Ovunque andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo (Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).

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venerdì 31 marzo 2017

Thailandia: febbre della lotteria - gli abitanti dei villaggi che si affollano intorno a un tronco d'albero magico per ricevere i numeri della lotteria-

La febbre della lotteria si è diffusa in Nakhon Phanom, nel nord est della Thailandia, dopo che un tronco d'albero con proprietà "magiche" è venuto alla luce.
Secondo quanto riportato da 77Jowo il tronco d'albero, chiamato Ton Takhian" in thailandese, si crede sia abitato da uno spirito Se si è gentili con lui questi darà i numeri della lotteria, farà diventare ricchi e non si avranno più preoccupazioni.
Pare che ci siano ampie prove del potere del tronco lungo cinque metri, tre persone hanno già vinto 100.000 baht in premi.
Così tutti si sono convinti e le persone stanno arrivando da tutta la provincia al sito del tronco a Ban Phon Ngam, quartiere Na Sai.

martedì 28 marzo 2017

Spiriti e fantasmi.

Secondo gli specialisti la Thailandia è casa di diversi tipi di fantasni e spiriti. Molti fantasmi sono di persone morte infelici che si destano con alcuni propositi, come la vendetta, altri sono solamente mostruosi sia nei loro modi che in apparenza. Uno dei piu’ folcloristi e uno che e’ meglio non incontrare nelle notti buie e’ il phi krasue, una donna che e’ solo testa con gli intestini che pendono da dove il collo e’ normalmente attaccato alla testa. Essa, un phi krasue e’ sempre femmina, si aggira intorno ai cimiteri e cerca i corpi dei morti e umani escrementi per cibarsene o le meno fortunate persone viventi. E’ probabilmente il piu’ famoso di tutti i fantasmi tai.

venerdì 27 gennaio 2017

Thailandia: venerare Brahma e altre divinità induiste.

In Thailandia, secondo la costituzionedel Paese, non vi è alcuna religione di stato ufficiale , ma la legge thailandese garantisce la libertà religiosa di tutti i cittadini thailandesi, anche se il re è tenuto per legge a essere di religione buddista Theravada. Inoltre va messo subito in chiaro che la stragrande maggioranza dei thai sono buddhisti e gli insegnamenti di Buddha governano le loro vite.
L’inflenza che ancora oggi esercita l’induismo sulla vita dei thai arriva da un lontano passato. Bramini provenienti dall’India si recarono nel sud-est asiatico a introdurre credenze induiste 2.000 anni fa, queste furono successivamente adottate dal popolo Khmer. I Khmer introdussero queste credenze in tutto il loro impero, che comprendeva gran parte della Thailandia moderna, nel IX secolo.
L’induismo vedico gioco’ un ruolo forte nel primo regno thailandese, proprio come aveva fatto in Cambogia, ed esercitò influenza nella creazione di leggi e ordine per la società Thai così come la religione thai. Certi riti praticati nella Thailandia moderna, sia da monaci che da specialisti di rituali induisti sono esplicitamente identificati come induisti di origine ed è facilmente visibile che essi derivano da pratiche indù.
Anche se alcuni moderni studiosi thailandesi suggeriscono che sono buddiste, reliquie di influenze indù  portate dai Khmer sono visibili ancora oggi in Thailandia.

lunedì 23 gennaio 2017

Credenze buddiste e animiste sugli animali in Thailandia.

I buddisti tailandesi vedono gli umani e gli animali come esseri strettamente correlati, in entrambi ci puo’ essere la natura del  Buddha e la possibilità di diventare perfettamente illuminati. Nel pensiero buddhista gli animali sono sempre stati considerati come esseri senzienti. Secondo la scuola Mahayana essi possiedono la natura del Budda e quindi il potenziale per l'illuminazione. Inoltre, la la dottrina delle rinascite ritiene che qualsiasi essere umano potrebbe rinascere come animale e qualsiasi animale potrebbe rinascere come un essere umano. Quindi lo spirito che alberga in un animale puo’ essere quello un parente morto e rinato, e guardiando abbastanza lontano nella lunga serie di vite si potrebbe arrivare a credere che ogni animale deriva da un lontano parente.
È a causa di questa filosofia che i buddisti sono incoraggiati ad amare tutti gli esseri viventi e non dovrebbe limitare il loro amore al solo genere umano. un ideale che è a stretto contatto con il karma.
Gli animali hanno bisogno della nostra simpatia. Ogni essere vivente deve contribuire agli ecosistemi di tutto il mondo, e aiutare a mantenere un equilibrio della natura. Se è giusto che gli esseri umani non siano privati dei  loro diritto di vivere non è giusto che gli animali lo siano.

sabato 21 gennaio 2017

Fiori e piante di buon auspicio e no in Thailandia

reikiland.info
La Thailandia ha molte credenze su alberi, piante e fiori. Alcuni tipi di piante si crede portino sfortuna se crescono in giardino o nell’area della casa, altre portano fortuna.
Alcune di queste credenze si sono evolute da una similarità nel suono di una parola o da un doppio significato. Molti templi buddhisti hanno frangipani che crescono nell’area del tempio. Queste piante hanno bellissimi fiori bianchi. Nonostante questo non dovrebbero mai essere coltivate in casa a causa del loro nome thai, Lathom, il cui suono è simile a rathom che significa “cuore infranto”.
La Caryota mitis-Palmae è un tipo di palma che porta grappoli di frutti simili a frutti di bosco ma con parti di velenose, chiamata in thai tau rang. L'albero può essere trovato nei giardini di case europee come un albero ornamentale.I thailandesi non lo crescono per la ragione che la seconda sillaba nome è simile nel suono a un'altra parola che significa deserto o abbandonato, anche il veleno della sua frutta e anche la sua natura non economica ha a che fare con il tabù.
Lo stesso vale per un tipo di felce locale chiamata prong, questa parola è simile a plong che significa “disporre per” e questa selce è usata per decorare le bare.
Champi e champa sono due alberi appartenenti alla stessa ategoria. La prima, il cui nome in latino è Michelia longifolta suggerisce la parola pracham pi o “annuale” e si crede che se cresciuta in casa porterà ogni anno malattie alla famiglia. La seconda il cui nome, in latino, è Magnolia champaca fa si che si perdano tutti i propri soldi.

lunedì 19 settembre 2011

Fantasmi thailandesi.

Giant Thai Ghost Caught On Mobile Phone.
Vero o no? Comunque in Thailandia coi fantasmi non si scherza!

Esistono i fantasmi in Thailandia? Penso che a questa semplice domanda molti avranno gia' il sorrisino sulle labbra, eppure e' strano qua tutti ci credono dall'autista di Bangkok su su fino alle persone piu' importanti della classe imprenditoriale, della politica, della religione nessuno ci vuole scherzare. Quindi che crediate o siate scettici non potrete negare che il paranormale ha profondi effetti sulla societa' thai e sulla vita di ogni giorno in questo paese. Di fantasmi in Thailandia ce ne sono in abbondanza, non tutti sono pericolosi o spaventosi ce ne sono anche di gentili e buoni, come prima cosa proviamo a farne la conoscenza.


