Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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mercoledì 5 marzo 2014

Il Vietnam in crescita: o no? (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 03/03/2014.


Investimenti
Il Vietnam in crescita: o no?
Primo Bimestre: si assiste ad un certo rallentamento 
ma si confida in un rapido miglioramento

Bangkok - Un dubbio si aggira tra gli esperti d’economia in Vietnam: si tratta di una defaillance momentanea oppure è un segnale negativo importante? Gli Investimenti Diretti Esteri a favore del Vietnam sono vistosamente crollati nel primo bimestre 2014, raggiungendo verso il basso un 60 per cento in meno rispetto allo scorso anno, per un controvalore di una caduta pari a 1.54 miliardi di Dollari USA. Nonostante tutto, però, gli analisti locali continuano a ritenere che gli Investimenti Diretti Esteri verso il Vietnam torneranno a salire. In base ai dati rilasciati dall’Ufficio Generale di Statistica, sugli investimenti totali, 830 milioni di Dollari USA sono da annoverarsi per capitali registrati in relazione a 122 nuovi progetti, mentre la restante parte è associata a capitale addizionale in relazione a 41 progetti già esistenti.

sabato 1 marzo 2014

Obama, il Dalai Lama e la Cina (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 27/02/2014.


Ombre cinesi
Obama, il Dalai Lama e la Cina
Il ruolo degli USA tra le richieste tibetane di autonomia
 e la dipendenza dal capitale cinese. 
E il Dalai Lama sbarca anche su Instagram.

Bangkok - I resoconti giornalistici all’indomani dell’ultimo incontro –in ordine di tempo – tra la massima autorità religiosa e secolare del Tibet, Tenzin Gyatso, il IV Dalai Lama, ed il Presidente della più potente Nazione del Mondo, ovvero il Presidente USA Barak Obama, si sono condensati in una nuova acquisizione in termini di linguaggio della politica ma – allo stesso tempo – nella maggior diffusione di un canone filosofico basico nella secolare mistica buddista: “Il Giusto Mezzo”. Da quel momento, in tanti – sia tra i giornalisti poco avvezzi a trattare questa materia sia nell’uditorio più vasto, sebbene attento e curioso verso i temi della Diplomazia internazionale – si è sparso il dubbio su cosa mai fosse questo strambo “Giusto Mezzo”. Il ristretto gruppo di collaboratori del Dalai Lama dipinge il “Giusto Mezzo” come null’altro che un grado superiore di autonomia circa il cosiddetto “Grande Tibet” e da inscrivere all’interno del più vasto quadro della Costituzione cinese. Ma – sebbene sembri che tutto questo sia strettamente osservante della sovranità e della integrità cinese e non sia un modo per procedere verso il richiedere nuovamente autonomia per il Tibet, è evidente che agli occhi delle Autorità cinesi tutto questo vada a confliggere con la Costituzione e lo stesso Sistema statale cinese, tant’è vero che l’agenzia stampa ufficiale cinese Xinhua News Agency l’ha subito bollata come fumo, specchietti per le allodole, falsità e camouflage.

venerdì 28 febbraio 2014

Cina, terra delle opportunità (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 26/02/2014.


Opportunità
Cina, terra delle opportunità
Intervista a Chiara Patron Italy Marketing 
Manager CRCC Asia

Bangkok - Come il veneziano Marco Polo solcò da pioniere la Via della seta estendendosi sempre più verso Oriente fino a raggiungere la Cina, cogliendone curiosità ma soprattutto grandi opportunità, oggi sempre più l’Italia, sebbene afflitta da mali attuali noti a tutti, si estroflette lungo le stesse rotte per trovare una qualche risposta al proprio stato particolarmente sofferente.

Nel cogliere la Cina non più solo come la sede del male del presente (piuttosto, a dire il vero, è più 'a la page' prendersela con l’Unione Europea al giorno d’oggi) ma come un panorama di grandi prospettive tutte ancora da esplorare, i tentativi italiani si svolgono in modo puntiforme, isolato, solitario. Ma c’è anche chi cerca di farlo offrendo preparazione, professionalità, in buona sostanza, offrendo tutta la strumentazione concettuale necessaria e sufficiente per dialogare con la Cina senza timori ed alla pari. Una di queste strutture è la CRCC Asia agenzia con sede a Venezia, specializzata nel connettere la Cina con la comunità globale tramite Stage in Cina, Corsi di lingua a Pechino o Shanghai, corsi intensivi di Economia e Finanza, e Consulenza Aziendale.

mercoledì 26 febbraio 2014

Thailandia, esplode la violenza politica (un articolo di Francesco Tortorta).

