Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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martedì 14 febbraio 2017

Thailandia: ragazze di tutti i giorni verso ragazze dei bar, le differenze.

Abbiamo cominciato a vedere nei post precedenti chi sono le ragazze dei bar e chi quelle che, con un eufemismo, abbiamo chiamato “le ragazze di tutti i giorni”, proviamo ora a chiederci cosa le distingue le une dalle altre e come si possono riconoscere:
Se incontrate una ragazza thai che è da sola in un bar o in un club ci sono moltissime probabilità che sia una ragazza dei bar. Le thai serie non solo non sono abituate ad andare da sole in luoghi di divertimento una ragazza seria da sola non va da nessuna parte, ma sarà sempre accompagnata da un gruppo di amici, Ma attenzione, anche le ragazze dei bar hanno amici, così non pensate che perchè la trovate in un club in compagnia di diverse persone debba essere una ragazza seria, questo potrebbe non essere il caso.
Prestate attenzione a dove siete e  all’ora in cui la incontrate. Se lei è da sola in Nana, in Aoke o in Patpong dopo le 19:00 è evidente che le probabilità che stia andando a lavorare in un bar sono alte.
Se dopo 5/10 minuti che l’avete incontrata, in un bar o una discoteca, è lei a chiedervi di andarle a prendere da bere, una birra o altro di alcolico si
è di fronte a un chiaro segno che le percentuali che sia una ragazza dei bar sono alte. La tipica donna thailandese non vi chiederà da bere, ma se sarete voi a offrire ne sarà contenta.

sabato 31 dicembre 2016

Il wai, il saluto thai.


Quando le persone si incontrano o si  lasciano di solito dicono e/o fanno qualcosa, per mostrare i loro buoni sentimenti o in segno di rispetto. Ci sono modi molto diversi per far questo, che possono variare in base alla nazionalità, sesso, religione, età e professione e anche il grado di formalità o informalità. Ad esempio, si può dire "Ciao", “Hello”, "Sawadi", "Nihao" o "Anyong haseyo" a seconda se si è italiani, inglesi, thailandesi, cinesi o coreani. Si può sorridere, fare un cenno del capo, chinarsi a arco o inginocchiarsi, si può stringere la mano, alzare le mani al petto con le palme premute l’una contro l'altra, o stendere le mani aperte per unirle a quelle dell'altra persona, a seconda se si è un cristiano, buddista o musulmano.
Il wai, come il namaste indiano appartiene alla famiglia dei saluti  praṇamasana  o dei mudra anjali. Un mudra è un gesto simbolico o rituale tipico dell'induismo e del buddhismo. Mentre alcuni mudra coinvolgono l'intero corpo, la maggior parte vengono eseguiti con le mani e le dita. Un mudra è un gesto spirituale, un sigillo di autentica energia impiegato nell'iconografia e nella pratica spirituale delle religioni indiane. Mudra significa "sigillo" o "segno". Il significato della frase è dunque "sigillo saluto". Anjali è sanscrito per "offerta divina", "un gesto di rispetto", "benedizione", "saluto", e deriva da anj, che significa "per onorare e celebrare".
Il gesto viene utilizzato sia per saluti che per addii, ma porta un significato più profondo di un semplice "ciao" o "arrivederci". L'unione delle palme fornisce la connessione tra gli emisferi sinistro e destrodel cervello e rappresenta unificazione o "aggiogamento".  Questo aggiogare è il simbolo del collegamento del praticante con il divino in tutte le cose. Quindi, eseguire il pranamasana è onorare sia il sé che l'altro e il gesto riconosce la divinità sia del praticante che del ricevente.

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