Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

Visualizzazione post con etichetta leggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leggi. Mostra tutti i post

domenica 9 aprile 2017

L’11 Aprile il D-Day per i furgoni passeggeri

Il Dipartimento dei trasporti terrestri darà inizio martedì a un giro di vite ai furgoni passeggeri che non rispettano il regolamento dei 13 posti.
Mr Sanit Promwong, il capo del dipartimento, ha detto nel fine settimana che, durante la fase iniziale della repressione, i furgoni che violano il numero massimo di passeggeri saranno multati per 500 baht ciascuno, ma la multa sarà aumentata fino ad un massimo di 5.000 baht nel mese di giugno, quando il regolamento sarà applicata rigorosamente, senza tregua.

mercoledì 29 marzo 2017

Erede Red Bull, uccisioni e miliardi, quanto conta lo status in Thailandia?

Il pilota della Ferrari che travolse un poliziotto in moto, lo trascino’ per un lungo tratto di strada e poi se ne ando’, accelerando, lontano dal corpo straziato fu trovato in poche ore, gli investigatori seguirono la scia lasciata dal liquido dei freni fino a una proprietà recintata appartenente a una delle famiglie più ricche della Thailandia.
Inizialmente agli investigatori fu detto che al volante della vettura c’era un autista, essi videro la Ferrari con il parabrezza in frantumi, il paraurti penzoloni. Ma dopo, quando arrivarono alti ufficiali, Vorayuth si è consegnato, tenendo il braccio del padre. Più tardi quel giorno, Yoovidhyas ha depositato 15.000 dollari di cauzione presso la stazione di polizia e è tornato a casa.

domenica 26 febbraio 2017

Thailandia: Il gioco d'azzardo.

La Thailandia ha leggi molto severe sul gioco, le leggi anti-gioco d'azzardo sono molteplici e includono sia regi decreti che leggi del Parlamento. La legge principale che regola il settore è il Gambling Act, B.E. 2478 (1935). Ci sono 46 disposizioni ministeriali, 16 pareri legali del Consiglio di Stato e un regio decreto tutti relativi a questa legge.
Ci sono anche molte leggi particolari relative al gioco d'azzardo. Un esempio è la legge che riguarda le carte da gioco, B.E. 2486 (1943), che fa del possesso, produzione e vendita di carte da gioco un crimine. Inoltre, la legge sul riciclaggio di denaro B.E. 2542 (1999) rafforza la legge anti-gioco d'azzardo, in alcuni casi.
In breve: fare tutto ciò che può sembrare essere il gioco d'azzardo, giocare a carte anche senza denaro sul tavolo e il gioco d'azzardo vero e proprio sono sanzionati con penalità che vanno da una multa di 1.000 baht a un anno di prigione.

venerdì 10 febbraio 2017

Thailandia: droga e leggi sulla droga.

In Thailandia ogni anno le ambasciate di quasi tutti i paesi sono chiamate in prigioni notoriamente dure per parlare con gli stranieri catturati perchè usavano droghe nel regno, per non parlare della quantità di contrabbandieri catturati mentre passano negli aeroporti del Paese. Se siete dediti al traffico di droga non vi è alcuna garanzia che la vostra ambasciata intercederà per voi. Sarete da soli, forse per anni, in attesa di un burocratico e spesso corrotto processo in cui con ogni probabilità otterrete una pena dalla corte.
A seconda della quantità della sostanza illegale che si sta portando, e a eccezzione della quantità utilizzabile in una sola volta per consumo personale, la Thailandia ha il diritto di condannare a morte o all'ergastolo per reati di spaccio. Ad essere presi con una notevole quantità l’unica speranza che rimane è la grazia dal re, a volte distante anni. Anche se la Thailandia non ha emanato la pena di morte per reati legati alla droga a partire dal 2004, le carceri thailandesi contengono un sacco di viaggiatori condannati a vita.

venerdì 3 febbraio 2017

Thailandia e telefonia mobile -.di Tiziano Matteucci.