Un articolo di Francesco Tortora in data 25/02/2014.


Morti e feriti
Thailandia, esplode la violenza politica
Dopo lunghe provocazioni tutto precipita, 
ora la Premier invita alla pacificazione nazionale. 
Social media in primo piano.

Bangkok - Era appena stato incassato un risultato positivo nella controversia tra la amministrazione governativa di Yingluck Shinawatra ed il fronte dei coltivatori di riso, con la promessa di passare finalmente al saldo delle spettanze dei produttori in cambio del riso dato al Governo da allocare negli stock di riso nazionale a fini di vendita, consumo ed esportazione, tanto che tutti coloro che stavano per convenire nella Capitale per protestare hanno immediatamente fatto dietro front coi propri trattori e sono tornati nelle campagne, quando la violenza s’è scatenata sull’altro fronte aperto, quello della politica nazionale, ancora funestata da linguaggio aggressivo, violenza diffusa e reiterate provocazioni.

domenica 16 febbraio 2014

Sud Corea regina dell’export (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 13/02/2014.


Accordi di Libero Scambio
Sud Corea regina dell’export
E’ tra le prime 10 Nazioni al Mondo per esportazione
 e vuole crescere ancora

Bangkok - La Santa Alleanza tra Corea del Sud e Stati Uniti trova il suo fondamento in varie motivazioni di carattere geopolitico, strategico-militare, nella copertura che la Corea riceve da un alleato grande e potente qual è l’America soprattutto in un’epoca di rinnovati contrasti di tipo territoriale specialmente con l’altro colosso della scena mondiale e vicino possente oltre che ineludibile, la Cina. Ma nella Madrepatria sudcoreana non mancano affatto le componenti sociali e politiche che criticano fermamente o si oppongono fieramente a questo abbraccio così intimo e forte con gli Stati Uniti, poiché vi sono alcuni ambiti dove –affermano i critici – quell’abbraccio più che forte finisce col diventare asfissiante. In questi ultimi tempi, infatti, molte componenti tra i gruppi di azione civica, attivisti ed esperti di Diritto si oppongono nettamente all’Accordo di Libero Scambio Corea-USA che ha preso avvio nel mese di Marzo del 2012. Fin dagli albori della sua esistenza le critiche sono state feroci, da questa parte della scena sociale e politica sudcoreana, perché – affermano – i termini dell’accordo sono stati strutturati in modo sbilanciato a favore degli Stati Uniti e dei loro interessi, così –allo stesso tempo – hanno immediatamente espresso le proprie gravi preoccupazioni sui potenziali effetti negativi sull’apparato industriale sudcoreano, già gravemente provato dalla Madre di Tutte le Crisi che anche qui in Asia fa sentire i colpi violenti del suo avvitamento negativo globale.

venerdì 7 febbraio 2014

In Asia Vietnam re dell’export (Un articolo di Francesco Tortora)

Un articolo di Francesco Tortora in data 06/02/2014.


ASEAN, Asia e dintorni
In Asia Vietnam re dell’export
Export in crescita verso 
India, Pakistan, Sri Lanka e Bangladesh

Bangkok - Il panorama economico del Sud Est asiatico si presenta “a macchia di leopardo” - con zone in forte espansione o comunque al di sopra della media dettata dalle cupe condizioni del mercato globale - ed altre economie in aperta e chiara difficoltà. In ambito più squisitamente finanziario, gli investitori sostanzialmente stanno alla finestra in attesa di tempi migliori e preferiscono focalizzarsi su zone in fase di crescita, dopo lunghi periodi nei quali sono stati fuori dal giro buono dell’economia internazionale, un caso esemplare, in tal senso è il Myanmar che fuoriusciva da una lunga dittatura militare, un altro caso è quello da definirsi ancor più “emergente” o emerso qual è il Laos, ritenuto una delle nuove mete della crescita economica asiatica ed un altro caso di economia già emersa ed in fase di netta espansione è quello del Vietnam.

martedì 4 febbraio 2014

Votazioni in Thailandia (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 03/02/2014.

