Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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giovedì 26 maggio 2011

Ambienti naturali

La Thailandia che da nord a sud ha una lunghezza di 1700 km. e la cui larghezza massima non supera gli 800 km., presenta una grande varieta’ di ambienti naturali: massicci montani coperti di foreste tropicali a nord e ovest; il vasto altopiano di Korat a nordest; fertili pianure alluvionali al centro; lunga dorsale granitica dall’istmo di Kra, regno della foresta equatoriale a Sud. Tutti quest ambienti sono stati profondamente modificati dall’uomo nel corso di secoli. Oggi circa 50,000 kmq. sono stati trasformati in parchi naturali, veri e propri santuari che danno modo di ammirare l’eccezionale ricchezza della fauna e della flora thailandesi. La copertura forestale varia da regione a regione si va da un massimo del 43% nel nord a un minimo del 12% nel nordest. Circa la meta’ di tutte le foreste della Thailandia sono foreste pluviali e sono tutte nel sud. La foresta monsonica insieme ad altre zone che hanno un misto di foresta monsonica e foresta pluviale, rappresenta un quarto della copertura forestale. Il rimante quarto di copertura forestale e’ dato da foreste paludose di acqua dolce nella regione del delta, foreste che crescono in mezzo a terreno accidentato, i karst sia del nord che del sud; le mangrovie del sud e foreste di pini ad alte altitudini nel nord. La provincia con piu’ copertura forestale e’ Chiang Mai, seguita da Kanchanaburi.
I principali ambienti della Thailandia sono:
● Ambiente marino.
● Mangrovie. Le mangrovie si sviluppano lungo le coste paludose e sono formate da paleutevieri, le cui lunghe radici proteggono il terreno dall’erosione.
● Savana. Piuttosto rare, sia le savane che le distese erbose, fonte di nutrimento degli erbivori delle foreste. Si ritiene che la formazione di queste zone un tempo alberate sia stata causata dalle troppe frequenti culture a debbio.
● Foresta tropicale monsonica. Richiede una distinta stagione secca di tre mesi o piu’. E’ la foresta in cui le piante perdono le foglie durante una parte di questa stagione..
● Foresta pluviale. Si sviluppa dove la pioggia cade per piu’ di 9 mesi all’anno
● Foresta decidua. Le fitte foreste della Thailandia settentrionale in cui abbonda il teak presentano questa tipologia, di formazioni vegetali a foglia caduca.
● Foresta rada. Queste foreste con alberi decidui, in genere non molto alti, che crescono su un tappeto erboso coprono ancora certe zone del Nord e dell’Est.
● Foresta sempreverde di collina. Verso gli 800 metri di altitudine compaiono foreste dense, piu’ basse e piu’ fitte di quelle sempreverdi di pianura. Nel sottobosco abbondano i palmizi.
● Foresta di bambu’. I bambu’ che formano vere e proprie foreste crescono in genere nelle zone disboscate e hanno un fogliame cosi’ denso da impedire la comparsa di ogni altra forma di vegetazione.
● Foresta sempreverde di montagna. Al di sopra dei 1500 mt. Gli alberi piu’ piccoli e piu’ ramificatisi coprono di muschi e licheni. La cupola forestale e’ assai meno fitta rispetto a quella delle foreste sempreverdi che crescono a altezze inferiori.
La Thailandia supporta quindi una grande varieta’ di habitat per flora e fauna. Le foreste che rimangono, quasi tutte all’interno di parchi nazionali, sono la decidua e la tropicale monsonica che sono nel centro, nel nord e nel nordest del paese; nel sud della Thailandia, dove le stagioni sono meno distinte e le piogge piu’ pesanti, si trovano la foresta pluviale e le relativamente abbondanti foreste di mangrovie, lungo le coste vicino alle bocche dei fiumi e nei pressi dei faraglioni di roccia calcarea.
Come e’ successo in Italia negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, con la crescente disponibilita’ di posti di lavoro, negli ultimi decenni la popolazione rurale della Thailandia ha avuto un declino da circa il 90% del 1950 al 70% odierno. Molto di questo cambiamento e’ occorso durante gli ultimi 20 anni. Per la maggior parte del secolo passato tuttavia di portare il maggior numero di foreste e zone paludose possibili sotto coltivazione. Questa politica fu accellerata negli anni ’60 e ’70 quando il governo con il supporto della Banca Mondiale incoraggio’ l’esportazione dei prodotti agricoli. Gli agricoltori in conseguenza di questo occuparono grandi aree di foreste ripulite commerciandone il legno. Piu’ tardi il governo provvide loro crediti e sussistenze. Con l’aumentop della popolazione thailandese persone senza terra e famiglie povere continuarono a migrare occupando sempre piu’ aree ai confini delle foreste, ripulendone la terra per ottenere prodotti agricoli. Dal 1980, con il rapido aumento della popolazione e con la politica governativa di sostegno alle esportazioni commerciali agricole e’ stato stimato che 10 milioni di persone costruirono fattorie su terre che nel 1964 erano state dichiarate Riserve Nazionali Forestali. Tanto che in accordo con l’Istituto di Ricerca per lo Sviluppo Thailandese piu’ del 20% dei villaggi del paese si trovano in Riserve Forestali Nazionali.
