Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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lunedì 20 febbraio 2017

Thailandia: un porto, una centrale e la rabbia esplode a Krabi

Il progetto che fu avviato all'inizio del 2014 da parte dell' Electricity Generating Authority di Thailandia (EGAT) comprendeva una  centrale a carbone da 800 megawatt al costo di 60 miliardi di baht (1.621.621.621 di euro) prevista nel quartiere Nua Khlong di Krabi, mentre il Ban Klong Rua, un porto per il trasporto di carbone che dovrebbe essere costruito in  Ban Klong Ruo. Questo secondo quanto stabilito dal Piano di Sviluppo Energetico di Thailandia per 2015-2036, secondo le previsioni la centrale doveva essere completata nel 2019. L’EGAT disse che prevedeva la costruzione di nove centrali a carbone nel sud del Paese nel corso dei prossimi due decenni.
Il piano fu visto con favore dalla giunta, tuttavia, fu aspramente criticato da molti gruppi ambientalisti e dai residenti locali che temevano futuri impatti ambientali derivanti dalla centrale. Secondo Prayuth Chan-Ocha, il leader della giunta e il primo ministro, la centrale avrebbe garantito la sicurezza energetica della Thailandia.
Secondo un rapporto 2014 di Greenpeace, il progetto del porto del carbone a Ban Klong Ruo è un nuovo piano di EGAT per trovare il modo di trasportare carbone importato da Indonesia, Australia e Africa per il suo impianto a carbone. Durante tutto l'anno, compresa la stagione dei monsoni, lo scarico di carbone dalle navi più grandi a quelle più piccole si svolge in mare intorno a Koh Lanta. Il carbone viene poi scaricato di nuovo al porto di Ban Klong Ruo  dove un nastro trasportatore lungo 8,4 km lungo trasporta il carbone  alla centrale elettrica.

martedì 14 giugno 2011

I parchi nazionali.

La formazione dei parchi nazionali del Paese e’ avvenuta negli ultimi 50 anni circa. Un sistema di santuari naturali fu previsto Wild Animals Reservations and Protection Act del 1960, seguito nel 1961 dal National Park Act che istitui’ il primo parco nazionale, quello di Chao Yai. Oggi i 112 parchi nazionali sono distribuiti da Doi Suthep a nord all’isola Thaleban che confina con la Malesia nel profondo sud, di questi 19 sono parchi nazionali marini che proteggono coste, isole e mare aperto. Oltre a questo sono state create migliaia di aree con divieto di caccia, santuari naturali e riserve forestali, giardini botanici e vivai. Tutto questo copre il 13% del paese, il che significa che la Thailandia ha oggi una copertura forestale fra le piu’ alte al mondo
Tutto questo e’ gestito dal Dipartimento delle Foreste Reali che gestisce con notevole cura il suo patrimonio, anche se in alcuni parchi nazionali, marini e no, continuano ad avvenire abusi, sia per quanto riguarda le costruzioni che la caccia, il taglio e la pesca, l’agricoltura. Sinceramente dopo tanti anni in cui le cose non hanno funzionato, negli ultimi 10/15 anni il governo sta facendo.tutto il possibile per eliminare tutto questo. e lo sta’ facendo con un certo successo. In alcuni casi c’e’ addirittura un eccesso di zelo, vedi piu’ avanti la parte dedicata agli zingari del mare.
I parchi nazionali marini lungo la costa delle Andamane hanno subito subito seri danni dallo tzunami del del 2004, il 5% della barriera corallina e’ andata distrutta sia dalle onde che dai detriti trasportati dalle onde stesse repentinamente in mare, ma il 95% che rimane continua a promettere sogni e meraviglie a chi ama le immersioni.
Nei parchi nazionali ci sono molte strutture per alloggio gestite da Dipartimento delle Foreste e da privati e il grado di comfort varia. Prenotazioni possono essere fatte e pagate in anticipo chiamando il dipartimento in Bangkok al 5794842 o 5790520. I alcuni posti i visitatori devono portarsi proprie attrezzature.
A dispetto dell’abbondanza di parchi nazionali la maggior parte delle persone visitano esclusivamente Khao Yai, Erawan e Saiyoke in Kanchanaburi e Doi Inthanon e Doi Suthep in Chiang Mai. 



martedì 22 febbraio 2011

La barriera corallina.

