nord questa immagine fu trovata per la prima volta in uno stupa nella provincia di Chiang Rai nel 1434. L’immagine fu poi coperta con intonaco, una tecnica molto usata in quel periodo per salvaguardare immagini di un certo valore sia da furti che da invasioni. Si racconta anche che sempre nel XV secolo il chedi del Wat Phra Kaeo in Chiang Rai fu distrutto da un fulmine e al suo interno fu trovata una statua di Buddha di intonaco, l’abate che la trovo’ penso’, ingannato dal trucco che non avesse nessun valore e fosse solo un’immagine ordinaria. La porto’ nella sua residenza fino al giorno che si accorse che l’intonaco che copriva il naso era caduto e lasciava apparire una pietra straslucida che brillava di una luce sovrannaturale. Dopo aver tolto tutto l’intonaco si accorse che l’immagine era fatta completamente di pietra verde semipreziosa, che egli penso’ fosse smeraldo. Cosi’ il fatto che era stata ritrovata un’immagine di Buddha di smeraldo si diffuse rapidamente.
Fu portata in un primo tempo a Lampang, dove rimase finio a che Re Thilok del regno di Lanna, e che quindi governava anche su Chiang Saen, ne ordino’ il trasferimento a Chiang Mai, dove venne ospitata in una cappella. L’immagine rimase a Lampang per 32 anni e a Chiang Mai per 84. Una serie di lotte dinastiche all’interno dei sovrani di Lanna vide salire al trono Jayajettha originario di Luang Prabang nel Laos e figlio di una principessa di Chiang Rai. Alla morte del padre il figlio gli succedette sul trono. Il re torno’ nel Laos conducendovi anche la famosa statuetta che successivamente trassferi’ nella capitale Vientiiane.
Nei secoli successivi le leggende si impadronirono o della statuetta a cui fu attribuito il merito di attirare numerosi benefici sul regno che la possedeva. Per un secolo rimase a Chian Mai, poi per duecentocinquanta anni fu nel Laos.
Quando nel 1778 conquisto’ Vientiane, su ordine di Re Taksin, il generale Chao Phraya Chakri, futuro Re Rama I, si impadroni’ della satua e la porto’ a Thonburi, dove fu ospitata in Wat Arun, il tempio dell’alba, dove rimase per 4 anni. Con la scelta di Bangkok come nuova capitale Re Rama I mosse il Buddha di Smeraldo da Thonburi a Bangkok, dove rimase da allora, 1784, diventando il simbolo della dinastia Chakri e il simulacro piu’ venerato del regno.
Oggi e’ posta sulla sommita’ di un altare di legno dorato alto 11 metri e siede su un trono fatto di legno scolpito e dorato, nel bot di Wat Phra Kaeo.
Tre volte all’anno in una cerimonia presieduta dal re, che unico fra i mortali puo’ toccarla, alla statua vengono cambiati indumenti: vesti oro e azzurro per la stagione delle piogge, oro e diamanti per quella calda, oro per quella fredda.
----------------------------------------------------------------------------------------- Una delle piu’ abbaglianti attrattive di tutta la Thailandia, una delle piu’ grandi meraviglie dell’Asia, uno dei principali monumenti architettonici del nostro pianeta: Wat Phra Kaeo o Tempio del Buddha di Smeraldo o per essere piu’ corretti Wat Phra Sri Ratanasasadaram.
All’entrata principale, a nord, lungo la Na Phra lan Road, il primo atto prima di lasciarvi entrare sara’ il controllo dei vestiti: maniche corte, scollature, minigonne e sandali non vanno bene. Se avete questo abbigliamento sarete indirizzati sulla destra, al vestibolo dove vi sara’ prestato un sarong, dietro il deposito di 100 baht, restituibili al ritorno. Questo comportamento e’ logico, per prima cosa dovrete considerare che siete in casa loro e un buon turista deve sapersi adattare ai luoghi che visita, per secondo state per entrare in quello che e’ il tempio reale, dove e’ ospitata la piu’ grande e venerata immagine di Buddha di tutto il paese sembra quindi logico accedere al luogo con un certo rispetto.