I telefoni cellulari sono molto utilizzati in Thailandia, nel primo trimestre del 2015, sul totale dei terminali venduti, il 76,5% erano smartphone
Dal 2010 in Thailandia ci sono più abbonamenti di telefonia mobile che cittadini. Nel mese di ottobre 2015, c’erano 86 milioni di abbonamenti di telefonia mobile per 67 milioni di persone. 
Secondo una recente stima ci sono circa 29 milioni di utenti Internet in Thailandia, che si traduce in un tasso di penetrazione del 42%.
Circa 22 milioni di utenti, media giornaliera, accedono a siti social, applicazioni mobili popolari che includono Facebook, Line, WhatsApp, Google Maps, YouTube, giochi per cellulari e musica.

lunedì 23 gennaio 2017

Credenze buddiste e animiste sugli animali in Thailandia.

I buddisti tailandesi vedono gli umani e gli animali come esseri strettamente correlati, in entrambi ci puo’ essere la natura del  Buddha e la possibilità di diventare perfettamente illuminati. Nel pensiero buddhista gli animali sono sempre stati considerati come esseri senzienti. Secondo la scuola Mahayana essi possiedono la natura del Budda e quindi il potenziale per l'illuminazione. Inoltre, la la dottrina delle rinascite ritiene che qualsiasi essere umano potrebbe rinascere come animale e qualsiasi animale potrebbe rinascere come un essere umano. Quindi lo spirito che alberga in un animale puo’ essere quello un parente morto e rinato, e guardiando abbastanza lontano nella lunga serie di vite si potrebbe arrivare a credere che ogni animale deriva da un lontano parente.
È a causa di questa filosofia che i buddisti sono incoraggiati ad amare tutti gli esseri viventi e non dovrebbe limitare il loro amore al solo genere umano. un ideale che è a stretto contatto con il karma.
Gli animali hanno bisogno della nostra simpatia. Ogni essere vivente deve contribuire agli ecosistemi di tutto il mondo, e aiutare a mantenere un equilibrio della natura. Se è giusto che gli esseri umani non siano privati dei  loro diritto di vivere non è giusto che gli animali lo siano.

sabato 17 settembre 2016

Leggi e sistema giurico thailandese.

Il regno di Rattanakosin e i quattro regni precedenti tradizionalmente chiamati collettivamente Siam, hanno avuto una costituzione in gran parte non codificata fino al 1932.
Il re nel preambolo al codice penale del del Siam promulgato il 1 ° aprile 1908, e entrata in vigore il 21 settembre, ha detto:
"Nei tempi antichi i re della nazione Siamese governavano la loro gente con leggi che erano originariamente derivate ​​dal Dhamasustra di Manu, che era allora la legge prevalente tra gli abitanti dell'India e dei paesi limitrofi."
Oggi la Thailandia, con il re come Capo dello Stato, basa il suo sistema giuridico sulla costituzione democratica della nazione, che riconosce quattro corti: la Corte Costituzionale, le Corti di Giustizia, le Corti amministrative, e le Corti militari.
Le responsabilità di ogni corte varia. La Corte costituzionale prende giudizi o decisioni sulla costituzionalità delle disposizioni di legge emanate da altri poteri, come previsto dalla Costituzione e e da altre leggi.

domenica 17 aprile 2016

Matrimonio legale in Thailandia.

Luxe look book

Molte persone si innamorano della Thailandia e anche il desiderio di sposare un coniuge thailandese. Sposarsi in Thailandia è facile. Ma bisogna conoscere la cultura, la procedura, gli obblighi e le leggi coinvolti.
Si deve sapere che ci sono due tipi diversi e separati di matrimonio in Thailandia. Uno si chiama un "matrimonio buddista" o "matrimonio tradizionale tailandese". L'altro è una procedura ufficiale, in cui il matrimonio è "ufficialmente registrato da parte delle autorità locali". Alcune persone decidono di celebrare solo un matrimonio buddista. Alcuni scelgono di ottenere solo un matrimonio ufficiale registrato. Mentre gli altri faranno entrambe le cose! Non importa se si effettua un matrimonio buddista prima o dopo il matrimonio ufficiale. Ma dovete capire che questi due tipi di matrimoni sono estremamente diversi.

sabato 16 aprile 2016

Accordo prematrimoniale in Thailandia.