La barriera corallina che circonda le isole della penisola thailandese e’ formata da una moltitudine di piccoli organismi, i polipi, i cui scheletri calcarei ricoprono vastissime distese sottomarine.
La barriera cresce assai lentamente: occorrono piu’ di mille anni perche’ la sua altezza aumenti di un metro. Lo scheletro dei polipi morti serve da supporto a nuove generazioni. La grande varieta’ dei coralli conferisce bellezza alle barriere, che ospitano anche pesci multiformi.  
Il polipo, il costruttore delle barriere coralline, e’ un animaletto molle, che appartiene alla famiglia dei cnidari, vive per breve tempo allo stato libero, ben presto si fissa e secerne il proprio scheletro calcareo, dentro il quale si innicchia. Il polipo e’ munito di una bocca, circondata da tentacoli urticanti, che gli permettono di catturare il placton di cui si nutre.
Negli anfratti della barriera corallina si nasconde la murena che e’ un terribile predatore di pesci, fra questi pesci, che vivono nella barriera corallina, da ricordare:
● il Chetonde cocchiere il nome di cocchiere gli viene dal fatto che presenta lunghi filamenti, simili a fruste, sulla spina dorsale,
● il pesce chirurgo, originaria della regione indopacifica, questa specie e’ molto aggressiva.
● il pesce angelo imperatore, e’ fra i pesci della barriera corallina che dispongono dei piu’ vasti areali.
● il pesce balestra. E’ detto anche balestra Picasso, perche’ avrebbe potuto progettarlo il celebre pittore.
● il pesce pappagallo, specie gli esemplari giovani, sono difficilmente distinguibili uno dall’altro.
● il pesce pagliaccio a tre bande, vive in stretta associazione con gli anemoni di mare.
Una volta, vicino alla barriera corallina si trovava anche la tartaruga verde, ricercata per la sua carne, il carapace e le uova e’ stata decimata. In effetti il governo thailandese manca di una pianificazione delle infrastrutture idonee alla crescita del turismo e promuove le barriere coralline al turismo senza preoccuparsi della conservazione e senza avere le risorse necessarie per gestirle, i parchi nazionali, ad esempio dispongono di insufficienti risorse umane.
Le acque vicino alla costa della Thailandia, situate fra il 6◦ N e il 13◦ N, offrono buone condizioni per la crescita dei coralli in Thailandia le barriere coralline lungo il Golfo di Thailandia e il Mar delle Andamane coprono un’area di circa 12,000 km², questi sono distribuiti fra i 300 maggiori gruppi corallini della nazione, di questi solo 16 siti sono considerati parchi nazionali. Questi siti sono divisi in quattro aree, con differenti condizioni oceanografiche, esse sono: la parte interna del Golfo di Thailandia, nella zona di Chonburi, la costa est del Golfo di Thailandia, Rayong e Trad, la costa ovest del Golfo di Thailandia, Prachuap Khirikhan, Chumpon e Surat Thani, la costa del Mar delle Andamane, Krabi, Phang Nga, Phuket, Ranong, Satun e Trang. In effetti le barriere coralline in Thailandia sono barriere in formazione o comunita’ di coralli che vivono in strati piuttosto che composizioni calcaree.Ci sono tre diversi tipi di comunita’ di coralli nel Golfo di Thailandia: comunita’ di coralli, barriere coralline in via di sviluppo e barriere coralline giovani.
La parte interna del Golfo di Thailandia. Dato che ci sono quattro maggiori fiumi che si riversano in mare in questa zona essa e’ dominata da formazioni di mangrovie. Diverse isole qui hanno formazioni coralline, l’isola piu’ interna Koh Si Chang ha la piu’ interessante crescita di coralli, e’ nella forma di comunita’ di coralli piuttosto che di barriera. La specie dominante di corallo e’ la Porites lutea. Fra le varie comunita’ di coralli di questa zona e’ da ricordare il Diadema setosus, lungo con spine nere simili a uncini, si trova in gran numero. Da notare che le alghe coralline, un importante componente dello sviluppo delle barriere coralline, sono quasi assenti in questa zona. Andando piu’; giu’ nella parte est del golfo ci sono isole lungo la costa ovest, dopo Koh Si Chang c’e’ il gruppo di isole di Pattaya, la comunita’ di coralli di queste isole e’ stata danneggiata a causa del turismo. Le specie dominanti in quest’area sono la Pavona e la Porites lutea. A sud di Pattaya c’e’ l’area di Satthaheep, e’ un’area ristretta dalla Marina. I coralli di questa zona sono in buone condizioni perche’ la marina controlla le isole per un progetto di conservazione delle tartarughe che va avanti da molti anni. Scendendo a sud non si trovano isole.