Fatto cio’ occorre passare dalla cassa, il prezzo di entrata e’ di 300 baht, 7 euro circa, per i turisti mentre per i thai e’ gratis. Questo fatto, anche se non in modo cosi’ rilevante si riscontra in tutti i musei e in altri luoghi turistici, come i piu’ famosi templi in cui’ e’ richiesto un prezzo per entrare. Accettare o criticare questo costume e’ una questione personale. Io lo trovo accettabile, dobbiamo infatti calcolare quali siano le entrate di un thai normale rispetto alle nostre, chiedere 300 baht di ingresso a un thai che magari ne guadagna 3000/5000 mi sembrerebbe pura follia. Occorre anche pensare che le spese per la manutenzione degli edifici deve essere considerevole. Infine e per concludere, essere turista, essere a Bangkok e non andare a vedere un luogo famoso in tutto il pianeta per questa differenza di comportamento... non mi sento oglio esprimere giudizi, li lascio a voi. Occorre infine considerare che nel biglietto e compreso l’ingresso alla Vimanmek Mansion.
Oltrepassata la cassa si puo’ noleggiare una guida audio,sono disponibili nelle principali lingue e in questo modo sarete completamente guidati, il costo e’ di 200 baht per due ore, occorre lasciare il passaporto o una carta di credito in garanzia. Oltre a questa sono disponibili opuscoli e brochures all’entrata. Alternativamente guide personali offrono i propri servizi nelle maggiori lingue del mondo, il costo e’ di 500 baht , 12 euro circa, l’ora. Alle 10:00 e all’01:30 circa ci sono si formano gruppi turistici con guida gratuita in inglese.
Wat Phra Kaeo fu costruito in accordo all’antica tradizione che il palazzo reale nella capitale doveva avere una cappella reale nell sua area. Le precedenti dinastie avevano seguito tutte questa tradizione come imostrato da Wat Mhathat nell’area del palazzo reale di Sukhothai e da Wat Phra Sri Sanphet costruito nell’area del palazzo di Ayutthaya. Questo puo’ non meravigliarci sono anche in Italia, palazzi e castelli con una propria cappella privata. L’uomo in tutti i tempi e a tutte le latitudini ha sempre ricercato un contatto col divino,, da questa ricerca sono nati la maggior parte dei grandi monumenti che altre civilta’ ci hanno lasciato. Qui e’ la dimensione, la grandezza di questa ricerca a stupirci e a scioocarci.
L’entrata all’area del tempio reale avviene tranite uno stretto portale, bello in per se stesso ma che non lascerebbe minimamente sospettare quanto ci apprestiamo a vedere, a toccare. Superato il passaggio e’ un nuovo mondo a presentarsi davanti. Un mondo incredibile fantastico, brillante. Un mondo di sfere dorate che emanano una tenue luce danzante, di padiglioni stravaganti ognuno dei quali e’ guardato da una schiera di creature mitologiche. Sembra quasi che in questo spazio si sia voluto raggruppare un vero lessico di divinita’ riprese per la maggior parte dall’induismo. Alcuni sono animali mitici himalayani: c’e’ kil’uccello tantima creatura con cresta di gallo e becco di pappagallo, l’hong o hansa, cavalcatura di Bhrama dall’aspetto di cigno, spesso raffigurato sopra un albero con una campana nel becco, e gli esseri meta’ uccelli e meta’ umani, il kinnon maschio, la kinnari femmina. Sono rappresentati anche l’uccello garuda, cavalcatura di Vishnu e Nandi. Il toro bianco di Shiva e Ganesha o Ganesh il dio con la testa di elefante, figlio di Shiva e Parvati.
Non occorre aver fretta di vedere il capolavoro finale, anzi meglio lasciarlo per ultimo e assaporare piano piano le altre meraviglie che lo circondano. Tutti gli edifici che stavano andando in rovina sono stati restaurati nel 1982, anno del bicentenario di Bangkok. Intere pareti sono tornate distese di gioielli cangianti grazie alla magia di mosaici di vetro con incrostazioni di porcellana multicolore, i frontoni e i sostegni dei tetti sono fine,ente scolpiti e dorati, , le porte e le finestre sono ornate di intarsi in madreperla o di dipinti dorati su lacca nera. I tetti a piu’ ripiani sono ricoperti di tegole colorate, i chedi di foglie d’oro scintillanti I portali di sei ingressi sono vigilati da Yaksa, demoni giganti che si ritiene tengano lontani gli spiriti cattivi, dipinti a colori vivaci e ricoperti di mosaici. Intorno al basamento dul quale di allineano chedi, mondop e il pantheon reale si incontrano piccoli giardini cinesi oranati di statue della dinastia Qing (1644-1911) raffiguranti guardiani cinesi.
Wat Phra Kaeo ospita l’immagine del Buddha di Smeraldo. La sua costuzione inizio’ nel 1783 e fu completata nel 1785. In accordo con un’antica pratica Re Rama I tenne un’altra incoronazione in questo tempio alla fine della costruzione.