La cronaca del voto
Votazioni in Thailandia
Urne presidiate, minacce, 
violenze, proiettili vaganti

Bangkok - Per tutta la giornata di domenica, la Polizia ha continuato a rassicurare che non ci sarebbero stati atti di violenza in occasione del voto. In particolar modo il Centro per il Mantenimento della Pace e dell’Ordine ha ripetuto questo mantra più per convincere se stesso che per dare serenità al più vasto uditorio thailandese.Ma tutti sapevano che la Capitale Bangkok e la stragrande maggioranza delle Provincie del Centro e del Sud sarebbero state aree considerate sensibili dal punto di vista del mantenimento della sicurezza. In molti hanno già guardato oltre la scadenza del 2 Febbraio fondamentalmente perché si partiva dall’assunto che le elezioni possano essere invalidate.
Al momento di scrivere le fonti governative dichiarano che il voto espresso è sufficiente per dichiarare la vittoria, visto che il voto è stato condotto nell’89 per cento della Nazione attraverso 375 Collegi Elettorali ma non mancano i dubbi, dopo una così lunga fase di proteste e di boicottaggio spinto che potrebbero ancora determinare un voto nullo. Vi è da registrare, infatti, un basso dato di affluenza anche nelle Provincie del Nord, notoriamente roccaforti dei supporters delle “Magliette Rosse” e quindi forze pro-governative. Nelle Provincie del Sud, quelle vicine ai “Democrats”, le affluenze si sono fermate tra il 20 e il 30 per cento dei potenziali votanti, un dato più basso delle elezioni precedenti. L’afflusso è stato di poco superiore al 40 per cento a Chai Nat, meno del 50 per cento a Phichit, circa il 50 per cento ad Ayutthaya la vecchia e antica Capitale della Thailandia, almeno stando ai dati ufficiali che affluiscono da fonte pubblica.

lunedì 3 febbraio 2014

Indonesia vs Australia (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 27/01/2014.

Sconfinamenti
Indonesia vs Australia
Dopo la vicenda dello spionaggio 
del novembre scorso, ritorna la tensione

Bangkok - L’Australia s’è scusata, venerdì scorso, per aver invaso le acque territoriali indonesiane con proprie imbarcazioni impegnate nell’impedire l’accesso ad alcuni migranti illegali senza averne chiesto preventivamente l’autorizzazione. Ma la cosa non fa altro che aggiungere benzina sul fuoco delle relazioni diplomatiche già alquanto compromesse tra le due Nazioni. Bisogna ricordare, infatti, che non più di due mesi fa l’Indonesia ha ancor più marcatamente ristretto le proprie relazioni diplomatiche con l’Australia dopo la crisi scatenatasi a proposito delle intercettazioni effettuate dai servizi segreti australiani ai danni del Presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, sua moglie ed alcuni membri del suo più ristretto novero di collaboratori nel 2009. L’Ufficio del Ministro per l’Immigrazione e per la Protezione dei Confini, di cui è a capo Scott Morrison, ha confermato che un atto di scuse ufficiali da parte del Governo australiano sarebbe stato inoltrato presso l’Ambasciata d’Australia a Jakarta già nella stessa giornata di venerdì. Le Agenzie Stampa ufficiali riportano che anche l’Alto Comando Navale d’Australia ha già presentato scuse ufficiali alla propria controparte indonesiana, mentre il Ministro per gli Affari Esteri ha tentato –senza successo- di contattare la propria controparte, ora il Ministro per gli Esteri è impegnato in attività ufficiali all’estero. Ma la frittata è fatta.

sabato 1 febbraio 2014

Filippine e un male antico chiamato corruzione (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 22/01/2014.

