Ovunque
andiate... che i vostri piedi non inciampino, che le vostre braccia non
si indeboliscano e che le vostre parole siano veritiere. Allora le
vostre speranze saranno esaudite e le vostre iniziative avranno successo
(Fabio, da una Preghiera tribale del nord Thailandia).
I residenti di un villaggio nel distretto Phanom di Surat Thani credono di
aver trovato un'impronta di Buddha conservato in calcare su un monte.
Sathaporn Saripat, capo del villaggio Moo 1 a Tambon Klong Sok, ha detto
che l'impronta è stata notata recentemente mentre stava conducendo un'indagine
sugli spartiacque delle foreste come parte di un piano per lo sviluppo del
turismo comunitario.
Ha detto che l'impressione lasciata nella pietra morbida vicino a una
scogliera sulla montagna di Khao Phru Ching assomiglia ad un'impronta umana
troppo grande. È lunga 25,4-30,48 cm., largo 10-12 cm. e profonda 7,5 cm. circa
La febbre della lotteria
si è diffusa in Nakhon Phanom, nel nord est della Thailandia, dopo che un
tronco d'albero con proprietà "magiche" è venuto alla luce.
Secondo quanto riportato
da 77Jowo il tronco d'albero, chiamato Ton Takhian" in thailandese, si
crede sia abitato da uno spirito Se si è gentili con lui questi darà i numeri
della lotteria, farà diventare ricchi e non si avranno più preoccupazioni.
Pare che ci siano
ampie prove del potere del tronco lungo cinque metri, tre persone hanno già
vinto 100.000 baht in premi.
Così tutti si sono
convinti e le persone stanno arrivando da tutta la provincia al sito del tronco
a Ban Phon Ngam, quartiere Na Sai.
Il governo
militare di Thailandia sta lavorando su una legge per contribuire a regolare il
buddismo, dicono i funzionari, dando alla giunta di gran lunga più potere sulla
religione, che finora ha eluso il suo controllo.
Il disegno di
legge proposto, che non è stata reso pubblico, sembrerebbe ridurre in modo
significativo l'esempio del Consiglio Supremo della Sangha, l’organo di governo
del buddismo in Thailandia.
Una fonte
all'interno del governo che non ha voluto essere nominata ha detto che il
disegno di legge avrebbe istituito un nuovo comitato che dovrebbe impostare i
criteri per “sostenere e proteggere il buddismo,” anche se non avrà influenza
sulle pratiche religiose.
BANGKOK – Il Dipartimento investigazioni speciali
di Thailandia ha posto fine a tre
settimane di assedio del tempio Wat Dhammakaya per cercare l’abate onorario
Phra Dhammachayo, un monaco anziano ricercato per sospetta frode, vanificando una
ricerca tantoo declamata ordinata dal primo ministro Gen. Prayuth Chan-Ocha.
Il 16 febbraio il Primo Ministro Gen. Prayuth
Chan-Ocha ha invocato i poteri speciali di cui all'articolo 44 della
Costituzione provvisoria per la chiusura delle parco di 405 ettari di Wat
Dhammakaya alla periferia di Bangkok.
Da allora migliaia di agenti di polizia del DSI e
4000 soldati hanno posto l'assedio al tempio, nel tentativo di arrestare il 72enne
monaco Phra Dhammachayo, che si credeva essere all'interno.
Da molti mesi non passa quasi giorno senza che il
Bangkok Post e il The Nation lo mettano in prima pagina, gli altri quotidiani
si adeguano e seguono la scia tracciata dai due leader principali, le
televisioni dedicano alla vicenda un
sacco di spazio e sono più unici che rari i thailandesi che quando si
pronunciano parole come Dhammakaya e Dhammajayo non sanno di cosa si tratta ma
tali parole rimangono per lo più un enigma per la maggior parte dei farang,
quelli che hanno sentito del tempio
difficilmente sanno spiegarne qualcosa, tranne che esso è spesso associato a
polemiche. In pochi sanno cosa rende esattamente questo tempio così controverso.
Wat Phra Dhammakaya, è un colossale tempio di405 ettari in Thailandia, è un tempio buddista o wat
che si trova nel distretto di Khlong Luang, in provincia di Pathum Thani, a
nord di Bangkok. Il tempio dedica il 5% dei terreni della sua zona ad attività
religiose con il restante 95% è utilizzato per la Fondazione.