- Preta o Peta in pali e' il nome per un tipo di creatura soprannaturale descritta nei testi del buddhismo, dell'induismo, del sikhismo e del jainismo e' l'unico fantasma riconosciuto da ben quattro religioni, questa creatura  viene sottoposta piu' degli umani alle sofferenze, particolarmente a un grado estremo di fame e di sete. Essi sono normalmente identificati con termini che in italiano si potrebbe tradurre con "fantasmi affamati", definizione che corrisponde alle fonti cinesi, indiane e del buddhismo mahayana.

Si pensa che i preta siano state persone gelose o golose nella vita precedente, come risultato del loro karma essi sono afflitti da un insaziabile appetito per una particolare sostanza od oggetto. Tradizionalmente questo e' qualcosa di ripugnante od umiliante come il corpo umano o le feci tuttavia in storie piu' recenti puo' essere qualsiasi cosa che sia bizzarra.

La parola preta e' sanscrita deriva da pra-ita, letteralmente "uno che e' uscito" e originariamente si riferiva a uno qualsiasi degli spiritio dei deceduti solo piu' tardi il termine venne limitato a un fantasma infelice o malevolente e come tale fu preso dal buddhismo per descrivere uno dei sei possibili stati di rinascita. I preta sono invisibili all'occhio umano ma alcuni credono che possono essere scorti da esseri umani che si trovano in un particolare stato mentale. Essi sono descritti simili agli umani ma con pelle mummificata, labbra strette, pancia enorme, distesa e lunga e un lungo piccolo collo. Apparenza che e' evidentemente una metafora della loro situazione mentale: il fatto che abbiano un grande appetito e' rappresentato dal loro gigantesco stomaco, e la piccola e limitata abilita' di soddisfare questo appetito e' simbolizzata dal lungo collo e dalla piccola bocca. Essi sono normalmente rappresentati a leccare acqua versata nei templi o accompagnati da demoni che rappresentano la loro personale agonia. Alternativamente sono mostrati in palle di fumo o di fuoco Abitano nei rifiuti e nei luoghi deserti della terra e in vari altri luoghi in base al loro passato karma. Alcuni di loro potrebbero mangiare un poco ma non riescono na trovare cibo e acqua, altri avrebbero a disposizione cibo e acqua ma non riescono a deglutirlo. Altri trovano che il cibo si trasforma in fuoco mentre lo stanno masticando. Altri ancora se vedono qualcosa di commestibile o di bevibile lo desiderano ma il cibo sparisce e l'acqua evapora davanti ai loro occhi. Comunqiue sia il risultato e' uno solo, essi hanno sempre fame.

In aggiunta i preta hanno sempre smodato freddo e caldo, essi sentono che anche la luna li brucia in estate e il sole li gela in inverno. La sofferenza dei preta ricorda quella degli abitanti del Naraka e le due specie di creature sono facilmente confondibili. La piu' semplice distinzione e' che le creature nel Naraka sono confinate nel loro mondo sotterraneo mentre i preta sono liberi di muoversi in quanto vivono, anche secondo la cosmologia buddhista, in uno dei reami terrestri, nel Pretaloka o Petaloka.
I preta sono visti come qualcosa di appena poco piu' che fastidioso per i mortali a meno che la loro brama non sia verso qualche cosa di vitale come il sangue. Tuttavia in alcune tradizioni i preta tentano di impedire ad altri di soddisfare i loro desideri per mezzo di magia, illusioni o inganni. Essi possono anche modificare la loro invisibilita' o la loro faccia per spaventare i mortali. Generalmente comunque i preta sono visti come creature di cui avere pieta', cosi' in alcuni monasteri buddhisti i monaci fanno loro offerte di cibo, monete e fiori prima dei loro pasti.
E' solo della fine di marzo di quest'anno che un villaggio, il numero 9, nella provincia di Phetchaburi e' stata infesto dai preta, cio' ha causato la morte di tre persone nella stessa settimana. Secondo i thai di questo villaggio i preta sarebbero alti come piante di cocco e succhierebbero il sangue delle persone portandoli alla morte, essi credono che ogni persona che compie in vita il peccato di offendere il padre o la madre torna indietro in questa forma.  Le tre morti sono successe in pochi giorni e i parenti dicono che nessuna delle tre persone soffriva di malattie ma anzi erano tutte in buona salute.
Spaventato da queste misteriose morti un abitante del villaggio e' andato a parlare con il locale medium che ha detto che le morti erano senz'altro state causate da un preta, aggiungendo che questo fantasma non si sarebbe fermato fino a che non avesse ucciso nove persone.
Di conseguenza il capo del villaggio ha celebrato una cerimonia buddhista per pacificare il fantasma e le persone del villaggio hanno cercato di ottenere meriti offrendo cibo e abiti nuovi ai monaci nella speranza che il preta risparmi i loro parenti.
- Phi Am un fantasma che siede sul petto o sul fegato delle persone che dormono, causando dolori e malattie e' relativamente inoffensivo ma puo' diventare pericoloso.

- Phi Braed un fantasma gigantesco, maschio o femmina, con una bocca succhiante, a ventosa, in Thailandia si dice che diventano tali le persone che uccidono i genitori.

- Phi Chamob un fantasma che si aggira nella giungla, vicino ai luoghi dove e' morta una donna. Non reca nessuna offesa.

- Phi Duat Leut (aka Phi Kang Kaw) e' un fantasma che ricorda il vampiro occidentale nel senso che succhia il sangue delle sue vittime.

- Phi Ha (aka Phi Tong Kom) e' il fantasma di una donna che e' morta in stato interessante. Questo fantasma e' considerato molto pericoloso e violento. in "Description of the Kingdom of Siam" di Jeremias van Vliet viene descritto il rituale per seppellire una donna morta in stato interessante con la pancia rivolta verso l'alto, nel libro egli scrive: "la popolazione che e' molto superstiziosa, crede che queste donne tornino dopo morte trasformate in orribili mostri o demoni, che difendono non solo il posto dove sono state seppellite ma l'intera casa contro la sfortuna". Jeremias van Vliet fu a capo della Compagnia delle Indie Olandesi dal 1629 al 1634 e vice della delegazione olandese in Ayutthaya dal 1633 al 1636. Si dice anche che sotto le porte e sotto le mura di Ayutthaya fossero seppellite donne in stato interessante in modo che i loro fantasmi potessero aiutare a difendere la citta'.

- Phi Hai (aka Phi Tay Hong) questi fantasmi abitano luoghi o zone in cui qualcuno è morto di una morte violenta o innaturali. Sono alla perpetua ricerca di persone da possedere, e' un fantasma amorale che si arrabbia facilmente e sfrutta allora ogni possibilita' possibile per impadronirsi della sua vittima. Normalmente se sono fatte opportune offerte possono essere indotti a lasciare il corpo di posseduti, un esorcista puo' farli uscire. Comunque quando incantesimi e acqua lustrale si rivelano insufficienti puo' essere utilizzata una frusta per fare uscire il fantasma dal suo ospite..

- Phi Ka questi fantasmi abitano nelle donne e se non opportunamente trattati, offrendo loro uova crude, possono diffondersi andando ad abitare in nuovi corpi, senza che la persona posseduta se ne accorga. Puo' essere violento e attaccare le persone, e' abbastanza simile al Phi Pob.

