Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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giovedì 26 maggio 2011

Ambienti naturali

La Thailandia che da nord a sud ha una lunghezza di 1700 km. e la cui larghezza massima non supera gli 800 km., presenta una grande varieta’ di ambienti naturali: massicci montani coperti di foreste tropicali a nord e ovest; il vasto altopiano di Korat a nordest; fertili pianure alluvionali al centro; lunga dorsale granitica dall’istmo di Kra, regno della foresta equatoriale a Sud. Tutti quest ambienti sono stati profondamente modificati dall’uomo nel corso di secoli. Oggi circa 50,000 kmq. sono stati trasformati in parchi naturali, veri e propri santuari che danno modo di ammirare l’eccezionale ricchezza della fauna e della flora thailandesi. La copertura forestale varia da regione a regione si va da un massimo del 43% nel nord a un minimo del 12% nel nordest. Circa la meta’ di tutte le foreste della Thailandia sono foreste pluviali e sono tutte nel sud. La foresta monsonica insieme ad altre zone che hanno un misto di foresta monsonica e foresta pluviale, rappresenta un quarto della copertura forestale. Il rimante quarto di copertura forestale e’ dato da foreste paludose di acqua dolce nella regione del delta, foreste che crescono in mezzo a terreno accidentato, i karst sia del nord che del sud; le mangrovie del sud e foreste di pini ad alte altitudini nel nord. La provincia con piu’ copertura forestale e’ Chiang Mai, seguita da Kanchanaburi.
I principali ambienti della Thailandia sono:
● Ambiente marino.
● Mangrovie. Le mangrovie si sviluppano lungo le coste paludose e sono formate da paleutevieri, le cui lunghe radici proteggono il terreno dall’erosione.
● Savana. Piuttosto rare, sia le savane che le distese erbose, fonte di nutrimento degli erbivori delle foreste. Si ritiene che la formazione di queste zone un tempo alberate sia stata causata dalle troppe frequenti culture a debbio.
● Foresta tropicale monsonica. Richiede una distinta stagione secca di tre mesi o piu’. E’ la foresta in cui le piante perdono le foglie durante una parte di questa stagione..
● Foresta pluviale. Si sviluppa dove la pioggia cade per piu’ di 9 mesi all’anno
● Foresta decidua. Le fitte foreste della Thailandia settentrionale in cui abbonda il teak presentano questa tipologia, di formazioni vegetali a foglia caduca.
● Foresta rada. Queste foreste con alberi decidui, in genere non molto alti, che crescono su un tappeto erboso coprono ancora certe zone del Nord e dell’Est.
● Foresta sempreverde di collina. Verso gli 800 metri di altitudine compaiono foreste dense, piu’ basse e piu’ fitte di quelle sempreverdi di pianura. Nel sottobosco abbondano i palmizi.
● Foresta di bambu’. I bambu’ che formano vere e proprie foreste crescono in genere nelle zone disboscate e hanno un fogliame cosi’ denso da impedire la comparsa di ogni altra forma di vegetazione.
● Foresta sempreverde di montagna. Al di sopra dei 1500 mt. Gli alberi piu’ piccoli e piu’ ramificatisi coprono di muschi e licheni. La cupola forestale e’ assai meno fitta rispetto a quella delle foreste sempreverdi che crescono a altezze inferiori.
La Thailandia supporta quindi una grande varieta’ di habitat per flora e fauna. Le foreste che rimangono, quasi tutte all’interno di parchi nazionali, sono la decidua e la tropicale monsonica che sono nel centro, nel nord e nel nordest del paese; nel sud della Thailandia, dove le stagioni sono meno distinte e le piogge piu’ pesanti, si trovano la foresta pluviale e le relativamente abbondanti foreste di mangrovie, lungo le coste vicino alle bocche dei fiumi e nei pressi dei faraglioni di roccia calcarea.
Come e’ successo in Italia negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, con la crescente disponibilita’ di posti di lavoro, negli ultimi decenni la popolazione rurale della Thailandia ha avuto un declino da circa il 90% del 1950 al 70% odierno. Molto di questo cambiamento e’ occorso durante gli ultimi 20 anni. Per la maggior parte del secolo passato tuttavia di portare il maggior numero di foreste e zone paludose possibili sotto coltivazione. Questa politica fu accellerata negli anni ’60 e ’70 quando il governo con il supporto della Banca Mondiale incoraggio’ l’esportazione dei prodotti agricoli. Gli agricoltori in conseguenza di questo occuparono grandi aree di foreste ripulite commerciandone il legno. Piu’ tardi il governo provvide loro crediti e sussistenze. Con l’aumentop della popolazione thailandese persone senza terra e famiglie povere continuarono a migrare occupando sempre piu’ aree ai confini delle foreste, ripulendone la terra per ottenere prodotti agricoli. Dal 1980, con il rapido aumento della popolazione e con la politica governativa di sostegno alle esportazioni commerciali agricole e’ stato stimato che 10 milioni di persone costruirono fattorie su terre che nel 1964 erano state dichiarate Riserve Nazionali Forestali. Tanto che in accordo con l’Istituto di Ricerca per lo Sviluppo Thailandese piu’ del 20% dei villaggi del paese si trovano in Riserve Forestali Nazionali.