Sabato 12/02/1917 si è svolta presso
il Tempio del Buddha di Smeraldo la sacra cerimonia di nomina del nuovo Patriarca
Supremo Somdet Phra Ariyawongsakhatayan, l'abate di Wat Ratchabophit Sathitmahasimaram,
a 20° Patriarca Supremo dell’ Era Rattanakosin, cioè dal 1782.
Il Patriarca Supremo o Sangharaja è il capo
dell'ordine dei monaci buddisti in Thailandia, il capo di un organo, Councilio Supremo
della Sangha, che governa 300.000 monaci buddisti nel Paese. Il suo titolo
completo è Somdet Phra Saṅgharāja Sakalamahāsaṅghapariṇāyaka 'il Supremo
Patriarca, il capo di tutti i membri del Sangha'. La parola Sangharaja deriva
dal Pali, è composta da Sangha e raja, Sangha significa comunità religiosa e
raja sovrano, re, o principe. Il titolo è dato in molti paesi di buddismo Theravada
per indicare un monaco anziano che è il capo titolare di una fraternità
monastica (Nikaya), o del Sangha in tutto il Paese.
Il Patriarca Supremo ha l'autorità legale per
sorvegliare tutte le confraternite di Thailandia la Theravada, la Maha Nikaya e
la Dhammayuttika Nikaya, così come la piccola minoranza di buddismo Mahayana nel
paese.
Il Vice Primo Ministro Wissanu
Kreangam ha detto che l'ordinazione ha seguito lo stesso schema dell'ultima cerimonia
nel 1989, avvenuta presso lo stesso tempio e che la cerimonia è stata simile a
quella tenuta per il predecessore di Somdet Phra Ariyawongsakhatayan quando è
stato nominato monaco superiore del Regno.
I buddisti tailandesi vedono gli umani e gli
animali come esseri strettamente correlati, in entrambi ci puo’ essere la
natura del Buddha e la possibilità di diventare
perfettamente illuminati. Nel pensiero buddhista gli animali sono sempre stati
considerati come esseri senzienti. Secondo la scuola Mahayana essi possiedono
la natura del Budda e quindi il potenziale per l'illuminazione. Inoltre, la la dottrina
delle rinascite ritiene che qualsiasi essere umano potrebbe rinascere come
animale e qualsiasi animale potrebbe rinascere come un essere umano. Quindi lo
spirito che alberga in un animale puo’ essere quello un parente morto e rinato,
e guardiando abbastanza lontano nella lunga serie di vite si potrebbe arrivare
a credere che ogni animale deriva da un lontano parente.
È a causa di questa filosofia che i buddisti
sono incoraggiati ad amare tutti gli esseri viventi e non dovrebbe limitare il
loro amore al solo genere umano. un ideale che è a stretto contatto con il
karma.
Gli animali hanno bisogno della nostra
simpatia. Ogni essere vivente deve contribuire agli ecosistemi di tutto il
mondo, e aiutare a mantenere un equilibrio della natura. Se è giusto che gli
esseri umani non siano privati dei loro diritto
di vivere non è giusto che gli animali lo siano.
Prayudh Payutto, un intellettuale, uno scrittore
prolifico e un noto monaco buddista thailandese, che si è aggiudicato il
prestigioso Premio Unesco per l'Educazione e la Pace.
Egli è universalmente riconosciuto come uno scrittore
intellettuale molto attivo, ed è riconosciuto come uno degli studiosi buddisti
più brillanti della storia buddista thailandese.
Prayudh è nato come quinto figlio di Samran e
Chunkee Arayangkoon il 12 gennaio 1938 nel distretto Si Prachan, provincia di
Suphanburi, Thailandia.
Ha ricevuto la sua prima educazione in Suphanburi.
Durante la sua infanzia, Prayudh è stato colpito un numero incredibile di
malattie, alcune delle quali lo hanno coinvolto in operazioni chirurgiche, il
che continua ancora oggi.
Dhammananda Bhikkhuni è una
monaca buddista tailandese o bhikkhuni che ha ricevuto l'ordinazione completa
in Sri Lanka il che ha fatto di lei la prima donna thailandese a ricevere la
piena ordinazione come suora Theravada nell’ordine monastico Dharmaguptaka.
Oggi, lei è badessa del tempio
Songdhammakalyani, il primo e unico tempio in Thailandia con le suore
completamente ordinate.