Il tempio del Buddha di Smeraldo si trova dunque nell’area del Grand Palace. Ha un’area per ospitare l’immagine di Buddha ma, diversamente da qualsiasi altro wat thailandese non ha alloggi per i monaci e questo lo pone in una categoria particolare nella classificazione dei wat della nazione. La parete interna forma una galleria per i dipinti murali che rappresentano la storia del Ramakian nel suo intero.
Ci sono sette entrate al tempio. Nella parte ovest ci sono tre portali conosciuti come: l’Eremita, Koeysadet (Dietro) Gate e Sanam Gai Gate. Nella parte est ci sono due portali chiamati Koeysadet (Fronte) Gate e Na Wua Gate. Il primo e’ molto bello. Nel lato nord c’e’ un solo portale chiamato Viharn Yod Gate e un solo portale si trova anche nella parte sud chiamato Phra Sri Ratanasasada Gate che porta alla parte centrale del Grand Palace.
Il tempio ospita varie strutture e oggetti religiosi compreso il Phra Ubosot, l’immagine del Buddha di Smeraldo, il Sala Rai attorno al Phra Ubosot, l’edificio con l’immagine di Buddha Ratchaphongsanusorn, l’edificio con l’immagine di Buddha Ratchakoramanusorn, la Torre della Campana, l’edificio con l’immagine di Biddha Khanthararat, il Phra Mondop, l’edificio con l’immagine di Buddha Monthientham, l’edificio con l’immagine di Buddha Nang, l’edificio con l’immagine di Buddha Viharn Yod, il Prasat Phra Thep Bidorn, il chedi Phra Sri Ratana, l’elefante fuso in metallo arrangiato attorno al Phra Mondop, la miniatura di Angkor Wat, immagini di Buddha e le Otto Sfere.
Na Phra Lan Road, Bangkok. Tel. (+66) 02 2220094, (+66) 02 2226889, (+66) 02 2243290.
Aperto tutti i giorni 08:30-15:30. Prezzo: 300 bath, compreso l’ingresso al Grand Palace e alla Vimanmek Mansion, entro 7 giorni. Tour guidato di 2 ore 100 bath.
Vestirsi appropriatamente. Bus 508, 512. Con aria condizionata 8 o 12. River ferry Tha Chang.
Phra Rabiamg e’ la galleria che circonda il tempio del Buddha di Smeraldo. I murali alle pareti della galleria rappresentano la storia del Ramakian nella sua interezza con brevi descrizioni sotto le pitture incise su lastre di marmo. La galleria e’ divisa in 178 pannelli. La storia inizia al primo pannello sulla destra del Portale n. 7, opposto a Viharn Yod e finisce in quello sulla sinistra, che e’ il segmento finale della storia e porta il n. 178. In aggiunta i murali alle colonne e alle pareti principali del portale raccontano 80 episodi della storia di Phra Narai prima della sua rincarnazione come Phra Ram. Tutto questo si esende su una lunghezza di 1,900 netri. Osservando attentamente questi dipinti murali si puo iniziare a intravedere una delle principali caratteristiche della pittura thai, infatti insieme a Phra Ram e Naang Sida forniscono un’interessante visuale fella vita ordinaria thai con scene di bambini che giocano, ritratti di concubine reali e altro che dipingono cose andate coi ricordi del passato.
Re Rama I fu l’autore della piu’ completa edizione del Ramakian che comincia con l’episodio del gigante Hiranyak che fa rollare la terra e Phra Narai che lo conquista, segue la costruzione di Ayodhaya, la guerra fra umani e giganti che porta alla fine Phra Ram e Nang Sida a governare Ayodhaya.
I murali del Ramakian furono dipinti in accordo con l’edizione di Re Rama I.
Nel terzo regno i murali furono cancellati e ridipinti, furono nuovamente restaurati nel quinto regno per celebrare il centenario della capitale. Furono riparati per la terza volta nel setttimo regno per celebrare i 150 anni di Bangkok. Il piu’ recente restauro fu fatto nel 1982, nel presente regno per celebrare il bicentenario. Questo restauro ha rispettato la composizione restaurata nel 1930, realizzata sotto la direzione di Phra Thewapinimmit. Il quale pur conservando l’originale disposizione dei personaggi. Introdusse un serie di innovazioni tipiche dello stile di quel periodo: prospettiva di ispirazione occidentale, uso delle ombre, paesaggi resi in termini naturalistici.
A parte tutte queste celebrazioni una domanda sorge spontanea: “Perche’ tutti questi restauri?” La risposta si trova nella sezione dedicata all’arte.