La ricerca
Filippine e un male antico chiamato corruzione
Gli industriali chiedono da tre anni l’introduzione 
di vere riforme nella lotta all’illegalità

Bangkok - Benigno Aquino III, nella campagna politica del 2010 che lo portò a raggiungere il soglio della Presidenza nelle Filippine, aveva posto la lotta alla corruzione come fattore tra i fondamentali del suo mandato. Oggi, a metà e qualcosa in più del suo mandato della durata di sei anni, giunge il tempo dei bilanci e delle valutazioni. E –dati alla mano- nella Nazione la percezione della corruzione permane sempre allo stesso livello.

venerdì 24 gennaio 2014

Allah vietato alle minoranze (un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 09/01/2014.

Malaysia, Cristiani e Islamici
Allah vietato alle minoranze
Il tema è nelle mani dell’Alta Corte di Giustizia 
per decidere sulla sua costituzionalità
Vi è calma in Malaysia. Ma si tratta solo di calma apparente, gli osservatori di cose malesi sanno bene che il fronte religioso nazionale è tutt’altro che chiarito nei suoi contorni. Certo, non vi sono manifestazioni di protesta o atti vandalici meritevoli di essere menzionati nei pressi delle chiese cattoliche, almeno così è stato nell’ultimo fine settimana trascorso ma è altrettanto vero che le animosità tra le varie componenti religiose in Malaysia sono molto probabilmente tutt’altro che sedate.
In verità, un po’ tutti in Malaysia – e non solo gli osservatori dell’andamento della società civile – sono ormai ardentemente desiderosi di un quadro normativo che chiarisca le vicende relative al diritto di espressione religiosa e di credo, tutte tematiche si trascinano da anni e con incerti destini. La gran parte dei cittadini malesi di estrazione islamica affermano che si tratti di tematiche di acquisizione abbastanza recente nella Penisola Malese, come il divieto per i non-islamici di usare la parola “Allah”, fatto ritenuto recentissimo. Ma che recentissimo è solo in apparenza, a dire il vero, in quanto si tratta di un atto giuridico che retrodata al 2 dicembre 1981. Accadde con la pubblicazione di Al-kitab, la Bibbia stampata in Malaysia in Bahasa e che fu bandita basandosi sul fatto che la Bibbia in lingua malese era “pregiudizievole per gli interessi nazionali e la sicurezza della Federazione” così che fu deciso che la pubblicazione in quella forma e lingua era “bandita sull’intero territorio nazionale della Malaysia”. Negli anni successivi s’è assistito sia a misure applicative blande della legge mentre in altri momenti vi sono state restrizioni aggiuntive. In generale –in ambito governativo – si è concesso alla componente cristiana di avere qualche incertezza andando a verificare però – volta per volta – come i cristiani stessi applicassero certe parole arabe, per evitare di mandare in confusione poi gli stessi islamici mischiando il linguaggio corrente usato sia dagli islamici sia dalla stessa società malese nella sua interezza.

giovedì 23 gennaio 2014

Cambogia. La classe operaia in protesta (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 08/01/2014.


Cambogia
La classe operaia in protesta
Mano dura dell’Esercito: 4 morti e 22 feriti, 
l’intero settore dell’abbigliamento in rivolta.

Dopo diverse settimane di proteste, il 4 gennaio scorso in Cambogia la Polizia ha aperto il fuoco sulla folla composta dagli operai del settore abbigliamento e tessuti. Almeno quattro di essi sono rimasti uccisi colpiti da arma da fuoco ed almeno altri 22 sono feriti a seguito dell’azione di repressione da parte dell’Esercito nella Capitale Phnom Penh, nel terzo e peggiore dei giorni di scontri che sono seguiti a settimane d’azione di protesta contro il Governo. Altri scontri si sono verificati in altri Distretti nei dintorni della Capitale, dove si raggruppano le maggiori presenze di complessi industrialie  fabbriche, una stazione di polizia è stata data per incendiata dai manifestanti. Il settore dell’abbigliamento, in Cambogia, coinvolge il lavoro di almeno 500mila persone ed assomma un controvalore di fatturato intorno ai cinque miliardi di dollari USA. La scorsa settimana il Ministero del Lavoro ha fissato ufficialmente a 95 Dollari USA il salario mensile medio, ben lontano da quanto chiesto dai Sindacati, i quali avevano richiesto 160 Dollari USA. Subito dopo s’è avviata la lunga serie di scioperi.

sabato 4 gennaio 2014

Il difficile 2014 della Thailandia (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 3/01/2014.