Un accordo prematrimoniale è un documento, un contratto legale, che i coniugi firmano prima di un matrimonio.  E’ anche chiamato un accordo ante matrimonio. L'opposto è un contratto post matrimonio che è un contratto stipulato tra marito e moglie dopo il matrimonio.
Normalmente, accordi prematrimoniali forniscono un piano finanziario che può essere gestito nel corso del matrimonio o in caso di rottura del matrimonio (ad esempio: il divorzio). Per le persone con un patrimonio notevole e proprietà e desiderose di controllare la divisione dei beni in caso di divorzio, questo documento legale è molto utile.
Secondo la legge thailandese, l’accordo prematrimoniale e quello post matrimoniale sono 2 tipi di accordi che possono essere fatte in relazione alle attività tra un marito e una moglie. Si deve sapere che un accordo ai sensi della legge post matrimoniale thai non è molto forte, a causa della clausola di 1469 del codice civile thailandese.
Un "matrimonio buddista" non è considerato un matrimonio civile in Thailandia. Un matrimonio legale è un atto pubblico, è ufficiale e registrato presso un ufficio locale. Poiché un matrimonio è un atto pubblico, la ragione per cui dobbiamo registrare accordi prematrimoniali in Thailandia è di annunciare ai terzi come sarà regolata la relazione dei coniugi.