Per risolvere il problema degli insediamenti nelle aree forestali il Reale Dipartimento delle Foreste comincio’ il Programma dei Villaggi Forestali che sosteneva gli abitanti delle foreste attraverso attivita’ di wellfar come istruzione, cooperative agricole e la distribuzione di terre forestali sia per l’agricoltura che per l’insediamento. Nel 1979 il governo approvo’ un programma che dava diritto di avere agli abitanti di queste zone certificati di usofrutto non vendibili, chiamati Sithi Tham Kin o Sor Tor Kor che significa “Diritto alla fattoria”. Questo programma era animato dal fatto che si voleva fornire ciascuna famiglia con un terreno di almeno 15 rai, utilizzabile per le coltivazioni e in questo modo furono allocati 48,000 km². Questo programma pero’ non incontro’ il favore popolare dato che i documenti non permettevano l’accesso al credito, diversamente da altri tipi di proprieta’ dei terreni che sono vendibili come il Cha-node e il Nor Sor Sam, che conferiscono un pieno diritto di proprieta’.
Nel 1982 il Programma di Riforma delle Terre Agricole rimpiazzo’ il Sor Tor Kor. Il Reale Dipartimento delle Foreste trasferi’ 70,848 km² di degradate Riserve Forestali Nazionali al Dipartimento Nazionale per la Riforma dei Terreni agricoli perche’ fossero distribuiti agli abitanti delle foreste. Con l’Atto di Riforma delle Terre erano sempre emessi certificati di usofrutto ma con essi ai poteva richiedere un prestito alla Banca per l’Agricoltura e le Cooperative.
Insieme a questi tre programmi principali ci furono alla fine degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90 diverse risoluzioni che riguardavano coloro che abitavano nelle riserve forestali nazionali.
Con cio’ mentre l’aespansione della politica agricola contribui’ allo sviluppo di una grande popolazione rurale e rese forte il settore agricolo, la stessa politica permetteva insediamenti in terre non occupate esacerbando la rapida deforestazione della Thailandia. In risposta il governo sviluppo’ politiche dirette a proteggere le acque e le terre forestali. In alcuni casi gli insediamenti furono spostati da riserve forestali ad aree piu’ basse, ma questi spostamenti, compresi quelli di minoranze etniche apri’ queste terre all’occupazione illegale di altri piu’ potenti, privati interessi economici.
Negli anni ’80 e ’90 il rapido sviluppo industriale della Thailandia trasformo’ il paese in una delle economie piu’ forti dell’Asia. I poveri agricoltori delle campagne furono capaci di trovare lavoro in aree urbane e la migrazione dalle campagne alle citta’ crebbe rapidamente. Inizialmente i lavoratori delle campagne si accontentarono di aumentare i loro introiti prestando lavoro part-time durante la secca stagione non agricola. Piu’ tardi un crescente numero di agricoltori vendette la propria terra per trovare un impiego permanente nelle citta’ o svilupparono metodi agricoli che permisero loro di spendere un maggior ammontare di tempo nel lavoro urbano, ritornando solo nei periodi critici della raccolta dei prodotti. Questo spostamento da popolazione rurale a popolazione urbana tese ad alleviare alcune delle pressioni sulle rimanenti foreste. Aree forestali che erano state spogliate intensivamente per i legni pregiati o la legna da ardere furono capaci di rigenerare. Anche lo spostamento dalla legna da ardere all’elettricita’ e ai gas naturali contribuirono significativamente a una rigenerazione delle foreste.
Dopo aver distrutto i suoi ambienti per anni, oggi le autorita’ mostrano un crescente interesse per i problemi ambientali. Molti governanti locali hanno introdotto leggi che limitano un fare troppo disinvolto sia nel settore turistico che in altre attivita. A Ko Samui, ad esempio. Si potranno continuare a costruire alberghi ma nessuno di essi dovra’ essere piu’ alto della cupola di una palma di cocco. Cosi’ lo sviluppo dei resort potra’ essere piu’ in stile mescolandosi all’ambiente locale piuttosto che alterarlo. La raccolta delle conchiglie e dei coralli e’ stata bandita, in zone fuori della costa ora la pesca e’ vietata. Una piu’ forte politica dei parchi nazionali, dove avveniva molto del taglio illegale e della caccia e’ stata varata. Infine il sorgere dell’ecoturismo nel paese ha fatto nascere la nozione che si possa ricavare denaro dal turismo senza distruggere una foresta pluviale per costruire un brutto albergo.