Per risolvere il problema degli insediamenti nelle aree forestali il Reale Dipartimento delle Foreste comincio’ il Programma dei Villaggi Forestali che sosteneva gli abitanti delle foreste attraverso attivita’ di wellfar come istruzione, cooperative agricole e la distribuzione di terre forestali sia per l’agricoltura che per l’insediamento. Nel 1979 il governo approvo’ un programma che dava diritto di avere agli abitanti di queste zone certificati di usofrutto non vendibili, chiamati Sithi Tham Kin o Sor Tor Kor che significa “Diritto alla fattoria”. Questo programma era animato dal fatto che si voleva fornire ciascuna famiglia con un terreno di almeno 15 rai, utilizzabile per le coltivazioni e in questo modo furono allocati 48,000 km². Questo programma pero’ non incontro’ il favore popolare dato che i documenti non permettevano l’accesso al credito, diversamente da altri tipi di proprieta’ dei terreni che sono vendibili come il Cha-node e il Nor Sor Sam, che conferiscono un pieno diritto di proprieta’.
Nel 1982 il Programma di Riforma delle Terre Agricole rimpiazzo’ il Sor Tor Kor. Il Reale Dipartimento delle Foreste trasferi’ 70,848 km² di degradate Riserve Forestali Nazionali al Dipartimento Nazionale per la Riforma dei Terreni agricoli perche’ fossero distribuiti agli abitanti delle foreste. Con l’Atto di Riforma delle Terre erano sempre emessi certificati di usofrutto ma con essi ai poteva richiedere un prestito alla Banca per l’Agricoltura e le Cooperative.
Insieme a questi tre programmi principali ci furono alla fine degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90 diverse risoluzioni che riguardavano coloro che abitavano nelle riserve forestali nazionali.
Con cio’ mentre l’aespansione della politica agricola contribui’ allo sviluppo di una grande popolazione rurale e rese forte il settore agricolo, la stessa politica permetteva insediamenti in terre non occupate esacerbando la rapida deforestazione della Thailandia. In risposta il governo sviluppo’ politiche dirette a proteggere le acque e le terre forestali. In alcuni casi gli insediamenti furono spostati da riserve forestali ad aree piu’ basse, ma questi spostamenti, compresi quelli di minoranze etniche apri’ queste terre all’occupazione illegale di altri piu’ potenti, privati interessi economici.
Negli anni ’80 e ’90 il rapido sviluppo industriale della Thailandia trasformo’ il paese in una delle economie piu’ forti dell’Asia. I poveri agricoltori delle campagne furono capaci di trovare lavoro in aree urbane e la migrazione dalle campagne alle citta’ crebbe rapidamente. Inizialmente i lavoratori delle campagne si accontentarono di aumentare i loro introiti prestando lavoro part-time durante la secca stagione non agricola. Piu’ tardi un crescente numero di agricoltori vendette la propria terra per trovare un impiego permanente nelle citta’ o svilupparono metodi agricoli che permisero loro di spendere un maggior ammontare di tempo nel lavoro urbano, ritornando solo nei periodi critici della raccolta dei prodotti. Questo spostamento da popolazione rurale a popolazione urbana tese ad alleviare alcune delle pressioni sulle rimanenti foreste. Aree forestali che erano state spogliate intensivamente per i legni pregiati o la legna da ardere furono capaci di rigenerare. Anche lo spostamento dalla legna da ardere all’elettricita’ e ai gas naturali contribuirono significativamente a una rigenerazione delle foreste.
Dopo aver distrutto i suoi ambienti per anni, oggi le autorita’ mostrano un crescente interesse per i problemi ambientali. Molti governanti locali hanno introdotto leggi che limitano un fare troppo disinvolto sia nel settore turistico che in altre attivita. A Ko Samui, ad esempio. Si potranno continuare a costruire alberghi ma nessuno di essi dovra’ essere piu’ alto della cupola di una palma di cocco. Cosi’ lo sviluppo dei resort potra’ essere piu’ in stile mescolandosi all’ambiente locale piuttosto che alterarlo. La raccolta delle conchiglie e dei coralli e’ stata bandita, in zone fuori della costa ora la pesca e’ vietata. Una piu’ forte politica dei parchi nazionali, dove avveniva molto del taglio illegale e della caccia e’ stata varata. Infine il sorgere dell’ecoturismo nel paese ha fatto nascere la nozione che si possa ricavare denaro dal turismo senza distruggere una foresta pluviale per costruire un brutto albergo.