- Phi Khamod (aka Phi Kaserg) un fantasma che induce in errore i viaggiatori e prende la forma di una stella rossa.

- Phi Ki e' un fantasma abbastanza particolare che vive negli escrementi ma non e' pericoloso. Agisce sopratutto al mattino cosi' se vi svegliate con il bisogno di andare al gabinetto, dopo aver fatto i vostri bisogni chiedete loro di andare via tranquillamente, prestate attenzione se sentite vampate di calore, significano che il fantasma comincia ad agire, comportatevi come detto e se ne andra' insieme a tutta la cattiva sfortuna (penso sia meglio specificarlo: esiste davvero la tradizione e la credenza, non e' uno scherzo).

- Phi Krahang appare nelle sembianze di un uomo ma con piume e coda come un uccello, che utilizza per volare. Si dice si nutra di sporcizia e di notte e' circondato da un'aura di luce. Si dice sia un fantasma poco piacevole e spaventoso.

- Phi Kra-sue probabilmente il fantasma più temuto in Thailandia il Kra-sue prende le forme di una bellissima donna che tenta di affascinare le sue prede. Si veste spesso con lunghi abiti per nascondere il fatto che non ha la parte inferiore del corpo ma solo una massa di organi interni e l'intestino attaccati alla testa. E' un fantasma maligno e molto pericoloso Si dice che le persone trasformate in Kra-sue da vive abbiamo mangiato qualcosa, che sebbene delizioso, non era cotto abbastanza e cosi' divoro' il loro corpo.   

- Phi Krasy (aka Phi Sing) questo fantasma vive nel corpo di una strega e lascia il corpo quando questa dorme, fuggendo attraverso la sua bocca. Ha il colore del fuoco, la testa delle dimensioni di una pallina da tennis e di colore rosso e una coda bluastra lunga mezzo metro. Esce dal corpo della strega, attraverso la bocca, per cibarsi durante la notte gli piace la sporcizia e generalmente non reca danno agli esseri umani tuttavia quando ne consuma le viscere puo' causarne la morte. Le streghe che sono possedute da questo fantasma hanno un'apparenza addormentata durante il giorno, i loro occhi non hanno alcuna vivacita' e hanno timore di guardare nella faccia qualcuno. Se si guardano in uno specchio questi non riflette nessuna immagine. Prima che la strega posseduta da un Phi Krasay possa morire deve trovare qualcuno che ospiti il fantasma consumando un po' del loro sputo.

- Phi Lok un fantasma vagante che caccia in varie localita' terrorizzando e mettendo in fuga le persone, questo per il fatto che possono essere visti e sentiti.

- Phi Nang Ta-kean il fantasma di una donna giovane e bella che vive nell'albero Hopea,  come risultato a molti thailandesi non piace avere un albero Hopea che cresce nel loro giardino.

- Phi Nang Thani un fantasma femminile  che vive sugli alberi di banane e appare nelle notti di luna piena. E' considerato un fantasma buono che offre banane come cibo e, occasionalmente, può riempire le ciotole delle elemosine dei monaci itineranti. Simile a Phi Nang Ta-kean e per le stesse ragioni i thailandesi stanno lontani, se possono, da questo tipo di alberi se li considerano infestati.

- Phi Pa un fantasma della foresta. I cacciatori normalmente gli lasciano pezzetti degli animali uccisi in modo da placarli e rendere loro omaggio.

- Phi Pawb il fantasma di qualcuno che è morto violentemente e che siede sulle spalle della loro vittima facendo si che questa sembri pendere da un lato

- Phi Phrai e' il fantasma sfortunato di una donna che è morta durante il parto. Come che questo non fosse abbastanza il suo corpo è stato usato in una cerimonia per estrarre una pozione phi hong. Questa pozione si dice che fornisca la capacità magica di guidare gli uomini selvaggi e di attrarli alla donna che gestisce il miscuglio. La pozione è ottenuta da uno stregone con oli essenziali estratti dal cadavere mettendo una candela accesa sotto il mento delle persone defunte.

- Phi Poang Ka un fantasma che si manifesta nella forma di una scimmia nera cui piace succhiare l'alluce delle persone che si addormentano nella giungla. Si dice che dato che la scimmia vive in zone salate la zona leccata rimane salata.

- Phi Pob un fantasma malizioso e molto pericoloso che si manifesta come una bellissima donna. Phi Pob fluttua nell'aria dato che non ha gambe o parte inferiore del corpo. la parte inferiore appare come organi interni e intestino sospesi a un viso amabile, quindi occorre prestare bene attenzione a donne bellissime vestite con abiti lunghi. Un fantasma subdolo che infesta le vittime e mangia le loro viscere prima di lasciarne il corpo. In pubblico se infestati da Phi Pob la vittima fingerà di essere malata, ma quando ne ha la possibilità ruba carne cruda di cui si ciba durante la notte. Questo tipo di fantasma e' probabilmente il piu' temuto fra tutti quelli che esistono in Thailandia. Si ciba di corpi di persone morte e di escrementi umani, in certi casi di persone meno fortunate.

- Phi Tai Ha il fantasma di una donna che e' morta di malaria. Questo fantasma diffonde anche la malattia.

- Phi Tai Tong Glom è un fantasma maligno. Il Phi Tai Tong Glom è il fantasma di una donna morta dando alla luce il suo bambino che tuttavia nasce morto. Questo raddoppia la forza maligna di questo fantasma ed è sicuramente da evitare. Questo fantasma è in realtà una variante di Phi Tai Hong ed è a volte indicato come Phi Tai Hong Tong Glom.

- Phi Tuk Khun e' la forza vitale di una persona vivente che deve lasciare il corpo fisico ed essere mandata in viaggio astrale una volta settimanale. Se questo non accade la persona subira' gravi danni.

I fantasmi sono presi seriamente in Thailandia e questa credenza e' cosi' ben radicata che le case vicino ai cimiteri hanno un prezzo molto minore rispetto al mercato normale.

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mercoledì 15 giugno 2011

Gli amuleti.