La Ven. Bhikkhuni Dhammananda è
nata il 6 ottobre 1944 come Chatsumarn Shatsena.
La madre, Voramai, è stata la
prima donna thailandese ad essere pienamente ordinata bhikkhuni.
Chatsumarn Kabilsingh dice che suo padre, Kokiat,
fu il primo uomo importante thailandese per lei dato che fortemente sosteneva
la rinascita del Bhikkhuni Sangha in Thailandia.
L'abate e' il monaco piu' importante in un wat. E' designato dalla gerarchia buddista provinciale e locale dopo consultazioni con la comunita' dei monaci e dei laici locale. Per poter candidarsi a questa carica un monaco deve essere stato tale per 5 phansa, il periodo di ritiro per la stagione delle piogge. Il principale dovere dell'abate e' governare la comunita' di monaci a cui viene posto a capo.
Una domanda che potrebbe sorgere e' come si svolge una giornata normale di un monaco thai. L'organizzazione della vita all'interno di un wat e' compito dell'abate, il monaco di piu' alto grado, che ha la responsabilita' dell'andamento della vita comunitaria.
Con l'ordinazione un monaco si impegna a rispettare le Patimokkha e a consultare l'Abhisamacara. Le Patimokkha contengono le 227 regole o precetti che un monao e' obligato a seguire piu' le regole per le suore. per le donne e gli uomini laici. Le Patimokkha originano dai voti da seguire dati dal Buddha stesso ai membri consacrati della sua comunità, sangha. Come tali esistono in tutte le correnti buddiste anche se alcune a differenza di altre puo' fare riferimento a una delle tre tradizioni: Theravadin, contiene 227 regole per i monaci e 311 per le suore; Mula-Sarvastivadin 258 regole per i monaci e 366 per le suore e Dharmaguptaka 250 regole per i monaci e 348 per le suore. Le Patimokkha sono contenute nella Suttavibhanga, una divisione delle Vinaya Pitaka.
E' un movimento di riforma all'interno della Sangha thailandese. Fu fondato intorno al 1833 da Mongkut, sovrano della Thailandia (r. 1851-1868). Il movimento, il cui nome significa 'quelli che detengono la legge'. Sostiene un rispetto più rigoroso della Vinaya in contrasto con il tradizionale ordine Mahānikai. Come abate di Bovoranives Wat, che divenne il centro della setta Thammayut, Mongkut adotto' un codice di condotta più rigorosa in base al testo Mon, stabili' norme rigide in materia di coordinamento, di indossare la veste monastica, su entrambe le spalle, invece che una sola, e per le regole durante la consegna degli abiti nella festa del Kathin, respinse il ricorso ai racconti Jataka per l'insegnamento e la predicazione, diede minore significato a testi basati sulla cosmologia tradizionale, soprattutto il Traiphumed, evito' pratiche adottate dal brahmanesimo e dal culto degli spiriti. Si preoccupo' quindi di eliminare il buddhismo dei suoi elementi superstiziosi e sottolineare i suoi aspetti razionali, in modo da renderlo compatibile con la scienza e gli atteggiamenti moderni. Altre differenze i monaci Thammayut hanno solo un pasto al giorno, il Mahanikay ne hanno due, i monaci Thammayut predicano in lingua volgare, mentre i monaci Mahankikay si limitano ai testi memorizzati in Pali.
Il Canone Pali e' di particolare importanza nel Buddhismo Theravada, la forma di Buddhismo seguita in Thailandia, Sri Lanka, Birmania e Cambogia. E' una grande raccolta di scritti conosciuti come Tripitaka, i "tre canestri", le Vinaya Pitaka, che elenca le regole per i monaci e le suore, le Sutta Pitaka che e' una raccolta di insegnamenti su vari soggetti e le Abidhamma Pitaka che e' un sommario delle Sutta Pitaka nella forma di commentari. Il Buddha insegno' per 45 anni cosi' la collezione dei suoi insegnamenti e' imponente.
Poco di questo invero arriva alle persone laiche thai, che hanno scarse conoscenze del Canone Pali, cio' anche perche' e' scritto, appunto, in Pali, un antico,linguaggio indiano.
La Sangha e' il terzo componente della Triplice Gemma, il Buddha e il Dhamma, l'insegnamento del Buddha, essendo i primi due. Con questi la Sangha e' uno dei tre rifugi che i buddhuisti riconoscono all'inizio di una cermonia e quando rendono omaggio a una statua di Buddha.