mercoledì 23 febbraio 2011

Foresta sempreverde.

Queste foreste si trovano in luoghi con un alto volume di piogge, piu’ di 1,000 mm l’anno, e le piante perdono le foglie e le sostituiscono tutto l’anno, quindi il paesaggio non cambia di colore. Questo non significa che le piante della foresta sempreverde non perdono piu’ foglie nella stagione secca, lo fanno, solo che le foreste decidue perdono tutte le foglie e cambiano colore. Esse si trovano anche sulle piu’ grandi cime del paese.
Le foreste sempreverdi sono divise in cinque gruppi principali: sempreverdi umide, sempreverdi secche, sempreverdi di collina, mangrovie, foreste di pini.
Le foreste sempreverdi umide sono conosciute anche come foreste tropicali. La tipica foresta di questo tipo e’ il prodotto di una breve stagione secca e di un’elevata caduta di pioggia annua che puo’ arrivare fino a 2 mt. gli strati della canopia sono molto evidenti e poca luce raggiunge il suolo della foresta. Si possono ulteriormente suddividere in due tipi, differenti in specie, composizione e suolo: la foresta sempreverde monsonica peninsulare che si trova nella provincia di Chumphon, il suo suolo e’ ricco di argilla derivata dal granito, foresta sempreverde monsonica del sud che si trova all’estremo sud della Thailandia.
Foresta sempreverde mista, conosciuta anche come sempreverde secca, si differenzia dalle foreste sempreverdi umide perche’ ha una stagione secca piu’ lunga, 3-4 mesi, e una una piu’ accentuata perdita di foglie bella stagione secca. si trova a nord di Rayong e Khao Yai e Thap Lan hanno grandi tratti di foreste sempreverdi misti. Gli strati della canopia sono molto evidenti e poca luce raggiunge il suolo della foresta, le precipitazioni annue sono inferiori ai due metri.
Foresta sempreverde di collina, chiamata anche foresta nuvolosa, normalmente non si trova sotto i 1000 metri e le temperature sono generalmente fresche durante tutto l'anno. Gli alberi sono di norma meno alti di quelli di altre foreste e sono coperti di muschi, licheni e felci. Doi Inthanon e Khao Luang hanno buoni esempi, grazie alle loro quote elevate, di questo tipo di foresta.
Le foreste di mangrovie si trovano generalmente nelle zone costiere di acqua salmastra e acqua salata in tutta la Thailandia. Ranong e Pranburi hanno buoni esempi di foreste di mangrovie intatte.
Le foreste di pini sono quelle che ospitano principalmente pini e conifere. Possono crescere tra i 200 e i 1800 metri sul livello del mare, ma di solito si trovano anche ad altitudini più elevate e sulle cime esposte collina. Riscontrano principalmente nel nord della Thailandia, ma zone naturali isolate si trovano anche nel parco nazionale di Phu Toei.


 

martedì 22 febbraio 2011

La foresta di mangrovie.