Le tavolette votive, le antenate degli amuleti, nacquero come un ricordo della vista a luoghi santi. Ma a poco a poco nel corso di anni e secol;i cambiarono la loro funzione in ogetti con l’abilita’ di proteggere. Se si’ incuriositi da questi iffetti dopo che si e’ visitato il Grand Palace si puo’ recare al mercato degli amuleti che si trova proprio li vicino, nelle strade attorno a Wat Maha That. Qui vengono venditi vari tipi di amuleti che sono essenzialmente tavolette votive a cui sono attribuiti speciali poteri. Se comunque oggi non si ha tempo, non importa, lo stesso tipo di mercato si trova vicino a tutti i principali templi in Bangkok. Che in Thailandia ci sia una vera e propria moda per gli amuleti lo dimostra il fatto che ci sono sul mercato una mezza dozzina di riviste dedicate ai collezionisti, libri specializzati e un sito di e-commerce che sembra faccia buoni affari. La collezione degli amuleti e’ diventato un mercato significativo con pezzi singoli che passano di mano a piu’ di un milione di baht.
Raro e’ vedere un thai senza amuleto. Conosciuti in thailandese come phra khruang gli amuleti consistono di figure rappresentanti episodi o attitudini dalla vita del Buddha, o le principali divinita’ induiste, o l’immagine di un santo monaco e si crede portino amore, fortuna, potere e ricchezza a chi li indossa, questo dipende dal fatto che si crede contengano l’energia vitale del monaco che li ha santificati. Sono considerati cosi’ sacri che i thai non parlano di comprarli e venderli ma di affittarli o usarli, chao phra.
Fu durante il regno di re Mongkut che inizio’ il culto delle tavolette tavolette votive uno dei motivi fu la moda nata in quel periodo di collezionare antichita’, che fiori’ a corte e divenne oggetto di incessante domanda. Antichi siti vennero illegalmente spogliati. All’inizio le ravolette votive in terracotta erano tenute in scarsa considerazione. Erano oggetti derivati dalla tradizione indiana e venivano indossate come protezione contro i molti pericoli incontrati nei pellegrinaggi. Ma gradualmente la loro provenienza e il diffondersi della credemza che i monaci che li avevano creati potevano trasferire in essi alcuni dei loro poteri li resero sempre piu’ desiderabili.
Agli inizi del XX secolo il culto si era definitivamente stabilito. Oggi molti buddhisti ne indossano uno o piu’ di uno. Perderli rappresenta un vero e proprio disastro. Perche’ gli amuleti non perdano il loro potere occorre ci sono poche regole da tenere a mente. Una delle piu’ importanti e’ che non deve essere posto in un luogo dove possa essere sovrastato dagli organi sessuali di una donna o da in indumento che e’ stato a contatto con essi, come pantaloni e mutandine. Permettere questo produce inaspettate conseguenze negative sul proprietario dell’amuleto. Per la stessa ragione in Thailandia nessuna donna scavalchera’ mai il corpo di un uomo sdraiato, non importa quale sia la circostanza. Che l’uomo indossi o no amuleti non fa fatto, questo gesto riduce automaticamente i poteri di un uomo.
Un uomo puo’ indossare molti amuleti appesi a una catena, a volte anche una dozzina. In questo caso egli puo’ essere un nakieng, ganster, che e’ esposto a una vita violenta o vuol semplicemente dire che chi li porta si sente sfortunato, o che da’ una sensazione di sicurezza averli intorno al collo.
Si possono anche vedere amuleti danzare dallo specchietto retrovisore delle macchine e di molti altri veicoli per avere protezione contro incidenti. Alcuni conducenti li pongono anche davanti al posto di guida insieme con statue inn miniatura di Buddha e foto di rispettati monaci. Alcune di queste disposizioni possono esere abbastanza elaborate.
A un osservatore non thai puo’ sembrare che un certo amuleto appaia sgraziato, lavorato male, un oggetto meno che comune. Tuttavia due qualita’ restano nascoste: la persona che lo ha fatto e la sua composizione. Molti amuleti sono fatti di argilla ma l’impasto e’ spesso molto complesso, in quanto questa puo’ essere mescolata con un certo numerio di ingredienti inusuali che contribuiscono a dargli potere come certi semi, erbe, fiori secchi e la cenere di testi sacri bruciati. Inoltre se la composizione e’ stata fatta da un rispettato monaco anziano l’amuleto beneficia del suo potere.
Con rari amuleti che hanno un prezzo di piu’ di 27,000 baht le contraffazioni abbondano, ma anche questo non discoraggia. Riproduzioni di famosi, costosi amuleti sono comuni ma basta che essi siano santificati da un monaco e continuano a portare protezione al proprietario, almeno finche’ questi rispetta i precetti buddhisti.

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mercoledì 11 maggio 2011

Tatuaggi.

Un tatuaggio e’ un marchio o disegno permanente fatta sul corpo tramite l’introduzione di pigmenti resa possibile da rotture della pelle. Il termine e’ applicato, anche se non del tutto esattamente, dall’induzione di marchi tramite cicatrizzazione. La tecnica dei tatuaggi e’ stata praticata, da lungo tempo, in molte parti del mondo ad esempio tatuaggi sono stati trovati su mummie egiziane e nubiane che datano dal 2000 a.C. il motivo decorativo e’ forse il piu’ comune, tuttavia i disegni possono anche servire a identificare il rango, lo stato o l’appartenenza a un’organizzazione. Alcuni pensano che abbiano poteri magici e siano una protezione contro le malattie e la sfortuna. La parola viene da Thaiti e fu registrata da James Cook (1728-1779; inglese, marinaio e esploratore) in una spedizione del 1769. Il primo tatuaggio elettrico fu fatto negli USA nel 1891.
A un certo punto di un viaggio in Thailandia ci si puo’ accorgere che alcune persone indossano tatuaggi. Sono stati iscritti sulla loro pelle dai seguaci del rukkhadeva o da un monaco famoso per le sue conoscenze magiche, questi tatuaggi vengono normalmente fatti durante un rito di passaggio, cioe' quando un uomo ha circa 16 anni, cosi’ puo’ ricordare il dolore che ha sentito. Potete chiedere su questo, probabilmente la sua schiena si alzera’ mostrando il suo orgoglio.
I tatuaggi hanno una lunga tradizione nell'esercito thailandese dove i soldati credono che i tatuaggi siano protettivi ed abbiano un potere cosi' grande che il giusto tatuaggio fatto dal giusto maestro possa fermare le pallottole. non sono solo i disegni buddhisti che sono importanti ma anche le preghiere che accompagnano l'esecuzione del tatuaggio. Queste preghiere sono cantante daqi monaci mentre il tatuatore tiene l'ago dritto con una mano e con l'altra lo fa' andare su e giu', due o tre volte al secondo. i tatuaggi eseguiti a mano sono dolorosi ma lo scambio e' equo se si pensa che rendono invincibili.  
Altra tecnica richiede che l'ago penetri la pelle, dopo di che viene versato l'inchiostro nella ferita e i monaci recitando una preghiera impregnano il tutto di potere spirituale. 
La maggior parte dei tatuaggi thai rappresentano figure buddhiste o templi. Spesso l'immagine non e' del tutto riconoscibile ma lo scritto thai riporta preghiere. Altre volte rappresenta il Buddha, Bodhisattva, il fior di loto e altri simboli buddhisti. Si dice che questi tatuaggi attraggano la fortuna, la ricchezza e le benedizionio del Buddha. Oltre a questi disegni che si riferisco al buddhismo altri disegni si riferiscono all'induismo e ne rappresentano dei e divinita'. Le funzioni di questi tatuaggi continua ad essere simile a quella dei primi ma le figure rappresentate sono oltre alle divinita' principali Hanuman il dio scimmia, il cane del paradiso, la dea della ricchezza, ecc... Tutte potenti creature di fronte alle quali gli spiriti dei demoni si ritirano.
Invero ci sono centinai di disegni tradizionali thai utilizzati per i tatuaggi, molti rappresentano animali fra cui primeggia la tigre. Farsi tatuare una tigre e' prenderne lo spirito che controllera' il resto della vita. Angelina Jolie si sottomise a questo classico trattamento nel 2004, il tatuaggio fu eseguito dal maestro Ajarn Noo Kanphai. Altri animali spesso rappresentati sono il dragone, la fenice, il leone, il leopardo, il serpente, ecc... Sono tutti animali che richiamano santita' o fortuna ma che non servono a niente nel senso degli incantesimi, essi sono qualcosa di incompleto, almeno fino a che non vengono completati aggiungendo loro mantra e yantra, operazione che deve essere eseguita da un monaco che salmodia le sutra.
Anche nel caso dei tatuaggi rientra in gioco la distinzione fra testa e piedi, intesa la prima come parte piu' sacra del corpo e i secondi come la piu' infima. Piu' il tatuaggio e' vicino alla testa, dove si pensa che risieda l'anima piu' sara' grande il potere del tatuaggio e viceversa.
Ben distinti da questi tatuaggi di cui sto' parlando sono i tatuaggi moderni quelli esiguiti con macchinette elettroniche, questi tatuaggi vengono consideratti dai thai puramente estetici e chi li porta non acquista nessun potere, nessuna protezione, nessuna benedizione.
Le persone di citta’ che pensano di essere piu’ pulite ed educate preferiscono generalmente gli amuleti ai tatuaggi permanenti. Il governo thai non impiega al suo servizio uomini che ne hanno troppi ed evidenti. Chi li porta e’ qualche volta considerato di una classe piu’ bassa o con un’educazione zotica. Ovviamente si e' trovato il modo di aggirare il divieto del governo e l'idea che il tatuaggio sia qualcosa di poco buono, si eseguono quindi tatuaggi con olio di sesamo o addirittura senza pigmenti di nessun tipo. Il tatuatore esegue le stesse operazioni, i disegni e i mantra sono gli stessi il risultato e' quindi un tatuaggio invisibile, con nessuna delle stigma che porta il tatuaggio visibile, ma con lo stesso potere magico di protezione che rimane intatto.  