mercoledì 23 febbraio 2011

Gli ambienti del nord.

Le montagne del Nord sono ricoprte da foreste sia sempreverdi che decidue. Le foreste sempreverdi sono di diverso tipo comprendono le foreste tropicali, quelle sempreverdi e quelle di conifere. 
La tipica foresta tropicale sempreverde o pluviale si trova dal livello del mare fino ai mille metri di altitudine in aree con almeno 2000 mm, di precipitazioni annue, e’ piuttosto rara in Thailandia, la si trova quasi esclusivamente al sud. piu’ comune e’ la foresta semipluviale e quella sempreverde secca , che spesso si associa al bambu’, ad alberi decidui e radure. La foresta sempreverde di montagna, caratterizzata da un basso livello di “volta” (La vera foresta pluviale possiede quattro piani di fogliame e raggiunge i 60 metri di altezza), si trova nelle provincie di Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son. Gli alberi dominanti sono le quercie e i castagni; orchidee, muschi, felci e epifite (liane) sono comuni in queste umide foreste nebbiose. Nel nord si trovano anche ridotte aree di conifere e, quando non sono state introdotte da recenti romboschimenti, esse, sono i resti di una fascia molto piu’ ampia di una fascia molto piu’ ampia di antiche conifere esitenti all’epoca del freddo Pleistocene, le foreste decidue (o caducifoglie) sono il genere piu’ diffuso in Thailandia, in particolare al Nord. Si trovano in aree che presentano sdtagioni piu’ pronunciate e le erbe e gli arbusti, che nascono alla base degli alberi, facilmente prendono fuoco durante la stagione secca.Vi penetra piu’ luce che nelle foreste tropicali, di conseguenza il sottobosco e’ piu’ fitto e fornisce una nicchia ecologia a un gran numero di animali. Gli alberi dominanti sono diverse specie di dipterocasrpe, fra queste il teak e’ la piu’ famosa.
Nel tempo tutte le foreste della Thailandia sono state disboscate per usi agricoli, ma in anni recenti il fragile cilo di disboscamento/crescita e’ stato infranto. Il ritmo della deforestazione e’ andato accellerando rapidamente a partire dalla prima decade del Novecento e sempre piu’ velocemente dagli anni Settanta. Secondo dati ufficiali nel 1961, l’intero paese eras coperto per il 51% da forestenel 1986 ne era rimasto solo il 29%. Il Nord che nel 1961 aveva il 68,54% del territorio coperrto da foreste ha visto tale dato ridursi al 49,59% nel 1985. Non si tratta di un problema loale visto che le foreste del Nord proteggono le sorgenti dei principali affluenti del Chao Phraya, l’esposione delle sorgenti puo’ causare pericolose inondazioni in aree vitali della nazione.
Alla base di questo catastrofico declino del manto forestale ci sono tre cause principali:
il taglio illegale e no dei bosci,
il metodo di coltivazione utilizzato dalle tribu’ della montagna che abbattono e bruciano tratti di foresta,
l’invasione da parte di coloni abusivi.
Mentre si e’ fatto qualche sforzo per contrastare i primi due, l’invasione dei contadini tai senza terra e’ stata accettata come inevitabile, dato che nessuno vuole affrontare le conseguenze politiche di spostare i poveri di etnia tai.
Nel 1979 il Royal Forest Department ha permesso ai coloni abusivi di reclamare fino a 50 rai (circa 200 acri) di terra ciascuno. Il risultato e’ stata l’occupazione dal 1961 all’85 di 124,575 kmq. di territorio forestale sopratutto nel Nord e nel Nordest.