giovedì 26 maggio 2011

Ambienti naturali

La Thailandia che da nord a sud ha una lunghezza di 1700 km. e la cui larghezza massima non supera gli 800 km., presenta una grande varieta’ di ambienti naturali: massicci montani coperti di foreste tropicali a nord e ovest; il vasto altopiano di Korat a nordest; fertili pianure alluvionali al centro; lunga dorsale granitica dall’istmo di Kra, regno della foresta equatoriale a Sud. Tutti quest ambienti sono stati profondamente modificati dall’uomo nel corso di secoli. Oggi circa 50,000 kmq. sono stati trasformati in parchi naturali, veri e propri santuari che danno modo di ammirare l’eccezionale ricchezza della fauna e della flora thailandesi. La copertura forestale varia da regione a regione si va da un massimo del 43% nel nord a un minimo del 12% nel nordest. Circa la meta’ di tutte le foreste della Thailandia sono foreste pluviali e sono tutte nel sud. La foresta monsonica insieme ad altre zone che hanno un misto di foresta monsonica e foresta pluviale, rappresenta un quarto della copertura forestale. Il rimante quarto di copertura forestale e’ dato da foreste paludose di acqua dolce nella regione del delta, foreste che crescono in mezzo a terreno accidentato, i karst sia del nord che del sud; le mangrovie del sud e foreste di pini ad alte altitudini nel nord. La provincia con piu’ copertura forestale e’ Chiang Mai, seguita da Kanchanaburi.
I principali ambienti della Thailandia sono:
● Ambiente marino.
● Mangrovie. Le mangrovie si sviluppano lungo le coste paludose e sono formate da paleutevieri, le cui lunghe radici proteggono il terreno dall’erosione.
● Savana. Piuttosto rare, sia le savane che le distese erbose, fonte di nutrimento degli erbivori delle foreste. Si ritiene che la formazione di queste zone un tempo alberate sia stata causata dalle troppe frequenti culture a debbio.
● Foresta tropicale monsonica. Richiede una distinta stagione secca di tre mesi o piu’. E’ la foresta in cui le piante perdono le foglie durante una parte di questa stagione..
● Foresta pluviale. Si sviluppa dove la pioggia cade per piu’ di 9 mesi all’anno
● Foresta decidua. Le fitte foreste della Thailandia settentrionale in cui abbonda il teak presentano questa tipologia, di formazioni vegetali a foglia caduca.
● Foresta rada. Queste foreste con alberi decidui, in genere non molto alti, che crescono su un tappeto erboso coprono ancora certe zone del Nord e dell’Est.
● Foresta sempreverde di collina. Verso gli 800 metri di altitudine compaiono foreste dense, piu’ basse e piu’ fitte di quelle sempreverdi di pianura. Nel sottobosco abbondano i palmizi.
● Foresta di bambu’. I bambu’ che formano vere e proprie foreste crescono in genere nelle zone disboscate e hanno un fogliame cosi’ denso da impedire la comparsa di ogni altra forma di vegetazione.
● Foresta sempreverde di montagna. Al di sopra dei 1500 mt. Gli alberi piu’ piccoli e piu’ ramificatisi coprono di muschi e licheni. La cupola forestale e’ assai meno fitta rispetto a quella delle foreste sempreverdi che crescono a altezze inferiori.
La Thailandia supporta quindi una grande varieta’ di habitat per flora e fauna. Le foreste che rimangono, quasi tutte all’interno di parchi nazionali, sono la decidua e la tropicale monsonica che sono nel centro, nel nord e nel nordest del paese; nel sud della Thailandia, dove le stagioni sono meno distinte e le piogge piu’ pesanti, si trovano la foresta pluviale e le relativamente abbondanti foreste di mangrovie, lungo le coste vicino alle bocche dei fiumi e nei pressi dei faraglioni di roccia calcarea.
Come e’ successo in Italia negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, con la crescente disponibilita’ di posti di lavoro, negli ultimi decenni la popolazione rurale della Thailandia ha avuto un declino da circa il 90% del 1950 al 70% odierno. Molto di questo cambiamento e’ occorso durante gli ultimi 20 anni. Per la maggior parte del secolo passato tuttavia di portare il maggior numero di foreste e zone paludose possibili sotto coltivazione. Questa politica fu accellerata negli anni ’60 e ’70 quando il governo con il supporto della Banca Mondiale incoraggio’ l’esportazione dei prodotti agricoli. Gli agricoltori in conseguenza di questo occuparono grandi aree di foreste ripulite commerciandone il legno. Piu’ tardi il governo provvide loro crediti e sussistenze. Con l’aumentop della popolazione thailandese persone senza terra e famiglie povere continuarono a migrare occupando sempre piu’ aree ai confini delle foreste, ripulendone la terra per ottenere prodotti agricoli. Dal 1980, con il rapido aumento della popolazione e con la politica governativa di sostegno alle esportazioni commerciali agricole e’ stato stimato che 10 milioni di persone costruirono fattorie su terre che nel 1964 erano state dichiarate Riserve Nazionali Forestali. Tanto che in accordo con l’Istituto di Ricerca per lo Sviluppo Thailandese piu’ del 20% dei villaggi del paese si trovano in Riserve Forestali Nazionali.