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martedì 10 maggio 2011

Case degli spiriti.



L’animismo e’ profondamente nel cuore dei thailandesi e senza creare conflitti col buddhismo. Il tradizionale sistema di credenze si sviluppa attraverso una gerarchia di spiriti o phi. Gli spiriti si dividono in due categorie quelli benevolenti e quelli pericolosi. I buoni sono spiriti celesti conosciuti agli inizi come phi fa e che piu’ tardi vennero conosciuti come thep. Essi derivano dalle divinita’ minori indiane chiamate devada o deva, dal sanscito “divino”. Spesso tradotti inaccuratamente come angeli in italiano, come in Krung Thep, la Citta’ degli Angeli. Questi deva derivano in effetti dalla religione vedica dell’India e il termine indica uno dei molti divini poteri, rozzamente divisi in cielo, aria e terra. Durante il periodo vedico gli dei erano divisi in due classi i deva e gli asura. I deva col tempo divennero piu’ potenti e gli asura cominciarono a essere considerati come demoni. Nel sistema monoteistico che emerse nel tardo periodo vedico i deva erano subordinati a una divinita’ suprema.
Di piu’ immediata importanza per la vita quotidiana sono tuttavia gli spiriti dei territori, che sono spiriti naturali che sono identificati con un elemento fisico come le acque, le montagne, le grotte e le foreste. Essi non sono spiriti del luogo ma anche maestri, jao, della loro particolare area di ambiente naturale.
I turisti che arrivano in Thailandia per la prima volta possono essere sorpresi delle piccole case in miniatura estremamente elaborate tanto da farle assomigliare a templi che si possono vedere praticamente nel giardino o nell'area di ogni casa, ufficio o edificio publico. Questi piccoli edifici sono chiamati "case degli spiriti" o "Phra Phum Chaoti" in thai. Sono normalmente sollevate su una colonna e sono destinate ad essere casa dello spirito che abita il particolare lotto di terra su cui sorge la casa.
Tutti i thai, indifferentemente, credono che ogni casa o edificio deve avere una casa degli spiriti. Quasi ovunque in Thailandia si notano quindi questi piccoli altari, simili anche a cappelle buddhiste in miniatura, appoggiate su una colonna. Altre volte la casa dello spirito ricorda una casa degli uccelli ma altre volte sono creazioni piu’ sofisticate con sfere e tetti a punta, brillantemente decorate in rosso o giallo o con altri colori. Fatte in legno o cemento esse devono avere qualche relazione con la casa costruita vicino. Una piccola casa di legno, la piu’ semplice possibile, si trovera’ vicino alla casa in legno di un contadino, e il grattacielo della sede centrale di una banca avra’ vicino un piccolo, ornato e decorato edificio. Lo stile e’ aperto a interpretazioni ma dipende dalla bellezza della casa della famiglia, una villa con una misera casa degli spiriti fara’ in modo che lo spirito continui a rifugiarsi in casa. Figurine propiziatorie sono poste vicino alla piccola casa. A poco a poco la casa dello spirito diventera’ sempre piu’ popolata, piccoli elefanti e cavalli, qualche ragazza che damza. Una figura particolare e’ Jawet una divinita’ che ha in mano una spada, un libro e una frusta. Il libro contiene il reseconto delle buone e cattive azioni commesse dagli umani che abitano la casa.
Alberghi di lusso nelle citta’ avranno come casa degli spiriti un fantastico santuario, davanti a cui vengono fatte grosse offerte. La Bangkok Bank, ad esempio, ha due santuari nella sua precedente sede centrale. Questo dipese dal fatto che l’edificio della banca aveva ospitato la polizia segreta giapponese dirante la seconda guerra mondiale e si crede che le vitime degli interrogatori e delle torture siano seppelliti sotto la proprieta’. Il santuario supplementare fu costruito per proteggere i banchieri e i clienti della banca. Tutto questo e’ fatto con lo scopo di rendere lo spirito felice della sua casa altrimenti potrebbe spostarsi in quella vicino.
Queste case si trovano ovunque escluso nei wat, i templi buddhisti. Ma vicino alle mura dei wat potrete trovare vecchie case degli spiriti, sono quelle scartate in favore di nuove, piu’ lussuose case degli spiriti.
Le san phra bhumi, questo e' un altro loro nome sono trattate come veri e propri santuari.
La casa per lo spirito viene costruita subito dopo aver completato la casa, per questo esiste un motivo, la casa dello spirito non e' infatti posizionata a caso, deve trovarsi in un luogo in cui non cada l'ombra della casa e viceversa, cioe' l'ombra della casa dello spirito non deve toccare la casa, se si e' in grado di eseguire questo calcolo la casa dello spirito puo' anche essere costruita contemporaneamente alla casa. Dato che non sono relate al buddhismo queste case non sono benedetti da monaci buddhisti, essi possono venire per benedire la casa o il posto di lavoro ma occuparsi della casa degli spiriti e’ compito dei preti brahmini, Sara’ qundi compito di questi preti occuparsi della posizione esatta dove porre il vostro santuario e delle cerimonie per invitare lo spirito a risiedervi felicemente. Essi scegliranno un giorno propizio calcolato da un astronomo. La cerimonia di inaugurazione dovra’ svolgersi prima delle 11:00 del mattino, dopo lo spirito tornera’ in paradiso. Come detto la casa degli spiriti non deve essere all’ombra della casa principale e il suo colore dovra’ essere determinato dal giorno della settimana in cui e’ nato il padrone di casa.
Inoltre per sistemare la casa occorrera' consultare un astrologo, questo puo’ servire anche da suoervisore che si assicura che ogni aspetto venga osservato.