Se poco si e; afatto per prevenire la deforestazioneancor meno si fa per recuperare e rimboschire le aree andate perdute. Con la foresta e’ scomparsa anche la fauna che ci vive.
Un barlume di speranza viene offerto dal coinvolgimento dell’opinione publica thai.
Un buon esempio e’ fornito dalla funivia che doveva salire a Doi Suthep, progettata nei primi anni ’80 da un’azienda privata, nonostante il progetto fosse andato savanti attraverso un lungo iter burocraticoil publico lo ha percepito come la profanazione di una montagna, che non solo e[ parco nazionale ma anche il simbolo di Chiang Mai e la sede di un veneratissimo tempio. I sondaggi rivelarono che la maggior parte della popolazione locale si opponeva al progetto. Furono organizzate manifestazioni e alla fine le autorita’ locali decisero di rimandare il ptogetto indefinitamente.
Un altro caso concreto fu rappresentato dalla controversia sulla proposta diga del Nam Choam, che avrebbe diviso in tre sezioni il rifugio faunistico del Thung Yai, il piano e’ stato cancellato dopo una veemente campagna da parte di gruppi conservazionisti portata avanti in Thailandia e all’estero.
Ancor piu’ rilevante nel gennaio del 1989 il taglio dei boschi fu interdetto a causa di una disastrosa alluvione nelle provincie meridionali che nel 1988 aveva provocato la morte di 350 persone. Le foto aeree dei tronchi che rovinavano giu’ dalle montagne, spazzando via interi villaggi, furono testimonianze talmenti eloquenti da convincere tutti che la conservazione della natura doveva diventare una priorita’ nazionale.
Oltre al taglio dei boschi,la foresta ha affrontato un altro pericolo specifico che e’ onnipresente in tutte le aree montane: la tecnica di coltivazione del taglia e brucia. Questa tecnica prevede l’abbattimento e l’incendio di boschi ed e’ detta anche agricoltura itinerante, e’ una delle piu’ kprimitive tecniche utilizzata fin dagli albori della civilta’.il metodo dell’abbattimento e incendio del bosco rimane quello piu’ efficace per le coltivazioni in collina (almeno fino a che non si considerano i fattori ambientali), si basa sul taglio di alberi e arbusti durante l’inverno, che nella stagione calda si lasciano seccare e quindi vengono bruciati in tempo per impiantare una cultura all’inizio della stagione delle piogge. Le ceneri che se ne ricavano sono abbastanza ricche di sostanze nutritiveda fertilizzare il suolo per qualche anno, ma i tratti disboscati devono essere sottoposti a rotazione continuase si vuole evitare l’erosione; se vengono abbondanati solo dopo un anno di coltivazione i campi torneranno foresta in 15 anni; tuttavia perche’ si raggiunga la piena maturita’ deve passare un tempo maggiore.
I karen praticano questo metodo su ciclo breve, valido da un punto di vista ecologico. Ma quando se ne abusa trasferendo gruppi tribali che non adottano il sistema della rotazione dei campi, come le tribu’ di montagna coltivatrici di oppio che si sono spostate nella Thailandia settentrionale nel secolo scorso (gli Hmong, gli Akha, ecc…) il metodo del taglia e brucia diventa estremamente distruttivo. Le foreste degenerano in praterie o addirittura in brulle colline che non possono quasi piu’ nutrire la selvaggina e i cui fianchi nudi favoriscono le franee le inondazioni con danni disastrosi alle terre basse.