Nubi all’orizzonte
Il difficile 2014 della Thailandia
Pesa l’incertezza politica, telefonia mobile, 
mercato auto e sistema bancario di fatto fermi

Bangkok - Il 2014 si presenta con tutti i crismi della sfida più aperta in ambito economico per una Thailandia ancora una volta dilaniata al proprio interno da scissioni sociali prima ancora che politiche e nel quadro di una più ampia crisi globale che ben difficilmente si risolverà nel breve termine.

Questo è ciò che caratterizza fin dai suoi primordi quello che è stato battezzato L’Anno del Cavallo. Già tutte le agenzie governative e ministeriali preposte al settore hanno attivato i propri Centri Studi per delineare le linee d’azione in materia macroeconomica ma soprattutto per individuare i punti di forza e di debolezza dello scenario thailandese. Il Dipartimento della Promozione del Commercio Internazionale ed il Centro di Analisi Economica e degli Affari hanno sottolineato l’ampia incertezza del quadro economico nazionale dovuta al conflitto politico e sociale in atto, inclusa la possibilità di un governo ad interim di non breve durata, oltre alla estrema volatilità dei tassi di cambio delle monete ed una attuale contrazione del lavoro in molti comparti industriali. Vi è da considerare inoltre l’innalzamento dei costi di produzione, dell’energia in generale e dell’elettricità in particolare, dei trasporti così come dell’intero comparto manufatturiero e delle esportazioni. Vi è da calcolare, inoltre, il rischio di disastri naturali, una realtà sempre dietro l’angolo in queste lande, il che potrebbe rivelarsi un’arma doppia dove causerebbe sia l’aumento dei prezzi sia un taglio della produzione più in generale ed allo stesso tempo.

venerdì 3 gennaio 2014

Occidente, Asia e i cittadini (Un articolo di Francesco Tortora)..

Un articolo di Francesco Tortora in data 31/12/2013.

Cittadini e politica 2013
Occidente, Asia e i cittadini
Istanze popolari e istituzioni non sempre coincidono, 
spesso drammaticamente

In Asia sono in atto varie realtà politiche, spesso in sommovimento e con contorni non sempre decifrabili in modo chiaro e nitido. La crisi di rappresentatività politica è un tratto dominante in diverse Nazioni, il cui vissuto –in tale ambito- è parecchio sommerso mentre in altre realtà politiche e sociali vi è una calma apparente; però, in verità, non si tratta di omologazione ma molto più semplicemente di realtà complesse e che non vengono adeguatamente “raccontate” nei media occidentali, soprattutto italiani, oppure altrettanto semplicemente si tratta di tessuti sociali e politici tenuti insieme nella coltre esterna intessuta dai media ma che – al contrario – covano ben altri fermenti ed energie al proprio interno. Da quest’ultimo punto di vista, è un po’ quello che è accaduto nel Myanmar, la ex Birmania, per un decennio e mezzo sotto scacco della dittatura militare ma che oggi mostra quanta ricchezza propositiva era nascosta e quanto futuro abbia davanti la Democrazia che s’era fino all’altro ieri privata della presenza sulla scena pubblica di Aung San Suu Kyi. E così, si assiste tutti noi alla vicenda bella dell’ex Birmania, oggi in fase di apertura al Mondo, Paese elogiato dagli USA di Barak Obama e tra poco Presidente di turno 2014 dell’ASEAN. Fondamentalmente, l’opposizione ha diritto di esistere, risultato conseguito proprio con la liberazione del Premio Nobel per la Pace 1991, Aung San Suu Kyi.

giovedì 2 gennaio 2014

Cina, dialogo e business (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 31/12/2013.