La parola phum in thai significa letteralmente terra cosi' phra phu, significa "spirito guardiano che protegge la terra".
La leggenda di Phra Phum Chaothi risale a tempi antichissimi e molto probabilmente e' antecente al tempo del Buddha. Essa narra di un re chiamato Tossaraj e della sua regina Santatuk, il regno di questo re era chiamato Palee. La coppia aveva nove figli che quando crebbero si dimostrarono particolarmente dotati, il re li mando' cosi' a governare vari luoghi:
Phra Chaimongkol fu mandato a governare la case, le residenze, gli edifici.
Phra Nakornkaj fu mandato a governare i ponti, le fortezze, le scale.
Phra Thepen fu mandato a governare i recinti per gli animali.
Phra Chaisop fu mandato a governare i negozi, i capannoni per il riso e luoghi simili.
A Phra Khontan tocco' regnare sulle promesse e sulle cerimonie di matrimonio e sulle case delle giovani coppie.
Phra Thammahora fu il sovrano delle montagne, delle foreste, delle risaie e delle fattorie.
A Phra Waiyatat toccarono i templi e i luoghi di culto.
A Phra Thammamikkaraj furono affidati il grano e i cereali, i parchi e i giardini.
Infine Phra Tasthara fu mandato a governare sulle paludi, i canali, i ruscelli e gli stagni.
Piu' tardi quando venne il periodo di Lord Buddha egli mostro' tutta la sua maesta' agli spiriti guardiani che si arresero a lui. Qui la storia racconta che il Buddha chiese agli spiriti guardiani l'intera terra che poteva attraversare con tre passi, su questa terra avrebbe diffuso il suo insegnamento. Gli spiriti guardiani acconsentirono ma quando il Buddha stese le sue gambe gli furono sufficienti solo due passi per attraversare l'intera terra che apparteneva agli spiriti guardiani. Come conseguenza di quanto avevano promessop gli spiriti consegnarono al Buddha tutta la terra e si ritirarono a vivere fuori di questa.
Da quel momento gli spiriti si trovarono in difficolta' dato che nessuno faceva loro offerte, dovettero quindi chiedere al Buddha di poter tornare a vivere sulla terra, questi preso da simpatia acconsenti' e diede loro anche una benedizione dicendo che chiunque voleva celebrare cerimonie di auspicio che riguardavano la terra: costruzione di una nuova casa, posa della colonna principale, costruzione delle fondazioni e simili doveva per prima cosa venerare e fare offerte agli spiriti guardiani per ottenere felicita' e prosperita'. Cosi' da quel lontano periodo la pratica e' arrivata fino ad oggi.
E’ da questo periodo che hanno continuato adf esserci nove spiriti guardiani di territorio. Questi, come visto sono: il protettore delle case, il protettore dei ponti e delle sclinate, il protettore della camera degli sposi, il protettore degli animali, il protettore dei magazzini e dei luoghi di conservazione delle scorte, il protettore dei campi e delle risaie, il protettore dei frutteti e dei giardini, il protettore delle terrazze, il protettore dei templi e dei luogi religiosi. Questi spiriti devono essere invocati in occasione di nascite, matrimoni, morti o costruzione di case, per tradizione, sono eretti santuari temporanei. La costruzione di una casa porta pero’ alla costruzione di un altare permanente perche’ c’e’ sempre il rischio che lo spirito guardiano del terreno , il phra phum, non accetti la continua presenza del proprietario e della sua famiglia, erigendo un edificio e andando asd abitare in esso essi stanno in fin dei conti usurpando lo spirito, di cosa puo’ succedere allora la storia dell’Erawan Hotel e’ esemplare. Il nome completo delllo spirito guardiano, che piu’ che un nome e’ un titolo, e’ phra phum jao thi, dove jao thi significa maestro del luogo.
Questi spiriti devono essere propiziati in modo che non si offendano degli uomini che devono condividere il loro ambiente. In cambio di questo gli spiriti aiutano, se necessario ad assicurare il successo alla famiglia o alla comunita’.
Offerte quotidiane di un po’ di riso sono fatte allo spirito, in certi giorni particolari, definiti santi dalla religione buddhista, allo spirito puo’ essere offerta anche una bibita, bastoncini di incenso e candele, sacro e profano si mescolano come in tutte le cose in Thailandia, e una volta all’anno, normalmente per il Capodanno thailandese. Songkran, in aprile, lo spirito si vedra’ presentata una bella testa di maiale o una gallina e del whisky. Le offerte di cibo e bevande dovranno poi essere consumate dagli ordinari mortali dopo che gli spiriti ne hanno assorbito la loro essenza. Formiche possono salire lungo la colonna e uccelli possono fermare il loro volo e scendere per approprirsi di un poco di cibo. Nessuno li scaccia. Chi d’altra parte ci assicura che spiriti non abitino anche queste creature.
Per quanto riguarda i villaggi, colonie di bungalow, e gruppi di case recintati ci puo’ essere una casa degli spiriti centrale, in qualche luogo sollevato e posta in un’area recintata, che chiunque puo’ onorare. Lo spirito guardiano della terra in questo caso e’ chiamato phra phum ban. Ogni anno in una speciale cerimonia la comunita’ gli offre cibo e altri doni. Questa tradizione sopravvive oggi in qualche parte ma in passato era presa molto seriamente.
Tutto questo ha una lunga tradizione che risale ai periodi di Sukhothai e Ayutthaya.
Ai cristiani interessera’ sapere che in Ayutthaya c’e’ una casa degli spiriti dedicata ai santi Pietro e Paolo, che data dal XVI secolo e che fu costruita dai portoghesi, una scuola cattolica in Bangkapi ne ha una dedicata alla Vergine Maria, queste comunque possono essere considerate santuari per santi piuttosto che case degli spiriti.

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mercoledì 4 maggio 2011

Animismo.