Per risolvere il problema degli insediamenti nelle aree forestali il Reale Dipartimento delle Foreste comincio’ il Programma dei Villaggi Forestali che sosteneva gli abitanti delle foreste attraverso attivita’ di wellfar come istruzione, cooperative agricole e la distribuzione di terre forestali sia per l’agricoltura che per l’insediamento. Nel 1979 il governo approvo’ un programma che dava diritto di avere agli abitanti di queste zone certificati di usofrutto non vendibili, chiamati Sithi Tham Kin o Sor Tor Kor che significa “Diritto alla fattoria”. Questo programma era animato dal fatto che si voleva fornire ciascuna famiglia con un terreno di almeno 15 rai, utilizzabile per le coltivazioni e in questo modo furono allocati 48,000 km². Questo programma pero’ non incontro’ il favore popolare dato che i documenti non permettevano l’accesso al credito, diversamente da altri tipi di proprieta’ dei terreni che sono vendibili come il Cha-node e il Nor Sor Sam, che conferiscono un pieno diritto di proprieta’.
Nel 1982 il Programma di Riforma delle Terre Agricole rimpiazzo’ il Sor Tor Kor. Il Reale Dipartimento delle Foreste trasferi’ 70,848 km² di degradate Riserve Forestali Nazionali al Dipartimento Nazionale per la Riforma dei Terreni agricoli perche’ fossero distribuiti agli abitanti delle foreste. Con l’Atto di Riforma delle Terre erano sempre emessi certificati di usofrutto ma con essi ai poteva richiedere un prestito alla Banca per l’Agricoltura e le Cooperative.
Insieme a questi tre programmi principali ci furono alla fine degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90 diverse risoluzioni che riguardavano coloro che abitavano nelle riserve forestali nazionali.
Con cio’ mentre l’aespansione della politica agricola contribui’ allo sviluppo di una grande popolazione rurale e rese forte il settore agricolo, la stessa politica permetteva insediamenti in terre non occupate esacerbando la rapida deforestazione della Thailandia. In risposta il governo sviluppo’ politiche dirette a proteggere le acque e le terre forestali. In alcuni casi gli insediamenti furono spostati da riserve forestali ad aree piu’ basse, ma questi spostamenti, compresi quelli di minoranze etniche apri’ queste terre all’occupazione illegale di altri piu’ potenti, privati interessi economici.
Negli anni ’80 e ’90 il rapido sviluppo industriale della Thailandia trasformo’ il paese in una delle economie piu’ forti dell’Asia. I poveri agricoltori delle campagne furono capaci di trovare lavoro in aree urbane e la migrazione dalle campagne alle citta’ crebbe rapidamente. Inizialmente i lavoratori delle campagne si accontentarono di aumentare i loro introiti prestando lavoro part-time durante la secca stagione non agricola. Piu’ tardi un crescente numero di agricoltori vendette la propria terra per trovare un impiego permanente nelle citta’ o svilupparono metodi agricoli che permisero loro di spendere un maggior ammontare di tempo nel lavoro urbano, ritornando solo nei periodi critici della raccolta dei prodotti. Questo spostamento da popolazione rurale a popolazione urbana tese ad alleviare alcune delle pressioni sulle rimanenti foreste. Aree forestali che erano state spogliate intensivamente per i legni pregiati o la legna da ardere furono capaci di rigenerare. Anche lo spostamento dalla legna da ardere all’elettricita’ e ai gas naturali contribuirono significativamente a una rigenerazione delle foreste.
Dopo aver distrutto i suoi ambienti per anni, oggi le autorita’ mostrano un crescente interesse per i problemi ambientali. Molti governanti locali hanno introdotto leggi che limitano un fare troppo disinvolto sia nel settore turistico che in altre attivita. A Ko Samui, ad esempio. Si potranno continuare a costruire alberghi ma nessuno di essi dovra’ essere piu’ alto della cupola di una palma di cocco. Cosi’ lo sviluppo dei resort potra’ essere piu’ in stile mescolandosi all’ambiente locale piuttosto che alterarlo. La raccolta delle conchiglie e dei coralli e’ stata bandita, in zone fuori della costa ora la pesca e’ vietata. Una piu’ forte politica dei parchi nazionali, dove avveniva molto del taglio illegale e della caccia e’ stata varata. Infine il sorgere dell’ecoturismo nel paese ha fatto nascere la nozione che si possa ricavare denaro dal turismo senza distruggere una foresta pluviale per costruire un brutto albergo.