La Sangha dei monaci fu istituita dal Buddha nel V a.C. per offrire un mezzo di sostenimento a coloro che volevano praticare il Dhamma a tempo pieno, rendendoli liberi dalle necessita' della vita quotidiana. La prima Sangha si formo' nel Parco dei Cervi, vicino a Vanarasi o Benares, quando egli mise in moto cio' che i Buddhisti chiamano la Ruota del Dhamma rilasciando il primo sermone a cinque compagni con cui ricercava l'illuminazione. Insieme a lui essi formarono la prima Sangha, l'assemblea dei monaci o dei compagni del Buddha.
I primi missionari cattolici ad arrivare in Siam furono, quasi sicuramente, anche se non ci sono prove i cappellani delle navi portoghesi che furono mandate ad Ayutthaya nel XVI secolo portando gli ufficiali del Portogallo che dovevano entrare in relazione con la corte siamese, ma nessun manoscritto o documento parla di loro, non c'e' niente a confermare questa ipotesi che tuttavia rimane altamente probabile. Era il 1516.
Un monaco e' immediatamente riconoscibile perche' indossa l'abito. Indossarlo e' cio' che lo rende un monaco. In Italia, come da altre parti si crede che l'abito di un monaco buddhista sia di un solo colore, zafferano, quando poi i si reca in vacanza in un paese come la Thailandia si e' sorpresi nel vedere che i colori possono variare e anche considerevolmente. Il colore dell'abito dei monaci puo' variare da monastero a monastero e anche all'interno dello stesso monastero. Alcuni abiti possono essere marroni rossicci, altri marrone scuro fino al giallo brillante. In effetti non c'e' nessun significato nei colori, se si accettuano i monaci della piu' piccola e ristretta setta Thammayut e per i monaci della foresta che preferiscono colori piu' scuri.
I thai visitano i templi ogni giorno ma lo fanno in modo particolare nei cosidetti giorni wai phra, giorni in cui si rende omaggio al Buddha facendo offerte, in ogni occasione essi portano con loro piccole offerte, rappesentate nella generalita' dei casi da fiori, due candele e tre bastoncini d'incenso. La donazione e' composta da tre differenti oggetti e tre sono i bastoncini d'incenso a rappresentare la Triplice Gemma cioe' il Buddha, il Dhamma o il suo insegnamento e la Sangha o ordine dei monaci.
Ci sono otto simboli che sono considerati di particolare auspicio e di cui, osservando, si puo' trovare la presenza in qualsiasi wat, anche se qualche volta in forma cosi' stilizzata da non essere riconoscibili a occhi non addestrati. Questi simboli fanno anche parte della forma di Buddhismo praticata in Thailandia, nel senso che appartengono alla religione buddhista in generale.
Shiva nella Trimurti e' conosciuto come il dio della distruzione, il dio con 1008 nomi che comprendono Mahadeva (il grande dio), Mahesh, Rudra, Neelkantha e Ishwar, il supremo dio. Egli e' anche chiamato Mahayogi, il grande ascetico che sta a rappresentare la piu' alta forma di austera penitenza e di alta meditazione, che porta alla salvezza. Nella tradizione Shivaita Shiva e' visto come l'essere supremo, nella tradizione Smarta e' visto come una delle prime forme del Dio.
Il nome di Shiva non appare nei Veda, in questi scritti egli si identifica col dio Rudra, il Signore delle canzoni, del sacrificio, del nutrimento, colui che guarisce dalle malattie e porta prosperita'.
Se il colore della pelle di Brahma e' il giallo, quello di Visnu il blu, il colore della pelle di Vishnu e' il bianco ma e' quasi sempre nascosto sotto uno strato di cenere.
Shiva ha cinque faccie come sono le sue funzioni: la creazione, la stabilizzazione, la distruzione, l'oblio, la grazia. Le sue cinque faccie sono associate con la creazione della sacra sillaba Om. Poiche' i compiti di Shiva sono molti egli non puo' essere rappresentato in una sola forma. Per questa ragione le immagini di Shiva variano notevolmente nel loro simbolismo. Le immagini di Shiva ne mostrano la forma fisica e lo presentano come una calma figura meditativa.