Dal momento che ognuno deve trovare il modo per porre fine alla serie delle rinascite, nessuna via viene negata per ottenere questo, largamente accettate sono quindi credenze animistiche e la credenza negli spiriti. Il buddhismo in Thailandia si confonde ogni minuto con l’animismo. I thai credono che, oltre a quelle visibili, ci sono molti altri tipi di inusuali creature, invisibili, che condividono il nostro mondo e, forse, anche altri mondi. Essi pensano che vivano in sassi, piante, pozzi, laghi e in ogni altra figura naturale che puo’ venire alla mente. Questa credenza e’ antica e si riscontra in tutto il mondo, risale all’inizio della famiglia umana ed e’ tipica degli inizi di qualsiasi civilta’. Queste credenze sono quindi identificate con le societa’ su piccola scala, primitive, anche se si ritrovano nelle maggiori religioni al mondo.
Esse furono per primi completamente investigati da Edward Burnett Taylor, (1832-1917), inglese, spesso considerato il fondatore dell’antropologia moderna, nel libro Primitive Culture, 1871. L’animismo, in accordo col Taylor, consiste nell’attribuire vita cosciente a oggetti, fenomeni o pratiche naturali che eventualmente danno origine alla nozione di un’anima, l’animsmo e‘ quindi la credenza che oggetti inanimati sono imbevuti di potere numismatico o sono il luogo di abitazione di divinita’ o spiriti.
I thai credono che gli alberi siano abitati da spririti o che gli alberi abbiano un’anima. Le persone a volte credono che parlare alle piante di casa le faccia crescere piu’ forti. Questo tipo animismo e’ cosi’ legato con le credemnze buddhiste che i turisti possono essere facilmente scusati se immaginano che le due sono la stessa cosa. Non lo sono.
Ci sono stati in Thailandia diversi casi di alberi che dovevano essere abbattuti, magari per fare passare una linea elettrica o per la costruzione di una nuova strada. Abbatterli era cio’ che pensava l’autorita’ centrale ma non era nel cuore o nel pensiero della gente che pensava che in quelle piante abitasse uno spirito benevolente, che magari in molti casi aveva dato i numeri giusti della lotteria. Queste persone regolarmente si sono organizzare e insieme alla protesta hanno addobbato le piante con pezze di stoffa color zafferano, e infilato accanto a loro bastoncini di incenso e statue di Buddha e posto case degli spiriti alla base,
Abbattere un albero nella moderna Thailandia e’ oggi molto piu’ complesso di quello che puo’ essere in Italia questo perche’ si pensa che angeli, ninfe e altri spiriti lo abitino.
Una deviazione della linea elettrica o della strada portava a maggiori spese? Bene, le persone si sarebbero fatte carico di quel maggior costo, cosi’ gli spiriti potevano continuare ad abitare tranquilli in quelle piante e ad aiutare la popolazione.
Durante i moti popolari che portarono all’emanazione della legge che impedisce il taglio di piante per legname in tutta la Thailandia monaci e laici si unirono insieme e i primi cominciarono a ordinare alberi nell’ordine dei monaci, vestendoli con gli abiti appropriati. Proteggendoli cosi’ dalle gangs delle seghe a nastro.
Gli spiriti che abitano negli alberi possono essere portatori di fortuna, gentili, cattivi o pericolosi. Quando un albero e’ tagliato lo spirito muove in un’altro albero o rimane dentro ai tronchi o alle assi.
Molti alberi della foresta contengono uno spirito femminile chiamato Nang Mai, generalmente considerato benevolente, Nang Mai occupa anche il principale posto nelle case thai e la fortuna dei proprietari dipende dal compiacerla.
Forse il piu’ inusuale santuario si trova nell’area del Bangkok Hilton Hotel , su una sponda del canale Saen Saeb. E’ dedicato alla dea Chao Mae Tubtin. Offerte le vengono fatte in forma di falli e il santuario e’ pieno di numerosi esempi di diverso colore e dimensioni.
In alcune parti della Thailandia si crede che uomini e donne vengano posseduti da spiriti o thep o deva, mitiche creature celesti.
La prova piu' evidente di queste credenze animistiche si ritrova non solo all'esterno delle case, ma vicino a tutti gli edifici publici, a grosse societa', banche, organizzazioni che operano a livello mondiale: le case degli spiriti. In casi come quelli accennati la casa dello spirito puo' diventare un vero e proprio tempietto in cui entrano diverse persone. Il motivo, che trattero' diffusamente in seguito, e' che si crede che la costruzione di un nuovo edificio possa fare arrabbiare lo spirito della terra, che se non dovutamente ingraziatto con la costruzione di una piccola dimora anche per lui puo' entrare in casa e combinare guai. Non solo questo spirito va reso contento giorno dopo giorno e cosi' gli si fanno offerte di cibo, bevande, sigarette, whisky, bastoncini di incenso, candele, oggetti. 