giovedì 24 febbraio 2011

Ambienti e vita selvatica.

La Thailandia come e’ tipico dei paesi con alta densita’ di popolazione, ha fatto gravi danni sui ecosistemi. I tagli e l’agricoltura hanno ridotto le foreste che, 50 anni fa, la coprivano per quasi il 50% a corrente 29%, in base a quanto dichiara il World Resources Institute. Questa percentuale e’ in media con la media globale ma sopra la media dell’Asia. La perdita di foreste e’ stata accompagnata dalla diminuzione di vita selvatica. Specie animali che una volta abitavano in abbondanza nella zona si sono estinte compreso il kouprey (un tipo di bovino selvatico), il cervo di Scomburk e il rinoceronte di Giava ma innumerovoli altre specie sono in via di estinzione. 
In risposta al degrado dell’ambiente il governo thailandese ha creato un gran numero di aree protette, riserve e santuari, parchi naturale ed emanato leggi per progeggere animali e piante specifici, cio’ fin dagli anni ’70. Il governo spera di far tornare la copertura delle foreste al 40% per la meta’ di questo secolo. I rapporti del World Conservation Centre confermati da quelli del Unite Nation Enviroment Programme (UNEP) dichiarano che la Thailandia ha creato e sta ricreando piu’ zone protette da foreste che qualsiasi altro paese del Sudest asiatico, questo sia proporzionali che in termini di chilometri quadri.
Nel 1989 tutti i tagli sono stati banditi su tutto il territorio nazionale in seguito a un disastro che un anno prima si era abbattuto su alcuni villaggi e ucciso un centinaio di persone. Centinaia di tonnellate di tronchi tagliati erano rotolati giu’ dalle zone deforestate nella provincia di Surat Thami. Oggi e’ illegalmente proibito vendere legno di piante tagliate nel paese e teoricamente tutto il legname importato e’ contato prima di andare sul mercato.
La Thailandia ha firmato la Convenzione sul traffico internazionale delle specie in via di estinzione (Cites) proposta dalle Nazioni Unite e sebbene la Thailandia abbia raggiunto migliori traguardi dei suoi vicini la corruzione ostacola i tentativi del governo tesi ad impedire che specie esotiche finiscano sul mercato illegale globale. La chiusura dei ristoranti che servivano piatti con carne di animali della foresta anche in via di estinzione come il cervo che abbaia, l’orso, il pangolino, la civetta e il gaur, ha invece fatto scomparire questi piatti.
In ogni caso tutti gli esperti sono d’accordo che i maggiori pericoli per gli animali non dipendono dalla caccia o dal commercio illegale ma dalla perdita dell’ambiente. Se le foreste, le mangrovie, le paludi, le pianure sono protette esse proteggeranno gli animali.
Il Royal Forest Department e’ continuamente sotto pressione perche’ prenda azioni immediate nelle aree dove leggi di preservazione non sono applicate, specialmente in zone costiere dove sono fiorite illegali sistemazioni per turisti. Le lente risposte per quanto riguarda Ko Phi Phi e Ko Samet indicano che nell’area sono coinvolti intertessi economici.
Gli sforzi del Dipartimento forestale sono anche frenati da una mancanza di personale e di fondi. La paga media di un ranger e’ meno di 175 baht al giorno (a seconda dei cambi, ma se prendiamo 42 che e’ una media, circa 4 € al giorno. Alcuni non sono pagati per niente ma ricevono vitto e alloggio.cosa si puo' pensare che possa succedere se queste persone si trovano di fronte a un ricco padrino cinese che controlla il taglio illegale o affari che riguardano animali selvatici e ben disposto ad aprire i cordoni della borsa..
Le risorse marine sono anche minacciate dalla mancanza di programmi di lunga conservazione. La parte superiore del Golfo di Thailandia, fra Rayong e Phrachuap Khiri Khan era una volta fra le piu’ feruli aree marine al mondo. Ora c’e’ una significativa mancanza di vita marina dovuta alla sovrapesca. Gli esperti dicono che non e’ troppo tardi per riabilitare la parte alta del golfo riducendo l’inquinamento e eliminando i peschereggi con grandi reti da pesca e riducendo la pesca commerciale a certe zone. Un bando effettivo della pesca al macarello tentato in un primo tempo ha salvato questo pesce da una quasi totale estinzione.



martedì 22 febbraio 2011

La foresta di mangrovie.