Foresta sempreverde.

Queste foreste si trovano in luoghi con un alto volume di piogge, piu’ di 1,000 mm l’anno, e le piante perdono le foglie e le sostituiscono tutto l’anno, quindi il paesaggio non cambia di colore. Questo non significa che le piante della foresta sempreverde non perdono piu’ foglie nella stagione secca, lo fanno, solo che le foreste decidue perdono tutte le foglie e cambiano colore. Esse si trovano anche sulle piu’ grandi cime del paese.
Le foreste sempreverdi sono divise in cinque gruppi principali: sempreverdi umide, sempreverdi secche, sempreverdi di collina, mangrovie, foreste di pini.
Le foreste sempreverdi umide sono conosciute anche come foreste tropicali. La tipica foresta di questo tipo e’ il prodotto di una breve stagione secca e di un’elevata caduta di pioggia annua che puo’ arrivare fino a 2 mt. gli strati della canopia sono molto evidenti e poca luce raggiunge il suolo della foresta. Si possono ulteriormente suddividere in due tipi, differenti in specie, composizione e suolo: la foresta sempreverde monsonica peninsulare che si trova nella provincia di Chumphon, il suo suolo e’ ricco di argilla derivata dal granito, foresta sempreverde monsonica del sud che si trova all’estremo sud della Thailandia.
Foresta sempreverde mista, conosciuta anche come sempreverde secca, si differenzia dalle foreste sempreverdi umide perche’ ha una stagione secca piu’ lunga, 3-4 mesi, e una una piu’ accentuata perdita di foglie bella stagione secca. si trova a nord di Rayong e Khao Yai e Thap Lan hanno grandi tratti di foreste sempreverdi misti. Gli strati della canopia sono molto evidenti e poca luce raggiunge il suolo della foresta, le precipitazioni annue sono inferiori ai due metri.
Foresta sempreverde di collina, chiamata anche foresta nuvolosa, normalmente non si trova sotto i 1000 metri e le temperature sono generalmente fresche durante tutto l'anno. Gli alberi sono di norma meno alti di quelli di altre foreste e sono coperti di muschi, licheni e felci. Doi Inthanon e Khao Luang hanno buoni esempi, grazie alle loro quote elevate, di questo tipo di foresta.
Le foreste di mangrovie si trovano generalmente nelle zone costiere di acqua salmastra e acqua salata in tutta la Thailandia. Ranong e Pranburi hanno buoni esempi di foreste di mangrovie intatte.
Le foreste di pini sono quelle che ospitano principalmente pini e conifere. Possono crescere tra i 200 e i 1800 metri sul livello del mare, ma di solito si trovano anche ad altitudini più elevate e sulle cime esposte collina. Riscontrano principalmente nel nord della Thailandia, ma zone naturali isolate si trovano anche nel parco nazionale di Phu Toei.


 

Foresta decidua.

La foresta decidua ha come principale caratteristica che le sue piante perdono le foglie nella lunga stagione secca. Questo bioma puo’ essere ulteriormente suddiviso in tre gruppi: la foresta decidua mista, la foresta decidua secca e la foresta di bambu’. In Thailandia il 70% di tutte le foreste sono foreste decidue, il rimanente 30% sono foreste sempreverdi. Foreste decidue si trovano in Thailandia principalmente nelle pianure ma possono trovarsi anche a piu’ di 1,200 mt.
La foresta decidua mista e’ la foresta dominante in Thailandia. E’ riconoscibile da una crescita abbastanza ben spaziata degli alberi che permette alla luce del sole di penetrare fino al suolo e consente a erbe, fiori e altro di crescere a questo livello. Gli alberi hanno grandi foglie, come e’ tipico della pianta di teak, e il periodo in cui non hanno foglie puo’ durare fino a 4 mesi, dato che tanto puo’ durare la stagione secca. Buoni esempi di questo tipo di foresta si possono trovare in Huai Kha Khaeng.
Foresta decidua secca, conosciuta anche come foresta secca Dipterocarpa, e’ una versione piu’ secca della foresta decidua mista, dove le foglie cadono dopo aver cambiato colore, come succede in Italia. Gli alberi raramente superano i 15 metri e sono ben distanziati.Le piante sono largamente limitate a 4 specie di Dipterocarpo, che possono sopravvivere in condizioni di suolo povero e secco. In Thailandia si trovano principalmente nel Nordest (Isan).
La foresta di bambu’, per primo e’ bene ricordare che il bambu’ non e’ un tipo di albero ma un’erba, foreste si trovano alternate a molti altri tipi di bosco, dato che come specie pioniere cresce velocemente e rapidamente colonizzando e disturbando altri tipi di foresta. In quanto tale e a causa degli eccessivi tagli degli alberi per legname fatti in Thailandia in periodi passati molte foreste di bambu’ hanno cominciato a svilupparsi in questi luoghi indisturbate. 

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Foresta tropicale monsonica.