I tre occhi di Shiva rappresentano il sole, la luna, il fuoco e con essi puo' vedere tutto il tempo: passato, presente e futuro. Il suo terzo occhio si trova sulla fronte ed e' fonte di conoscenza e saggezza, con esso egli puo' vedere al di la' delle cose. E' con questo terzo occhio che egli riduce in cenere Kuma il dio dell'erotismo, distrugge la quinta testa di Brahma ed e' con quest'occhio che egli compie una delle sue funzioni piu' importanti, distruggere periodicamente l'universo.
Il suo corpo svestito e' coperto di cenere, il fatto che sia nudo rappresenta l'aspetto trascendentale del dio. Egli e' nudo perche' nudi gli esseri vengono al mondo. Egli predilige i boschi, le foreste, le montagne, le grotte, luoghio lontani dai centri abitati dove la nudita' e' naturale. Poiche' tutte le cose sono ridotte in cenere quando bruciano la cenere rappresenta l'universo fisico, queste ceneri sono cio che rimane dell'universo dopo che il dio lo ha distrutto oppure sono le ceneri dei corpi dei morti, le ceneri che restano nella pira funebre, le ceneri cosi' adoprate rappresentano quindi la distruzione del falso, ricordano che nella morte sta la realta' ultima della vita. La cenere sul corpo nudo di Shiva significa che egli e' la fonte dell'intero universo, ma egli trascende i fenomeni fisici e non e' influenzato da essi. Shiva siede nei luoghi di cremazione, il che dice che egli controlla la morte nel mondo fisico. Poiche' morte e vita sono processi ciclici, controllarne uno significa controllare l'altro. Cosi' Shiva e' venerato come la divinita' ultima che controlla vita e morte.
La sua chioma imprigiona il Gange e a volte e' raffigurato con dell'acqua che esce dai suoi capelli e va a formare il corso d'acqua che provenendo dal dio e' considerato sacro, con le acque che hanno il potere di purificare. Il fiume rappresenta anche la prosperita' portata dal dio. Shiva e' il maestro dello yoga, e i riccioli arruffati sulla sua testa esprimono l'integrazione di energie fisiche, mentali e spirituali nello yoga. I capelli arruffati indicano anche che Shiva e' il signore del vento, che vive nel respiro e quindi e' presente in tutti gli esseri viventi.
Rudra e' un'altro nome di Shiva per questo indossa una collana chiamata Rudraksha, Rudra significa "rigoroso o senza compromessi", aksha significa "occhio". La collana Rudraksha indossata dal dio indica che egli usa le sue leggi cosmiche fermamente, senza compromessi, per mantenere legge e ordine nell'universo. La collana e composta da 108 grani che simbolizzano gli elementi usati nella creazione del mondo. Egli indossa una coppia di orecchini scompagnati che simbolizzano il suo essere Ardhanarishvara, meta' uomo e meta' donna. Un orecchino e' un Kundala, indossato dagli uomini, l'altro e' un Tatanka, indossato dalle donne. La luna crescente che si trova sulla sua corona significa che egli controlla il ciclo del tempo.
I suoi ornamenti non sono oro ne' pietre preziose, indossa un serpente attorno al suo corpo, Vasuki. Egli e' anche conosciuto come Nilkantha, "gola blu", dato che ha il veleno di Vasuki e' nella sua gola. La leggenda risale al tempo in cui gli dei agitarono l'oceano e il veleno di Vasuki minaccio' il mondo, solo Shiva pote' prendere il veleno nella sua bocca' per salvare la terra e ancora lo tiene e lo terra' per sempre guadagnandosi il nome di Nilkantha. Vasuki, il Naga, e' avvolto tre volte intorno al collo del dio e conclude i giri guardando a destra. I tre giri rappresentano il passato, il presente e il futuro intesi come cicli di tempi. Il fatto che il dio porti il serpente avvolto attorno al collo significa che la creazione procede in cicli ed e' dipendente dal tempo ma il dio stesso trascende il tempo. La parte destra del corpo simbolizza le attivita' umana basate sulla conoscenza, sulla ragione e sulla logica. Il fatto che il serpente guardi il lato destro del dio significa che la sua eterna legge di ragione e giustizia preserva l'ordine naturale nell'universo.