La mangrovia e’ una formazione forestale, formata da alberi e arbusti, tipica delle pianure costiere paludose della zona tropicale e subtropicale, che presentano soprattuto caratteristiche di salinita’ ma sono anche zone basse, protette, con terreni fangosi e saturi.
Oltre che in Thailandia si trovano in altre zone del Sudest asiatico, in Australia, nell’Africa occidentale.
Sul suolo melmoso sottoposto al ciclo delle maree e dunque impregnato di sale, crescono paletuvieri muniti di radici aeree. Queste formazioni di grande resistenza, capaci di trattenere i sedimenti portati dai fiumi, si sviluppano rapidamente e un po’ alla volta avanzano in mare. Di questi depositi di sedimenti, ad alto contenuto organico, hanno bisogno per svilupparsi. Piu’ all’interno la vegetazione assume l’aspetto di una foresta fitta e bassa, simile a una macchia. I due insieme formano cosi’ lungo le coste una fascia vegetale continua e compatta che puo’ raggiungere la profondita’ di una ventina di chilometri. Si trovano principalmente in due ambienti gli estuari e le zone costiere aperte, sono quindi l’unione fra due mondi quello terrestre e quello marino e offrono grandi benefici a entrambi.
Anche se sono molte le specie di alberi e arbusti che si adattano a queste condizioni, quindi il bioma non ha bisogno di piante strettamente imparentate fra loro, il numero di specie rispetto a quello della foresta tropicale pluviale e’ minore. E’ a questo insieme di piante differenti che si da’ il nome di mangrovie.
Le specie dominanti sono quelle che hanno radici capaci di respirare e che permettono loro di sopravvivere in un bioma dove si registrano acque. Alcuni alberi hanno radici a puntello in modo da permettere alla pianta di ancorarsi nel terreno fangoso, altri hanno radici aeree che prendono ossigeno direttamente dall’atmosfera.
Alcune piante di queste formazioni sono sorprendentemente resistenti alla salinita’ dell’acqua, esse riescono a resistere in condizioni che presentano fino a due volte la salinita’ del mare, zone in cui il sale e’ diventato concentrato per evaporazione, alcune piante hanno ghiandole speciali per evitare l'accumulo di sale in eccesso, l’eccesso di sale non comprende le radici ma e’ concentrato nelle foglie piu’ vecchie e scaricato quando queste cadono. Dato che non molte piante possono adattarsi alle caratteristiche di salinita’ e carenza di ossigeno, altre piante dello stesso bioma preferisco l’acqua dolce e si estendono verso l’interno. Le quattro principali specie, che sono conosciute come alofite, sono Avicennia, Sonneratia, Rhizophora, Bruguiera. Fra queste piante caratteristiche sono la Rhizophora Mucronata, una specie di politiviere coperto di spine appuntite terminanti in foglioline, quando cadono nel fango le spine mettono radici all’istante e crescono rapidamente dando origine a nuovi alberi, la Rhizophora si riproduce anche secondo la modalita’ piu’ diffusa della germinazione.
L’Amoora Calcullata e lo Xylocarpus sono fra i rari frutti che crescono nelle mangrovie da ricordare anche il frutto della palma nipa che cresce di solito lungo i canali che percorrono le mangrovie, il frutto e’ commestibile. I frutti di questo bioma hanno generalmente forma a tubo e iniziano a germinare quando sono ancora sulla pianta. Quando poi cadono la loro forma appuntita permette loro di ancorarsi al fango e di scendere in profondita’ questo garantisce loro di non essere portate via dal flusso e riflusso delle maree e da il tempo necessario per mettere radici. Queste piante crescono fino a un’altezza che varia dai 2 ai 40 metri. Come nella foresta tropicale e monsonica le foglie hanno generalmente forma a goccia che permettono all'acqua di scorrere via facilmente.
Le paludi costiere sono percorse da canali soggette al flusso e riflusso delle maree. I paletuvieri, caratterizzati da un sistema di radici in parte aeree, crescono fino alla linea della bassa marea; piu’ oltre le loro radici non potrebbero procurarsi l’ossigeno necessario alla sopravvivenza. Superato il limite dell’alta marea il paesaggio assume a poco a poco l’aspetto di giungla tropicale.
Il tipo e la crescita di una foresta di mangrovie e’ condizionato da diversi fattori: il clima, il livello di fluttuazione delle acque, la tolleranza al sale, i nutrienti e l'energia delle onde.
Al contrario le piante non sono per niente resistenti agli sbalzi climatici, vivono infatti in zone in cui la temperatura non e’ mai inferiore ai 19°C, inoltre la loro massima tolleranza e’ di 10◦C, il che significa che non sopportano temperature superiori ai 39◦C. A causa di questo vivono a latitudini comprese fra 32º N e 38º S.