Questo tipo di foresta si trova a nord della foresta pluviale tropicale e la differenzia il fatto che e’ soggetta a cambiamenti annuali nella direzione prevalente dei venti. Si trova quindi in aeree che hanno circa latitudine 15, sia rispetto al Tropico del Cancro che a quello del Capricorno. Coprono non solo la Thailandia, specie il nord, ma anche il Vietnam del sud, il Laos del sud, il Myanmar, il nordest dell'India, il Bangladesh e alcune regioni come il sud della Cina. Tutte queste regioni hanno una caratteristica in comune: sperimentano un clima tropicale monsonico e sono soggette al vento del nord che soffia giu’ dal secco e fresco altopiano del Tibet da ottobre a marzo portando tempo secco e a sua volta il vento del sud soffia dall’Ocenao Indiano da aprile a settembre, stagione dei monsoni, portando tempo umido. Le foreste tropicali tipiche di questa regione sono dominate da alberi decidui e semidecidui di Dipterocarpaceae, Fabaceae, e Verbenaceae. 
Comparate con le foreste tropicali pluviali le foreste monsoniche hanno alberi diversi e piu’ bassi a causa del minor ammontare di piogge, una canopia piu’ bassa e con meno strati, foglie piu’ piccole ma della stessa forma in quanto questo e’ di aiuto a far fluire l’eccesso di acqua nella stagione delle piogge, una minore biomassa plantare, una minor produttivita’ netta e un diametro di crescita degli alberi piu’ basso. Gli alberi decidui perdono le foglie durante la stagione secca in modo da prevenire un uso eccessivo di acqua, inoltre gli alberi hanno radici che vanno in profondita’ a cercare l’acqua che manca in un certo periodo. Anche la quantita’ delle specie degli alberi e’ minore, cio’ per il fatto che qui esiste una stagione secca. I fenomeni riproduttivi sono differenti, nelle foreste tropicali monsoniche fenomeni di infiorescienza avvengono stagionalmente ogni anno. Il sistema di riproduzione e’ differente, anche se occorre dire che non ci sono sufficienti studi su questo per quanto riguarda le foreste monsoniche.
La penisola Indocinese era una volta coperta da foreste tropicali monsoniche ma la maggior patye sono scomparse per il taglio della canopia delle dipterocarpe e degli alberi da teak, cio’ specialmente in Thailandia. Il Laos e’ uno dei pochi paesi dove foreste monsoniche tropicali naturali e secondarie rimangono.
La foresta tropicale monsonica, che copre un terzo del territorio, non e’ un ambiente unico ma una sovrapposizione di ambienti. E’ una formazione vegetale densissima, tipica dei climi tropicali e equatoriali molto umidi, un ambiente che favorisce la comparsa di molteplici forme di vita.
Essa e caratterizzata da varieta’ di alberi decidui, che perdono le foglie nella stagione secca per conservare acqua.
Mentre nelle foreste dei climi temperati gran parte delle sostanze nutritive proviene dal terreno, nei paesi tropicali dove la terra e’ piu’ povera, esse si trovano piu’ in superficie; per questo gli alberi tropicali non radicano oltre gli 8 mt. di profondita’. Radici a pilastro o a trampoli sostengono gli alberi che crescono su terreni troppo molli.
La temperatura costante e l’elevata umidita’ favoriscono la crescita di liane e di altre specie epifite. una foresta monsonica si puo' suddividere nelle seguenti sezioni:
Humus: le piante, gli insetti e i funghi che prosperano a livello del suolo sono la base della catena alimentare. Questi funghi sono quasi microscopici e provocano la decomposizione delle foglie dei rami e quindi la formazione di sostanze nutritive di cui si cibano insetti come le le termiti, le formiche, ecc... che formano colonie e vivono sul pavimento forestale. Questo e’ meno denso che nella foresta tropicale pluviale.
Fino a 5 metri: il sottobosco e’ percorso da predatori come tigri e leopardi a caccia di cibo.
Da 5 a 24 metri sta’ il livello inferiore. Relativamente rado, costituisce un corridoio di passaggio per i binturong, i pangolini e gli zibetti dei palmizi che fanno la spola fra il terreno e la cima degli alberi in cerca di cibo.
Da 24 a 37 metri: la cupola. Il fogliame dei rami, spesso 7 metri che forma la volta della foresta, costituisce l’habitat di una gran varieta’ di animali. Scoiattoli volatili, gibboni e macachi vi trovano in abbondanza frutti, foglie e cortecce. Le foglie della cupola forestale modificano il proprio orientamento per catturare la massima quantita’ possibile di luce solare, la loro forma permette alla pioggia di scivolare e la pellicola oleosa che le ricopre le protegge dalle alghe microscopiche e dai muschi.
Dai 37 ai 49 metri: gli alberi giganti. I giganteschi alberi che emergono dalla cupola forestale danno nospitalita’ a pipistrelli insettivori, rapaci e calao. Fra essi si trovanono liane e piante epifite.
Fra gli animali che vivono o vivevano in quest’ambiente sono da ricordare il tapiro malese, il pangolino, il nicticebo, lo zibetto dei palmizi, il binturong, la pantera nebulosa, l’elefante asiatico e la tigre; fra le scimmie il reso; fra gli uccelli il leiothris lutea e la nettarina scura.
Bisogna osservare la zona a livello del terreno per capire fino a che punto le varie forme vegetali e animali cooperino al ciclo e al riciclo dei vari elementi che, decomponendosi, fertilizzano il suolo. Possono cosi’ svilupparsi nuove piante che a loro volta nutriranno direttamente o indirettamente gli animali della foresta, perpetuandosi in un ciclo naturale iniziato milioni di anni fa e minacciato oggi dalla deforestazione, dalla cultura a debbio e dagli interventi umani.