In una delle sue due mani Shiva tiene il trishul, un tridente tradizionale dell'India, come tale esso e' l'arma con cui Shiva punisce i malvagi. Le tre punte simboleggiano i tre guna, le tre tendenze fondamentali che agiscono continuamente nell'universo: aggregazione, disgregazione, equilibrio, da esse derivano le tre funzioni di Dio: creatore, distruttore e preservatore. Le tre punte simboleggiano il dominio di Śhiva sul tempo, il controllo che egli ha su passato, presente e futuro. Nell'altra mano porta un piccolo tamburo che rappresenta l'attivita' creativa ma anche l'origine dell'Om la parola, la sillaba universale, l'origine del suono, la prima sillaba udita durante la creazione, l'origine di tutte le lingue e di tutte le espressioni. Secondo alcuni miti della creazione Shiva danza mentre crea i mondi e suona il tamburo quattordici volte per creare gli alfabeti. Una mano e' sollevata nell'abhaya mudra, dato che lui e' una benevola forza di distruzione.
Shiva e' conosciuto anche come Pashupati, il signore degli animali, per questo siede su una pelle di tigre e a volte indossa una pelle di elefante mentre altre quella di un cervo. La pelle di leone rappresenta la lussuria e l'ego che il dio ha sconfitti e uccisi. La tigre e' una delle principali manifestazioni dell'energia della natura, l'accostamento a Shiva significa che il dio non risente il potere di questa energia. La pelle di elefante rappresenta l'orgoglio, la pelle di cervo il moto incessante della mente, nel primo caso il fatto che il dio indossi la pelle di elefante significa che egli ha vinto l'orgoglio nel secondo che controlla perfettamente la mente.
La descrizione fatta sopra puo' suggerire un'immagine arrabbiata e distruttiva di Shiva tuttavia essendo la fonte della conoscenza egli e' rappresentato spesso in una posa meditativa, con gli occhi mezzi chiusi che guardano sia all'universo sia all'interno se stesso significando che il suo atto di distruzione e' in se stesso un'atto di creazione perche' se manca la distruzione non ci puo' essere creazione.
Storicamente Shiva rivela se stesso sia in testi laici che in testi religiosi. Come re dravidico egli sposo' Sati la figlia di un re ariano. Il padre di Sati, Daksha, si oppose alla loro unione. Dopo la loro unione Daksha celebro' un sacrificio. Il suocero volutamente ignoro' Shiva dato che lo trovava incivile. Sati non sopporto' l'umiliazione inferta al marito e si getto' nel fuoco sacrificale. Quando Shiva venne a prendere le sue ceneri non pote' fare a meno di esprimere la sua profonda pena e inizio' una violenta danza chiamata Tandava. Tutta la creazione ne fu terrorizzata ed egli danzo' attorno alla terra per sette volte. Dato che niente poteva calmare Shiva gli dei si spaventarono e pensarono che egli potesse distruggere la terra. Cosi' fecero risuscitare Sita come Parvati, la figlia delle montagne.
Nel frattempo Shiva rinuncio' al mondo e ando' sul monte Kalisa dove inizio' una dura penitenza. Quando Parvati raggiunse la cima del monte Kalisa Shiva era cosi' assorto nella sua meditazione che non si accorse della presenza della dea. Parvati fece tutto cio' che poteva per attirare l'attenzione di Shiva ma lui meditava profondamente. Lei allora chiese aiuto al dio dell'amore, Kama. Questi le consiglio' di danzare di fronte a Shiva. Mentre Parvati danzava Kama lancio' una freccia di fiori a Shiva che interuppe la meditazione. Quando Shiva apri' gli occhi la prima cosa che vide fu Parvati che danzava di fronte a lui si innamoro' di lei e divenne l'amorevole marito mentre Parvati divenne la sua forza creatrice.
Parvati e' non solo la moglie di Shiva ma crede sia parte dello stesso Shiva. Una delle piu' popolari forme di Shiva e' quella di Ardhanarishvara. Secondo la storia nelle Purana Brahma fu incapace di realizzare la creazione. Egli si propizio' Shiva che prese questa forma e separo' Parvati dal suo corpo. Parvati ha molte incarnazioni che comprendono Kali, Durga e Uma. I suoi figli sono Kartikeya e Ganesha. Shiva ha un gran numero di attendenti chiamati gana. Queste creature mitologiche hanno corpo umano e testa di animale. Il figlio di Shiva Ganesha e' il capo di questi gana.
ll suo veicolo e' Nandi, il toro, il cui nome significa "Pieno di gioia", quest'animale rappresenta sia il potere che l'ignoranza. Il fatto che Shiva usi il toro come veicolo suggerisce l'idea che egli rimuove l'ignoranza e concede il potere della saggezza ai suoi devoti. Il colore di Nandi e' bianco, il colore della purezza, le sue quattro zampe rappresentano la verità, la rettitudine, la pace e l'amore.