Sono formazioni utilissime in quanto proteggono le regioni tropicali costiere dall’erosione. Il loro massiccio sistema di radici dissipa l’energia del moto ondoso ed e’ quindi una salvaguardia e un aiuto in caso di tsunami e tifoni. Sempre con le radici rallentano l’acqua delle maree catturando i sedimenti dell’oceano durante il ciclo quotidiano. Questo filtraggio svolto dalle foreste di mangrovie svolge un ruolo vitale nel proteggere il letto d’erbe del mare e difende le barriere coralline da danneggiamenti.
L’ecosistema unico che si trova nelle maglie delle intricate radici delle mangrovie offre un ambiente marino unico per gli organismi giovani. In Thailandia molte specie di pesci, commercialmente importanti, possono contare sulle mangrovie come su un vivaio. Nelle acque fangose vivono numerose specie marine sopratutto perioftalmi, granchi e molluschi, ma si possono anche ricordare alghe e ostriche.
Riguardo agli uccelli le mangrovie offrono loro un umido habitat adatto alla creazione del nido o un luogo di sosta, per centinaia di specie, durante le loro migrazioni. Fra gli uccelli che vi abitano si possono ricordare: il nibbio reale, il martin pescatore dal collare, l’airone cenerino, il cormorano maggiore. Altri uccelli che non abitano permanentemente nelle mangrovie ne fanno uso per trovarvi il cibo o altre attivita’.
Fra gli animali che hanno questo ambiente come habitat caratteristico sono da ricordare: il crocodilus porous, detto anche coccodrillo marino, e le scimmie granchivore. Fra i serpenti quello arboricolo nero e oro.
Nel sud della Thailandia le mangrovie coprivano vastissime zone calcaree sommerse, formatesi milioni di anni fa. Nel corso dei millenni le mangrovie sono avanzate o arretrate secondo il livello del mare. Attualmente formazioni di mangrovie si trovano in 23 zone costiere della Thailandia. Queste foreste coprivano nel 1961 368,000 ettari della nazione, nel 2002 gli ettari occupati erano scesi a 240,000.
Le foreste di mangrovie sono attualmente tra gli ambienti più minacciati del mondo e stanno sparendo a un ritmo accelerato e cio’ vale anche per la Thailandia. Diversi ne sono i motivi. L’abbattimento degli alberi e l’aumento degli allevamenti di gamberetti minacciano le mangrovie. Gli allevamenti di gamberetti proliferano nelle regioni costiere della Thailandia e sono considerate la causa principale del danneggiamento dell’ambiente di questa zona. Le foreste di mangrovie sono tagliate e sono dragate per aprire gli allevamenti. Inoltre le parti esposte delle radici di mangrovie sono estremamente sensibili agli intasamenti di petrolio greggio e di altre sostanze inquinanti; rifiuti organici, sali minerali tossici, prodotti chimici organici soffocano le sezioni sott'acqua di mangrovie. Questi veleni si possono anche concentrare nella struttura cellulare delle piante. Inoltre, il carbone e le industrie del legno sono una seria minaccia per le foreste di mangrovie, da non dimenticare e’ il grande boom dell’industria del turismo, che, come ovunque, ha fatto la sua parte.
Per tutto cio’ soffrono le specie locali e gli uccelli migratori, che una volta venivano qui a migliaia, non ritornano. Gli allevamenti sono spesso in parchi protetti e uomini d’affari senza scrupoli pagano uomini politici che permettono la costruzione. Vale poi considerare il fatto che le mangrovie sono un’ottima risorsa per ricavare carbone vegetale e l’uomo ne ha approfittato a piene mani. In tal modo un po’ come avviene per i nostri alberi montani che hanno una preziosa funzione antivalanghe , viene a mancare alle coste una protezione dalle risacche divoratrici del suolo.
Nel 2004 per proteggere queste zone fu varato un piano quinquennale chiamato “Piano di Azione per la gestione delle mangrovie nel Golfo di Thailandia”, aveva lo scopo sia di preservare le foreste di mangrovie sia di permetterne un uso sostenibile rispettando l’ambiente. Dopo lo tsunami del 2003, molte comunita’ locali si sono interessate a una rimboschimento delle foreste di mangrovie come protezione contro eventuali disastri sul tipo di quello che era appena successo. Il Dipartimento della Marina e delle Risorse Costiere studio’ un programma per conservare e riabilitare queste foreste. Quattro stazioni per lo sviluppo delle mangrovie sono state istituite in Trang al fine di sostenere il programma di attivita’ che comprende rimboschimento e manutenzione delle mangrovie, possibilita’ di addestramento per creare nella comunita’ capacita di gestione forestale, costruzioni di relazioni amichevoli fra i membri della comunita’ locale, il governo e le ONG, riduzione della raccolta di legno illegale e delle coltivazione agricole. Questo progetto ha anche istituito una zona di protezione delle mangrovie, dove la raccolta del legno e’ proibita, con l’eccezione di particolari circostanze. La comunita’ coltiva anche piantine nel suo vivaio.

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