martedì 22 febbraio 2011

Foresta pluviale.

 
La foresta tropicale pluviale, e’ un bioma caldo e umido che si trova vicino all’equatore e si estende come una cintura attorno alla terra, essa si trova fra 10◦ e 20◦ a nord e sud dell’equatore. Le piu’ grandi foreste di questo tipo si trovano in Sud America e nel Sudest asiatico. Queste foreste ricevono normalmente una media di 203 cm. di pioggia distribuita quasi uniformemente nel corso dell’anno. Il clima e’ abbastanza costante, questo perché le foreste pluviali si tr0vano vicino ai tropici dove il levarsi e il tramonto del sole avvengono alla stessa ora tutto l’anno. La combinazione del calore e dell’umidita’ costanti fanno di questa foresta un ambiente adatto a molte piante ed animali, cosi’ esse contengono la maggiore biodiversita’ al mondo: si calcola che circa 15 milioni di specie fra piante ed animali vivano, al mondo, in questo bioma, piu’ di 400 specie in un ettaro. 
Per quanto riguarda la struttura la canopia e’ superiore ai 30-50 mt. di altezza. Il tronco degli alberi e’ diritto ed ha contorte e forti radici, dato che devono sostenere grossi alberi, queste radici sono superficiali dato che non hanno bisogno di crescere nel terreno per trovare acqua e sali minerali. Il tronco centrale degli e’ fra i 10 e 30 mt. di diametro, la canopia e’ quasi continua e molte piante rampicanti e felci si trovano in questo strato. Gli alberi arrivano a grandi altezze, oltre i 40 metri dato che devono trovare la luce solare. Essi sono sempreverdi e appartengono a un gran numero di specie, fra questi crescono anche molti alberi con legni duri e pregiati come il meranti, il mogano, il seraya, l’ebano e il balsamo. Il sottobosco e’ molto scarno. Le frutta e i fiori sono colorati e profumati per attirare gli agenti di impollinazione. Qui e’ presente l’orchidea, che se non proprio unica a livello di fiori e’ quella di maggior importanza, pianta parassita, trova agio al suo sviluppo sfruttando le risorse degli alberi di maggior altezza.
Il terreno e’ sempre buio e umido, con pochissima luce solare. Dato che l’ambiente tropicale si riferisce ad aree con alte temperature e precipitazioni annuali, senza una stagione secca, viene incoraggiato un alto tasso di crescita nella vegetazione naturale e un’alta decomposizione delle foglie cadute e dei rami, inoltre le foglie sono coriace con le punte ad ago e cio’ permette all’acqua in eccesso di fluire facilmente.
Le caratteristiche di caldo e umidita’ rendono queste foreste un ambiente ideale per per i batteri e altri microrganismi, poiche’ questi organismi rimangono attivi tutto l’anno si decompongono rapidamente i materiali che si trovano sul suolo della foresta. In altri ambienti, come la foresta decidua la decomposizione della lettiera fogliare aggiunge sostanze nutrienti al suolo ma nella foresta tropicale pluviale le piante crescono cosi’ in fretta che si consumano rapidamente le sostanze contenute nel tappeto di foglie decomposto, come risultato la maggior parte delle sostanze nutritive sono contenute negli alberi e in altre piante piuttosto che nel terreno. La maggior parte delle sostanze nutrienti che si trovano al suolo vengono lavate dalle piogge abbondanti che lasciano il terreno fertile e acido.
Molte foreste tropicali pluviali hanno solo due stagioni una umida e una secca, foreste pluviali piu’ lontane dall’equatore possono avere quattro stagioni: due umide e due secche, le foreste vicino all’equatore non hanno stagioni, dato che qui principalmente piove tutto l’anno.
Le foreste pluviali sono molto umide, con un’umidita’ che durante il giorno puo’ arrivare all’80%, durante la notte l’umidita’ continua a stare nella foresta, questo fa si che questo bioma sia caldo sia di giorno che di notte.