Si dice che Shiva viva sul monte Kalisa, e' questa una montagna che si trova nei monti Gangdise, nell'Himalaya, in Tibet. La sua altezza e' di 6.638 m s.l.m. Da essa nascono alcuni dei piu' lunghi fiumi dell'Asia. La montagna non è mai stata scalata poiché è considerata sacra dall' Induismo, in quanto ritenuta la residenza di Shiva, dal Bon, dal Buddhismo tibetano e dal Giainismo.
La Linga Paruna dice che una volta Brahma e Vishnu stavano discutendo su chi fosse l'essere supremo. Improvvisamente apparve di fronte a loro una grande colonna di fuoco. Entrambi decisero di trovare le due parti dove la colonna finiva. Chiunque fosse tornato per primo sarebbe stato l'essere supremo. Vishnu assunse la forma di un cinghiale e scavo' la terra. Brahma si trasformo' in un cigno e volo' in alto. Cercarono per giorni, invano. Poi nella colonna di fuoco apparve Shiva. Brahma e Vishnu capirono il loro errore e riconobbero Shiva come l'essere supremo. Lo Shivalinga rappresenta anche questa colonna di fuoco.
Gli Shivalinga adorati nei templi sono per lo piu' in pietra e consistono di tre parti, la parte bassa di forma quadrata simbolizza Bhrama, il dio della creazione., la forma centrale ad ottagono rappresenta' Vishnu, il dio della conservazione. Le due parti sono incorporate su un piedistallo, la parte cilindrica che si protende dal piedistallo rappresenta Shiva, il signore della distruzione.
Shiva una volta concesse un particolare dono a un demone chiamato Bhasmasura, il demone voleva che se le sue mani toccavano una persona questa veniva ridotta in cenere. La sua richiesta era appena stata accordata che il demone minaccio' Shiva stesso, il dio fu salvato da Vishnu che prese le forme di Mohini, l'incantatrice. Indotto da Mohini il demone si uni' alla sua danza e subito uccise se stesso mettendo le proprie mani sulla propria testa. Shiva e Mohini combinarono le loro energie e generarono Hari Hari, figlio di Vishnu e Shiva, piu' tardi identificato con una divinita' tribale del Kerala.
Shiva e' il creatore della danza e delle prime 16 sillabe ritmiche mai pronunciate, da cui nacque la lingua sanscrita. La danza di rabbia di Shiva e' chiamata Raudra Tandava e la sua danza di gioia Ananda Tandava. Tutti gli dei e i saggi erano presenti quando egli danzo' per la prima volta la Nadanta Tandava, una danza caratteristica e vigorosa, danzo' in modo cosi' stupendo che i presenti gli chiesero di danzare di nuovo, Shiva promise di farlo nel cuore dei suoi devoti e in un boschetto sacro nel Tamil Nadu dove fu costruito il grande tempio di Chidambaram, il solo in India dedicato a Shiva come Nantaraja il signore della danza. Si crede che il tredicesimo giorno di ogni fase lunare di due settimane, dopo le 18:00 cade qui un'ora sacra chiamata Pradosha. Adorare Shiva in quel momento e' simile a venerare tutti i poteri dell'universo perche quello e' il tempo in cui si crede che tutti gli dei si riuniscono sul monte Kalisa per perdersi nell'estasi della danza del Nataraja.
Shiva e' il dio della pieta' e della compassione. Egli protegge i devoti dalle forze dei demoni e li salva dall'avidita', dalla lussuria e dall'ira di questi. Concede doni e grazie e risveglia la saggezza nei suoi devoti.
Molti storici credono che la figura di Shiva come la conosciamo oggi sia stata costruita nel corso di un lungo periodo di tempo inglobando le idee di molte sette regionali in una singola figura, come questo processo sia avvenuto nel corso del tempo non e' ben documentato.