Cittadini e politica 2013
Cina, dialogo e business
La rilevanza di questi fattori nelle relazioni tra Italia e Cina

Nell’ambito delle questioni politiche l’Asia è un caleidoscopio pieno di molte sfaccettature, tra strutture ideologiche arcaiche e scorporate dalle istanze popolari, come accade nella Corea del Nord, fino a fermenti che coinvolgono vaste fasce della popolazione nazionale, come accade in Thailandia ,dove spesso una parte politica scende in piazza in protesta per tentare di spostare le forze in campo a proprio favore, sebbene –di fatto – si tratti più spesso di lotta di classe prima ancora che di lotta politica e la società thailandese, nello scenario politico, appare esattamente divisa a metà.

mercoledì 1 gennaio 2014

Asia, Crisi e le alternative (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 30/12/2013.

Pensare economia
Asia, Crisi e le alternative
Soluzioni sempre più a Est? 
Intervista al Presidente della Camera di Commercio Italo-Orientale

Che l’Asia sia il Continente di riferimento, in questo momento nel quale la Crisi Globale attanaglia il Pianeta, ormai è cosa nota anche ai non addetti ai lavori. Ma per chi ha interessi specifici e rilevanti nell’economia, nella finanza e soprattutto nel commercio, non trova risposte nitide e precise, in particolar modo in Italia, così ci si organizza un po’ alla spicciolata, individualmente, dirigendosi come novelli Marco Polo in terre orientali, sperimentando volta per volta il raggio d’azione potenziale. In realtà, in vista della costituzione di una vera e propria Unione degli Stati del Sud Est Asia entro il 2015, verificando la attuale relativa frenata dello sviluppo cinese, la ripresa apparente del Giappone, la stasi della Corea del Sud, le difficoltà nelle quali è incappata l’Indonesia, l’ascesa di mercati relativamente “nuovi” sulla scena internazionale, come accade con Vietnam ma più recentemente con Myanmar e Laos si ha un quadro complessivo alquanto frastagliato e complesso da decifrare.

martedì 31 dicembre 2013

Capitale-Sviluppo: Che fare? (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 30/12/2013.

Asia 2013-2014
Capitale-Sviluppo: Che fare?
Il modello di produzione asiatico è l’unico futuro possibile?

Un mostro si aggira per l’Europa: il Debito Sovrano. Parafrasando Karl Marx, l’Unione Europea - e prima ancora del Vecchio Continente già lo aveva fatto l’America del Nord - si è infilata in un vero e proprio tunnel quale quello della reificazione del “Pareggio di Bilancio”. Un tunnel oscuro nel quale si perdono le dimensioni della questione, al punto di ritenere “naturale” inserirlo nei preamboli e nei corpi stessi delle Carte Costituzionali degli Stati (come accaduto anche in Italia) mentre tale decisione “naturale” non  lo è affatto.

domenica 29 dicembre 2013

Per fare l’albero ci vuole… (Un articolo di Francesco Tortora).

Un articolo di Francesco Tortora in data 27/12/2013.

Cambogia 
Per fare l’albero ci vuole… 
Eccessiva deforestazione sospetta, 
due giornalisti che indagavano su questo caso trovati morti. 

Bangkok - Il Sud Est Asia e buona parte dell’Estremo Oriente, sono la cartina al tornasole dello stato dello sviluppo mondiale e soprattutto circa lo stato delle cose relative a nuove vie di crescita e prosperità sia in termini di ricadute sociali sia in termini di rispetto dell’Ambiente. La continua e progressiva erosione delle risorse naturali a favore della reificazione dei processi ancor oggi intesi nel senso dello sviluppo capitalistico, conducono ad una spoliazione continua non solo delle fonti di energia primaria ma anche di risorse naturali che ormai l’Uomo fatica sempre più a riportare in equilibrio. Da questo punto di vista, non è solo il 'colosso' Cina a lasciare un segno negativo, in tal senso, sebbene la vastità delle sue dimensioni geografiche, degli interessi economici sia interni sia in sede internazionale possano gettare una specie di 'effetto ombra' su quello che accade in chiave minore un po’ ovunque nel Mondo. Basti vedere quello che accade ogni volta che si verifica il livello dei rispetti del Protocollo di Kyoto, al quale USA, e in vari momenti Russia e Cina, hanno sempre opposto un parere divergente, poiché allo stato attuale nessuno –soprattutto tra i Grandi- vorrebbe sottostare a regimi restrittivi dei propri standard di crescita e sviluppo. 

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