La costa est del golfo. Siamo qui nella provincia di Rayong e al largo nel golfo esistono molte isole. Tutte queste isole avevano coralli in buone condizioni ma a causa della pesca con la dinamite e l’incremento del turismo oggi queste barrire coralline sono in pessime condizioni, alcune mancano completamente di coralli, come Ao Praw e Koh Samet. Proseguendo lungo la costa ad est troviamo Chantabury, qui la maggior parte della costa ha formazioni di mangrovie tuttavia dove non ci sono fiumi e vicino a piccole isole troviamo piccole formazioni. Da Rayong a Trat ci sono piccole isole con barriere coralline. Fino a poco tempo fa queste barriere erano in ottime condizione, oggi sono quasi del tutto danneggiate a causa della pesca con la dinamite. Anche la caccia i pesci per gli acquari o per il consumo fatte con l’uso di agenti tossici rientrano fra le cause di questo degrado. Negli ultimi anni certe barriere coralline, come quella di Koh Kradad, sono state completamente distrutte.
La costa ovest del Golfo. Le barriere di questa zona sono esposte ai cicloni. Circa il 20% dei maggiori gruppi corallini della Thailandia si trovano in questa zona. Chumphon e Surat Thani sono le sole due provincie in quest’area con maggiori gruppi corallini. Nella provincia di Phrachuap Khirikhan, nel nord di questa zona, ci sono alcune isole con barriere coralline da poco formate, queste isole sono santuari per gli uccelli, l’accesso e’ vietato, cosi’ anche i coralli sono protetti. La forma principale e’ l’Acropora. A Chumpon le barriere coralline sono meglio sviluppate nella parte est delle isole. Alcuni coralli tuttavia sono danneggiati per attivita’ illegali di pesca. Piu’ a sud da Surat Thani a Samui, da Pha Nga a Tao i coralli hanno subito severi danni a causa del turismo. Attivita’ di conservazione sono ora cominciate compreso l’uso di boe da ormeggio e campagne di sensibilizzazione.
Il Mar delle Andamane. Ci sono significative differenze climatiche e oceanografiche fra il Mar delle Andamane e il Golfo di Thailandia che influiscono sulle barriere coralline. Le barriere coralline del Mar delle Andamane sono soggette al ritmo semidiurno delle maree e sono esposte al monsone di sudovest da maggio a ottobre. Approssimativamente il 55% delle principali barriere coralline della Thailandia si trova in questo mare. All’;interno di questa regione ci sono significative differenze di specie, composizione e morfologia nelle barriere. Le condizioni delle barriere e la copertura del corallo tendono a variare con il grado di esposizione ai monsoni, la distanza dalla terraferma, le correnti e i sottostrati. Le barriere a frangia predominano, il gruppo delle Adang Rawi e’ il classico esempio. Ci sono anche alcune comunita’ di coralli dove questi crescono su rocce o in verticale su mura di granito. Non ci sono sostanziali sviluppi di barriere calcaree. E’ questo il caso delle isole Similan e del gruppo delle Koh Phi Phi. Le isole del gruppo di Surin sono considerate fra le piu’ estese, primitive e forse anche meglio sviluppate barriere coralline della Thailandia, altre barriere coralline di maggior significato ecologico comprendono Koh Kradan e Koh Ngai nella provincia di Trat e Koh Damhok, Damkwan e Yong nella provincia di Krabi. Nella parte nord di questa zona Surin e le isole Similan, che sono oggi parco nazionale sono diventato un luogo molto famoso per turisti e divers, cio’ anche se queste isole non possono essere visitate in tutti i periodi dell’anno a causa del mare fortemente mosso durante il periodo dei monsoni. Una parte di queste barriere e’ stata danneggiata dalle attivita’ dei turisti e le alghe sono in incremento. Le attivita’ di conservazione includono oggi l’installazione di boe di galleggiamento e la formulazione di piani di gestione per i parchi. Phuket una volta aveva buone barriere a frangia, oggi ci sono molte barriere coralline ma solo con una piccola copertura di coralli viventi. Il turismo in espansione sembra sia la maggior causa dei danni arrecati alla barriera corallina in questa provincia.
Le barriere coralline di questa zona hanno dovuto far i conti anche con lo tsunami ma incredibilmente gli esperti credono che il danno totale causato dallo tsunami sia abbastanza piccolo. In effetti molta della barriera corallina del Mar delle Andamane era gia’ stata danneggiata prima della tragedia del 26 dicembre 2003, come riportato sopra.


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