In Bangkok il piu' famoso monumento dedicato a Shiva e' forse Sao Ching-Cha o la Grande Altalena che si trova di fronte a Wat Suthat. L'altalena una volta era al centro di una grande festa dedicata al dio, i partecipanti dondolavano a grandi altezze nello sforzo di raggiungere una borsa d'oro sospesa in alto, agganciata a una canna di bambu' a 15 metri di altezza. Molte persone che tentavano morivano e la cerimonia fu abolita nel regno di re Rama VII. Vicino si trova il santuario il Thewa Sathaan che contiene immagini di Shiva e Ganesh. All'angolo fra Silom e Pan Road si trova il tempio Sri Mahariamman chiamato anche Wat Phra Si Maha Umathevi e piu' conosciuto dai thai col nome di Wat Khaek . Questo tempio fu costruito intorno al 1860 da emigrati Tamil. Nel centro del santuario principale si trova Jao Mae Maha Umathewi conosciuta anche come Shakti, la moglie di Shiva. Lungo le mura interne a sinistra si trovano file di immagini di divinita' induiste fra cui Shiva.
Prang Sam Yot e' la piu' famosa attrattiva di Lopburi, e' composto da tre torri unite insieme, ogni torre rappresenta una divinita della Trimurti, una torre dunque e' dedicata a Shiva. Sempre in Lopburi si trova Prang Kaek, il piu' antico monumento della citta', risalente all'XI secolo, la struttura e' in stile khmer e fu una volta un tempio dedicato a Shiva.
Il complesso di Phanom Rung, che si trova nella provincia di Buriram, fu costruito come monumento induista dedicato a Shiva. Meravigliose sculture di Shiva si possono vedere sopra i portoni su lintelli e pedimenti e in vari altri punti del santuario. Uno Shiva danzante, Nantaraja, si trova nel portico a est del mondop, e' in stile Baphuon dell'ultimo periodo o nel primo stile di Angkor. All'entrata a sud si trovano i resti di un'immagine che mostra Shiva e Uma mentre guidano il toro Nandi. All'interno del prang si trova uno Shivalingam.
Altri splendidi lintelli che rappresentano Shiva e Uma col toro si trova a Prasat Muang Tam, vicino a Phanom Rung, 8 chilometri a nordovest.
Passando alla provincia di Surin troviamo Prasat Ta Meuan Thom che fu costruito come santuario dedicato a Shiva. Il sito con altri due Prasat Ta Meuan e Prasat Ta Meuan Toht fa parte del complesso di Prasat Ta Meuang, ma mentre questi ultimi due datano dal regno di Jayavarman VII (1181-1210) Prasat Ta Meuang Thom predata questi due di almeno due secoli. Sempre nella provincia di Surin, a sud, si trova Prasat Sikhoraphum dove poco rimane ma fra questo poco si trova un fantastico e meraviglioso lintello rappresentante un Shiva danzante con 10 mani, sicuramente uno dei migliori pezzi di arte khmer mai scolpiti.
Ad Amphoe Uthumphon Phisai, nella provincia di Sisaket si trova Prasat Sa Kamhaeng Yai costruito come un santuario per Shiva.
Per trovare altre opere d'arte riguardanti Shiva in Thailandia dobbiamo passare a Khon Kaen e visitare Prasat Puay Noi dove si trovano alcune eccellenti sculture intatte fra cui un Shiva con il suo toro Nandi in un pedimento sul retro della libreria.
Naturalmente non potevano mancare statue di Shiva a Sala Kaew Ku nella provincia di Nong Khai. E' questo un parco che ha a tema riguardante sculture e immagini del pantheon induista e buddhista, una delle piu' enigmatiche attrattive in Thailandia.
Per concludere ultima tappa a Sakhon Nakhon dove si trova Narai Cheng Weng che e' un prang del X/XI secolo che fra i tanti lintelli ne comprende due riguardanti Shiva, un Shiva reclinato nel portico a nord e un Shiva danzante in quello a est.
Per quanto riguarda gli oggetti d'arte contenuti nei musei il museo nazionale di Khampaeng Phet ospita un'immensa immagine di Shiva, la piu' grande scultura induista in bronzo del paese, il museo nazionale di Ubon Ratchathani ospita fra i suoi oggetti piu' preziosi una statua di Ardhanarisvara, che combina Shiva e la sua consorte Uma in una sola creatura. E' una delle due sole statue di questo tipo ritrovate in Thailandia.