La mangrovia e’ una formazione forestale, formata da alberi e arbusti, tipica delle pianure costiere paludose della zona tropicale e subtropicale, che presentano soprattuto caratteristiche di salinita’ ma sono anche zone basse, protette, con terreni fangosi e saturi.
Oltre che in Thailandia si trovano in altre zone del Sudest asiatico, in Australia, nell’Africa occidentale.
Sul suolo melmoso sottoposto al ciclo delle maree e dunque impregnato di sale, crescono paletuvieri muniti di radici aeree. Queste formazioni di grande resistenza, capaci di trattenere i sedimenti portati dai fiumi, si sviluppano rapidamente e un po’ alla volta avanzano in mare. Di questi depositi di sedimenti, ad alto contenuto organico, hanno bisogno per svilupparsi. Piu’ all’interno la vegetazione assume l’aspetto di una foresta fitta e bassa, simile a una macchia. I due insieme formano cosi’ lungo le coste una fascia vegetale continua e compatta che puo’ raggiungere la profondita’ di una ventina di chilometri. Si trovano principalmente in due ambienti gli estuari e le zone costiere aperte, sono quindi l’unione fra due mondi quello terrestre e quello marino e offrono grandi benefici a entrambi.
Anche se sono molte le specie di alberi e arbusti che si adattano a queste condizioni, quindi il bioma non ha bisogno di piante strettamente imparentate fra loro, il numero di specie rispetto a quello della foresta tropicale pluviale e’ minore. E’ a questo insieme di piante differenti che si da’ il nome di mangrovie.
Le specie dominanti sono quelle che hanno radici capaci di respirare e che permettono loro di sopravvivere in un bioma dove si registrano acque. Alcuni alberi hanno radici a puntello in modo da permettere alla pianta di ancorarsi nel terreno fangoso, altri hanno radici aeree che prendono ossigeno direttamente dall’atmosfera.
Alcune piante di queste formazioni sono sorprendentemente resistenti alla salinita’ dell’acqua, esse riescono a resistere in condizioni che presentano fino a due volte la salinita’ del mare, zone in cui il sale e’ diventato concentrato per evaporazione, alcune piante hanno ghiandole speciali per evitare l'accumulo di sale in eccesso, l’eccesso di sale non comprende le radici ma e’ concentrato nelle foglie piu’ vecchie e scaricato quando queste cadono. Dato che non molte piante possono adattarsi alle caratteristiche di salinita’ e carenza di ossigeno, altre piante dello stesso bioma preferisco l’acqua dolce e si estendono verso l’interno. Le quattro principali specie, che sono conosciute come alofite, sono Avicennia, Sonneratia, Rhizophora, Bruguiera. Fra queste piante caratteristiche sono la Rhizophora Mucronata, una specie di politiviere coperto di spine appuntite terminanti in foglioline, quando cadono nel fango le spine mettono radici all’istante e crescono rapidamente dando origine a nuovi alberi, la Rhizophora si riproduce anche secondo la modalita’ piu’ diffusa della germinazione.
L’Amoora Calcullata e lo Xylocarpus sono fra i rari frutti che crescono nelle mangrovie da ricordare anche il frutto della palma nipa che cresce di solito lungo i canali che percorrono le mangrovie, il frutto e’ commestibile. I frutti di questo bioma hanno generalmente forma a tubo e iniziano a germinare quando sono ancora sulla pianta. Quando poi cadono la loro forma appuntita permette loro di ancorarsi al fango e di scendere in profondita’ questo garantisce loro di non essere portate via dal flusso e riflusso delle maree e da il tempo necessario per mettere radici. Queste piante crescono fino a un’altezza che varia dai 2 ai 40 metri. Come nella foresta tropicale e monsonica le foglie hanno generalmente forma a goccia che permettono all'acqua di scorrere via facilmente.
Le paludi costiere sono percorse da canali soggette al flusso e riflusso delle maree. I paletuvieri, caratterizzati da un sistema di radici in parte aeree, crescono fino alla linea della bassa marea; piu’ oltre le loro radici non potrebbero procurarsi l’ossigeno necessario alla sopravvivenza. Superato il limite dell’alta marea il paesaggio assume a poco a poco l’aspetto di giungla tropicale.
Il tipo e la crescita di una foresta di mangrovie e’ condizionato da diversi fattori: il clima, il livello di fluttuazione delle acque, la tolleranza al sale, i nutrienti e l'energia delle onde.
Al contrario le piante non sono per niente resistenti agli sbalzi climatici, vivono infatti in zone in cui la temperatura non e’ mai inferiore ai 19°C, inoltre la loro massima tolleranza e’ di 10◦C, il che significa che non sopportano temperature superiori ai 39◦C. A causa di questo vivono a latitudini comprese fra 32º N e 38º S.