Comunque piu’ in alto sono queste foreste piu’ c’e’ una diminuzione di temperature fino ad arrivare che le foreste tropicali di montagna, c’e’ una regola concordata per cui le foreste pluviali che si trovano sopra i 300 mt. di altitudine sono di questo tipo, possono avere temperature che scendono fino 1,7◦C, in questa istanza le temperature in queste montagne possono scendere fino a raggiungere il gelo.
Si puo’ dire che una parte della pioggia che queste foreste ricevono e’ legata a fattori climatici locali ma una parte e’ prodotta dalla foresta stessa. Il caldo fa evaporare le foglie di molte piante creando umidita’, quando questa umidita’ sale dal bosco e si raffredda crea nuvole di pioggia, in questo modo la foresta pluviale e’ responsabile di buona parte dell’umidita’ che riceve.
Infine si puo’ aggiungere che la foresta tropicale pluviale e’ uno dei biomi che riceve piu’ energia solare al mondo, come detto queste foreste si trovano vicino all’equatore e in questa zona i raggi del sole arrivano dritti piu’ che di angolo, come accade in tutte le altre zone.
Le creature piu’ abbondanti che si trovano nella foresta pluviale sono gli insetti, per evitare i predatori molti di questi hanno sviluppato forme di mimetizzazione, alcuni assomigliano a spine, altri a rametti o a foglie o a corteccie. Le farfalle generalmente utilizzano un doppio meccanismo di difesa, col primo fanno in modo di assomigliare a foglie morte e se questo non funziona cambiano metodo, se il predatore si avvicina troppo mettono in rilievo il loro colore fino al punto da farlo brillare, sperando che questo stupisca il predatore e dia il tempo di scappare. Questo sistema e’ utilizzato anche da altri animali e ci sono serpenti velenosi che utilizzano i colori brillanti per avvertire i predatori che sono velenosi se consumati. Anche i colori dei predatori pero’ servono alla mimetizzazione, in modo da arrivare vicino alla preda senza che questa se ne accorga, la pantera nebulosa, ad esempio, ha macchie nere per mimetizzarsi meglio nell’ombra. Comunque anche con questi camuffamenti gli animali non sono sempre sicuri di fuggire ai predatori, inoltre devono fare anche i conti con gli uccelli. Molti animali vivono sulle cime agli alberi: bradipi, orsi, scoiattoli giganti, lemuri, istrici, scimmie, ragni, pangolini, tarsi, gibboni, formichieri, e molti altri. Cio’ e’ dovuto al fatto che nelle foreste pluviali la maggior parte del cibo puo’ essere trovato sugli alberi. Qui si trovano anche le foglie che possono essere commestibili, esse comunque sono fatte di cellulosa e questa sostanza e’ difficile da digerire per alcuni animali, cosi’ alcuni di questi hanno sviluppato nello stomaco composti per digerire la cellulosa. Altri animali, come pipistrelli, colibrì, api e vespe, si nutrono di frutta che qui e’ presente tutto l’anno, i colibri’ comunque mangiano anche insetti per le proteine. I lemuri ed altri animali si cibano della linfa degli alberi, specie quello della gomma, per far questo usano i loro denti aguzzi per staccare la corteccia. Ancora, altri animali trovano cibo a livello del terreno. Predatori piu’ grossi come il giaguaro hanno corpo muscolo, denti aguzzi e mascella forte, che utilizzano per sbranare le loro prede. Scorpioni, ragni e qualche serpente utilizzano il veleno per uccidere. Ci sono poi animali che cibandosi rendono un utile servizio a tutta la foresta dato che cibandosi di rami caduti, foglie e altri rifiuti la ripuliscono in parte, sono questi i lombrichi, le termiti, e i batteri.
Il bioma della foresta pluviale si differenza dagli altri per la quantita’ di vita che possiede: la meta’ degli animali e delle piante di tutto il mondo e questo non basta ogni giorno gli scienziati stanno scoprendo nuove piante e animali in questo ambiente.
Questo tipo di foresta e’ presente in Thailandia solo nel sud del paese, partendo da Chunpon.

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