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martedì 22 febbraio 2011

La risaia

L'atmosfera serena che si respira nelle risaie e’ ingannevole: essa non mostra affatto l’enorme cura e l’enorme lavoro che queste colture richiedono dall’inizio dell’anno. La risaia dove si coltiva il riso e’ per definizione una particella di terra allagata, cio’ anche se oggi il riso si puo’ coltivare in campi secchi. La definizione e’ rimasta dato che per venti secoli la risaia allagata e’ stata la forma prevalente per coltivare il riso. Risaie di questo tipo si trovano non solo in Thailandia, ma nell’est, nel sud e in altre zone del sudest asiatico. Si trovano anche in Italia, nel Piemonte, nella pianura Padana. Risaie si possono trovare adiacenti ad aree rurali, vicino a fiumi e paludi ma spesso sono costruite anche sui crinali delle colline, anche se con molto piu’ lavoro ed uso di materiali. Esse richiedono una gran quantita’ d’acqua per l’irrigazione e alluvioni possono provvedere l’acqua necessaria per la crescita del prodotto. L’acqua e’ quindi un ambiente favorevole per le varieta’ di riso coltivate e oltre a questo scoraggia la crescita di molte varieta’ di erbe infestanti.
Sei sono le operazioni che coinvolgono le risaie, al fine di ottenere il riso:
La preparazione del suolo, arando la terra intrisa d’acqua, il contadino e il suo bufalo favoriscono la redistribuzione degli elementi nutritivi contenuti nel suolo, la risaia viene poi passata al rullo in modo da creare nel fango un letto abbastanza sodo per raccogliere le pianticelle.
Il trapianto, una volta che la risaia e’ stata abbondantemente inondata e convenientemente preparata si procede al trapianto in file delle pianticelle in precedenza fatte crescere su monticelli di terra. La consistenza del letto di fango, abbastanza morbida, favorisce il rapido radicamento delle pianticelle.
La maturazione, grazie va uno scrupoloso controllo del livello d’acqua nella risaia le piante si sviluppano e le spighe si formano e si gonfiano sotto l’azione dei raggi solari. E’ questa la fase che richiede minor lavoro, benche’ occorra di continuo diserbare e sorvegliare la condizione delle piccole dighe che delimitano le risaie.
Il raccolto. Per non perdere il frutto di una stagione di fatiche minacciate dai guasti che potrebbero causare gli animali e il maltempo, il raccolto viene fatto nel minor tempo possibile. Le spighe di riso vengono tagliate con la falce e a mano a mano raccolte nel mietitore per essere quindi ammucchiate in bighe prima di sottoporle alla battitura.
La battitura, una volta raccolte le spighe vengono raccolte su un’apposita struttura che permette di separare il chicco dalla pula. Dopo la setacciatura, che elimina le ultime impurita’, i chicchi vengono stesi sul terreno perche’ si secchino prima di essere immagazzinati.
Le risaie sono anche il rifugio di numerose specie animali, fra cui primeggia il bufalo d’acqua. Quest’animale si vede frequentamente nelle campagne thailandesi, tanto che ne e’ diventata l’immagine piu’ conosciuta. Sebbene la lavorazione meccanica delle risaie sia oggi possibile i contadini thailandesi preferiscono il bufalo d’acqua come animale da tiro. La sua utilita’ si rivela comunque sotto molti altri aspetti: fornisce carne e latte, con la pelle si confezionano indumenti e il suo sterco viene raccolto e essiccato e utilizzato come concime, combustibile, detersivo.
Non utile come questo sono i ratti e i topi che si cibano dei chicchi caduti dalle spighe oltreche’ di insetti che sono vere e proprie calamita’. Essi a volte devastano i depositi in cui il riso viene immagazzinato.
Fra la fauna acquatica sono da ricordare carpe e pesci gatto che sono volontariamene immessi nelle risaie dato che eliminano le piante marciscenti, le alghe e le larve di insetti. Nella lotta agli insetti sono utilissime anche le rane. Che consentono di evitare il ricorso a pesticidi nefasti per l’equilibrio naturale. Fra gli uccelli: il cappuccino dal ventre bianco, il cappuccino a scacchi. Il cappuccino dalla testa bianca, tutti questi tipi di uccelli, essendo ghiottissimi di riso, sono un vero flagello per le risaie; airone bianco maggiore e airone cenerino sono attirati dalla ricca fauna acquatica delle risaie, di cui come tutti i tipi di ardeidi si cibano; l’anatra caruncolata che anche se vive ai bordi delle paludi spesso si avventura nelle risaie.
Le risaie, a causa delle grandi quantita’ di gas metano che generano, hanno un effetto negativo sul’ambiente. La produzione mondiale di gas metano dovuta ai campi di riso e’ stata stimata nell’ordine di 5-10 tonnellate annue. Questa generazione di gas in cosi’ grande quantita’ ha riflessi sull’effetto serra che e’ uno delle principali cause del riscaldamento globale. Studi recenti hanno tuttavia dimostrato che il gas ,metano puo’ essere notevolmente ridotto incentivando la resa delle colture, drenando le risaie e permettendo cosi’ di respirare al terreno in modo che interrompa la produzione di metano.
Alimento base dei thailandesi e fonte di cospicui introiti, il riso e’ simbolo di una civilta’ millenaria; una cultura che mal si presta alla meccanizzazione e che ha subito poche evoluzioni nel corso dei secoli. A essa sono ancora collegati numerosi riti e mediante sapienti calcoli si tenta di prevedere l’abbondanza delle piogge e l’entita’ dei raccolti.
La Thailandia ha una forte tradizione per quanto riguarda la produzione di riso. E’ il primo paese al mondo per quanto riguarda le esportazioni e il quinto per quanto riguarda la quantita’ di superficie investita nella coltivazione, inoltre ha in programma di aumentare ulterioramente la quantita’ di terre destinate a questa produzione, cio’ anche se ha gia’ 9.2 milioni di ettari di zone risicole. La qualita’ di riso prodotto in Thailandia e’ quello jasmine (gelsomino), che’ una delle migliori qualita’ di riso ma che ha un tasso di rendimento significativamente inferiore rispetto ad altri tipi, cio’ viene comunque ben presto recuperato dato che il suo prezzo e’ quasi il doppio rispetto a quello di altri risi sul mercato mondiale. Il riso e’ per la Thailandia un prodotto facilmente esportabile dato che e’ consumato non solo da popolazioni dell’Asia ma anche in Europa, America e Africa. Il riso e’ ampiamente venduto anche in Italia e con le ricette di cucina riguardanti questo prodotto si potrebbe scrivere un grosso libro. Per i thai pero’ il riso e’ molto di piu’ di un piatto da mangiare qualche volta, e’ il loro “pane quotidiano”, da tempi immemorabili. Ci sono infatti prove che nella zona che e’ oggi la Thailandia questo prodotto veniva coltivato fin dall’antichita’, recentemente sono stati ritrovati resti del periodo Dvaravati, VI secolo dopo Cristo, ricoperti con riso glutinoso. I thailandesi sono stati cresciuti a riso per secoli, ma prima del XIX secolo esso era usato principalmente per il consumo domestico, poiche’ il riso era considerato un bene di sussistenza in caso di guerra ne era proibita l’esportazione, eccetto che in anni di raccolti veramente eccezionali e anche in questi casi il permesso di esportazione doveva essere contenuto in un decreto reale. Ancora nel regno di Rama III, nella prima meta’ del XIX secolo, troviamo decreti contro l’esportazione di riso. Dal canto loro nel primo periodo di Rattanakosin o Bangkok, le potenze occidentali fecero forti sforzi per arrivare a un libero commercio del prodotto, richiedendo al governo thailandese di abolire il monopolio e di permerne la libera importazione ed esportazione. Cio’ accadde solo nel 1885, sotto il regno di re Mongkut, che firmo’ il trattato Bowring con la Gran Bretagna, ben presto, comunque, arrivarono le altre nazioni. Fu il riso qindi a trasformare l’economia thailandese da economia di mera sussistenza a mercato economico. Le esportazioni portarono naturalmente ad altri sviluppi: l’espansione delle aree di coltivazione fu incoraggiata attraverso esenzioni dalle tasse durante i primi anni di coltivazione, si svilupparono nuove forme di irrigazione e trasporto, si comincio’ a promuovere le migliori qualita’ attraverso fiere e feste, la prima fiera nazionale del riso si svolse nel 1907. Alla prima grande fiera mondiale del riso, tenutasi in Canada, nel 1933 il riso thailandese si fece conoscere da tutto il mondo per la prima volta, dei venti premi che venivano dati se ne aggiudico’ quattro ma tra i piu’ importanti: il primo, il secondo, il terzo e l’ottavo. Nel 1953 il governo istitui’ un ufficio responsabile per lo sviluppo del riso i suoi ruoli erano: ricercare nuove e buone qualita’ di riso, raccomandare ai consumatori di provarle, tener conto delle loro preferenze, altro obbiettivo era aumentare la produzione per soddisfare la domanda crescente.
Per i thailandesi comunque tutto questo non basta, abituati a mettere assieme sacro e profano, e’ difficile per loro guadare al solo aspetto tecnico ed economico del riso. Essi offrono omaggi alla Dea del Riso e il riso e’ sempre trattato con rispetto e maneggiato con cura ed e’ loro costume celebrare cerimonie in ogni fase della produzione: dall’aratura, alla semina, al raccolto, all’immagazzinamento. La cerimonia piu’ importante e’ pero’ quella che avviene nel periodo del raccolto ma anche importante e’ il rito di supplica per la pioggia, in cui si prega il Dio della Pioggia di mandare acqua per le piantagioni. Inoltre Sua Maesta’ il Re ha fatto rivivere l’antica cerimonia dell’aratura che opportunamente rivisitata simbolizza la base culturale legata al riso della cultura thailandese. Il giorno in cui avviene questa cerimonia e’ considerato Giorno Nazionale degli Agricoltori e i migliori agricoltori dell’anno ricevono premi da Sua Maesta’ in persona.
Gruppi di volontari o cooperative di lavoro sono una pratica tradizionale. Membri della stessa famiglia, parenti, vicini e ogni persona che vive nello stesso villaggio si raggruppano insieme e insieme vanno di campo in campo aiutandosi l’un l’altro. 


 

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