Sono formazioni utilissime in quanto proteggono le regioni tropicali costiere dall’erosione. Il loro massiccio sistema di radici dissipa l’energia del moto ondoso ed e’ quindi una salvaguardia e un aiuto in caso di tsunami e tifoni. Sempre con le radici rallentano l’acqua delle maree catturando i sedimenti dell’oceano durante il ciclo quotidiano. Questo filtraggio svolto dalle foreste di mangrovie svolge un ruolo vitale nel proteggere il letto d’erbe del mare e difende le barriere coralline da danneggiamenti.
L’ecosistema unico che si trova nelle maglie delle intricate radici delle mangrovie offre un ambiente marino unico per gli organismi giovani. In Thailandia molte specie di pesci, commercialmente importanti, possono contare sulle mangrovie come su un vivaio. Nelle acque fangose vivono numerose specie marine sopratutto perioftalmi, granchi e molluschi, ma si possono anche ricordare alghe e ostriche.
Riguardo agli uccelli le mangrovie offrono loro un umido habitat adatto alla creazione del nido o un luogo di sosta, per centinaia di specie, durante le loro migrazioni. Fra gli uccelli che vi abitano si possono ricordare: il nibbio reale, il martin pescatore dal collare, l’airone cenerino, il cormorano maggiore. Altri uccelli che non abitano permanentemente nelle mangrovie ne fanno uso per trovarvi il cibo o altre attivita’.
Fra gli animali che hanno questo ambiente come habitat caratteristico sono da ricordare: il crocodilus porous, detto anche coccodrillo marino, e le scimmie granchivore. Fra i serpenti quello arboricolo nero e oro.
Nel sud della Thailandia le mangrovie coprivano vastissime zone calcaree sommerse, formatesi milioni di anni fa. Nel corso dei millenni le mangrovie sono avanzate o arretrate secondo il livello del mare. Attualmente formazioni di mangrovie si trovano in 23 zone costiere della Thailandia. Queste foreste coprivano nel 1961 368,000 ettari della nazione, nel 2002 gli ettari occupati erano scesi a 240,000.
Le foreste di mangrovie sono attualmente tra gli ambienti più minacciati del mondo e stanno sparendo a un ritmo accelerato e cio’ vale anche per la Thailandia. Diversi ne sono i motivi. L’abbattimento degli alberi e l’aumento degli allevamenti di gamberetti minacciano le mangrovie. Gli allevamenti di gamberetti proliferano nelle regioni costiere della Thailandia e sono considerate la causa principale del danneggiamento dell’ambiente di questa zona. Le foreste di mangrovie sono tagliate e sono dragate per aprire gli allevamenti. Inoltre le parti esposte delle radici di mangrovie sono estremamente sensibili agli intasamenti di petrolio greggio e di altre sostanze inquinanti; rifiuti organici, sali minerali tossici, prodotti chimici organici soffocano le sezioni sott'acqua di mangrovie. Questi veleni si possono anche concentrare nella struttura cellulare delle piante. Inoltre, il carbone e le industrie del legno sono una seria minaccia per le foreste di mangrovie, da non dimenticare e’ il grande boom dell’industria del turismo, che, come ovunque, ha fatto la sua parte.
Per tutto cio’ soffrono le specie locali e gli uccelli migratori, che una volta venivano qui a migliaia, non ritornano. Gli allevamenti sono spesso in parchi protetti e uomini d’affari senza scrupoli pagano uomini politici che permettono la costruzione. Vale poi considerare il fatto che le mangrovie sono un’ottima risorsa per ricavare carbone vegetale e l’uomo ne ha approfittato a piene mani. In tal modo un po’ come avviene per i nostri alberi montani che hanno una preziosa funzione antivalanghe , viene a mancare alle coste una protezione dalle risacche divoratrici del suolo.
Nel 2004 per proteggere queste zone fu varato un piano quinquennale chiamato “Piano di Azione per la gestione delle mangrovie nel Golfo di Thailandia”, aveva lo scopo sia di preservare le foreste di mangrovie sia di permetterne un uso sostenibile rispettando l’ambiente. Dopo lo tsunami del 2003, molte comunita’ locali si sono interessate a una rimboschimento delle foreste di mangrovie come protezione contro eventuali disastri sul tipo di quello che era appena successo. Il Dipartimento della Marina e delle Risorse Costiere studio’ un programma per conservare e riabilitare queste foreste. Quattro stazioni per lo sviluppo delle mangrovie sono state istituite in Trang al fine di sostenere il programma di attivita’ che comprende rimboschimento e manutenzione delle mangrovie, possibilita’ di addestramento per creare nella comunita’ capacita di gestione forestale, costruzioni di relazioni amichevoli fra i membri della comunita’ locale, il governo e le ONG, riduzione della raccolta di legno illegale e delle coltivazione agricole. Questo progetto ha anche istituito una zona di protezione delle mangrovie, dove la raccolta del legno e’ proibita, con l’eccezione di particolari circostanze. La comunita’ coltiva anche piantine nel suo vivaio.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...